Tutti gli articoli di Enrica

PENSIERI DI UNA MAMMA (STANCA)

Se c’è una frase che mio papà mi ha sempre ripetuto è: “Fare il genitore è il lavoro più difficile del mondo”.
Confermo, aveva ragione.

È tutto un oscillare tra pazienza, compromessi, respiri profondi, allegria, amore e stanchezza.
O, perlomeno, per me è così.

È che ti preparano alla difficoltà dei primi mesi quando quell’esserino dorme, mangia e piange ma non è che, il poi, sia tutta una passeggiata, eh.

Personalmente mi reputo molto fortunata: la piccola Marti è una bambina molto dolce che tende ad ascoltare, comprende molto spesso le situazioni che la circondano e si comporta di conseguenza.

Però, a volte, che fatica.

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“CHE LA VITA CI SEMBRA DOMANI E INVECE E’ TUTTA ADESSO”

Oggi mi sono seduta alla scrivania, tra un “mamma, guarda” e un “mamma, vieni”, e ho aperto il computer.
Presa dalla curiosità ho aperto WordPress.
Non lo faccio praticamente mai, Attimi e Pillole di Viaggio è fermo nel limbo, in quel tempo che scorre veloce tra le cose da fare e gli impegni della vita.
Eppure l’ho aperto e mi sono incredibilmente sorpresa del fatto che sì, ci sono persone che ancora lo visitano.
Che ancora lo leggono.
Che ancora curiosano tra gli articoli scritti, le fotografie scattate.

Ho fatto anch’io così, poco fa.
Come se quel tempo non fosse passato, non si fosse fermato e ho curiosato anch’io.
Ho letto le parole scritte quando ancora viaggiavamo con un solo bagaglio a mano, quando la vita scorreva veloce ma eravamo solo in due.
E mi ha fatto sorridere.
Come cambia la vita.

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PENSIERI E SORRISI: A VOLTE RITORNO.

Vi chiederete che fine ho fatto – o forse no – ma eccomi di nuovo qua.

Sono passati mesi – praticamente più di un anno – da quando ho scritto l’ultima volta su Attimi e Pillole di Viaggio.
E mi mancava, eccome se mi mancava.

Lo sapete, la vita scorre velocemente e, come sempre, mi sono lasciata travolgere fin troppo dagli avvenimenti e, anche questa volta, il mio piccolo angolo di pensieri ne ha pagato le spese maggiori.
Il silenzio.
E sì che a me piace il silenzio ma amo anche tanto scrivere.

Quindi, che fine ho fatto?

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“Ma la meraviglia è che ti ho incontrata” – il mio 2019

E’ vero, lo ammetto, sono passati secoli ma, concedetemelo, sono stati davvero dei mesi super intensi. Come sempre, però, amo fare un resoconto dell’anno che sta finendo e buttare un occhio all’anno nuovo ormai alle porte. In fin dei conti, anche questa è una tradizione di Attimi e Pillole di Viaggio.

Come sempre non ho idea di che piega prenderà questo articolo, se avrà un senso logico o se, come sempre, saranno tante parole messe insieme e vediamo dove si va.

Questo duemila e diciannove mi ha regalato un sacco di emozioni, momenti indimenticabili che porterò sempre nel cuore. Se dal punto di vista di viaggi, la mia dolce metà ed io non siamo poi andati tanto lontani (tranne se non per un mini viaggio in Inghilterra, un weekend a Venezia e una gita di un giorno a Novara), nella sfera personale ho ricevuto il regalo più bello: la mia bambina. 

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ANDALUSIA, IL VIAGGIO – CORDOVA

Questo articolo fa parte di una serie di puntate, chiamiamole così, in cui vi racconto quello che è stato uno dei viaggi più belli mai fatti, l’anno scorso in Andalusia.
La prima tappa, quella a Siviglia, l’ho raccontata poco più di due mesi fa (se ve la siete persa, no problem, potete cliccare qui!).

Seconda tappa, Cordova

Giorno 1

Per spostarci da Siviglia a Cordova abbiamo affittato un’auto che, alla fin fine, ci ha accompagnato lungo tutto il nostro viaggio attraverso l’Andalusia.
Il viaggio non è molto lungo, quasi meno di due ore di macchina, e viene accompagnato da paesaggi infiniti da ammirare dal finestrino.

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Andalusia, il viaggio – Siviglia

Questo viaggio che vi sto per raccontare è stato in assoluto IL viaggio che ha reso indimenticabile il duemila e diciotto.
Dividerò questo viaggio in più articoli, penso uno per tappa, perché se no diventerebbe lunghissimo e si perderebbe tanto. Invece voglio raccontarvi ogni dettaglio, ogni attimo.

Se non avete letto l’articolo sul mio resoconto dell’anno passato, non potrete sapere che tutto è nato con un invito ad un matrimonio in terra, per l’appunto, spagnola.
Le nozze erano quelle tra una mia carissima amica, conosciuta durante una vacanza studio in Inghilterra nel lontano duemila e undici e il suo, ora, marito. Erano trascorsi sette anni dall’ultima volta che l’avevo abbracciata ma, nel momento in cui i nostri sguardi si sono incrociati di nuovo, è come se non fosse passato nemmeno un mese.
L’abbraccio che ci siamo regalate, sorridenti e incredule, è stato uno di quelli che ti riempiono il cuore di felicità e sorpresa, un’ondata di pura emozione e amicizia. Amicizia con la A maiuscola, nonostante i chilometri, nonostante gli anni.

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Il mio 2018: attimi, viaggi e sorrisi.

Incredibile la velocità con cui trascorrono i giorni, non vi sembra?
Se penso che siamo già all’ultimo giorno di dicembre, sgrano gli occhi e sorrido sorpresa.
Mi volto indietro e guardo questi dodici mesi trascorsi, sono davvero volati.

E’ stato un anno intenso, fatto di corse su un cavallo impazzito e di momenti speciali da ricordare per l’eternità.
E’ stato un anno bello, entusiasmante, a tratti anche difficile ma sempre sorprendente.
Se l’anno duemila e diciassette mi aveva portato una casa e un lavoro nuovi, l’anno duemila e diciotto mi ha regalato la consapevolezza dell’attimo (termine che non so se esiste, nel caso l’ho appena inventato). Per spiegarmi meglio, la consapevolezza di sapere che, per quanto dura sia una giornata, appena entrerai a casa avrai un sorriso ad aspettarti, un abbraccio dolce e due occhi tranquilli ad ascoltarti.
E in più la consapevolezza delle proprie capacità, dei propri punti di forza e di debolezza, su cosa migliorare e su cosa puntare per rendere questo incredibile spettacolo memorabile.

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Parco della Tesoriera di Torino, quando realtà e leggenda si uniscono.

Amo profondamente Torino, è uno di quei luoghi che, pur vedendoli sempre, mi sorprendono ogni volta.
E’ come se ci fossero sempre dei dettagli in più da scoprire, dei luoghi sconosciuti, dei piccoli angoli di pace immersi nel caos della città.
E’ capitato così anche questa volta quando, con la mia dolce metà, siamo finiti al Parco della Tesoriera, a pochi chilometri dal centro storico di Torino.
Ci siamo finiti in una domenica di fine novembre, quelle giornate dall’aria fredda e il cielo azzurro azzurro. Ci siamo finiti perché, al mattino, avevo letto un articolo che raccontava di questo luogo e della sua storia di fantasmi che, insieme, porta.. Ma di questo ve ne parlo dopo.

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All’Enrica di oggi, all’Enrica di domani.

L’ultima volta che ho scritto un articolo per il mio compleanno era il 2015 e avevo appena compiuto venticinque anni.

Sono passati tre anni e ieri, di anni, ne ho compiuti ventotto.

Mi è sempre piaciuto scrivere qualcosa in occasione del mio compleanno, è come se si facesse il punto della situazione, come se passato, presente e futuro si unissero per un giorno soltanto. In fondo è un po’ come fare conti con il tempo che passa, con l’inevitabile cambiamento dato dal passare degli anni.

Se penso a quante cose sono cambiate da quando ho scritto l’articolo per i miei venticinque anni mi viene da sorridere.
Se penso a quante cose sono successe in questi tre anni, sgrano gli occhi e sorrido incredula. E chi l’avrebbe mai detto? Continua a leggere All’Enrica di oggi, all’Enrica di domani.

Quotidianità è Vita.

Il 22 maggio dell’anno scorso vi raccontavo della mia corsa della vita su un cavallo impazzito.
Lo ricordate? Ne avevo parlato in questo articolo intitolato L’arte dell’imparare a vivere, scrivendo centinaia di parole riguardo la difficoltà di rallentare il ritmo della quotidianità. 

Proprio questo articolo mi è tornato sotto mano qualche giorno fa quando, sdraiata sul divano dopo uno di quei turni di lavoro che ti sfiniscono nel vero senso della parola, gironzolavo sul blog per cercare un po’ dell’Enrica del passato. Non so perché ma è una cosa che faccio spesso. 
Ad ogni modo sono finita su questo articolo e, da quando l’ho riletto, non faccio altro che pensare se e quanto le cose siano effettivamente cambiate da quel ventidue maggio del duemila diciassette.

E’ trascorso quasi un anno e sei mesi e posso dire con certezza che, molte cose, non sono cambiate.
Il cavallo impazzito c’è ancora e, soprattutto, ormai vive fisso nel mio giardino. 
La netta differenza dall’anno scorso a questo presente è che, a volte, questo cavallo impazzito rallenta – sarà il passare degli anni – e comincia ad andare al trotto, forse per poter godere anche lui del paesaggio.
Il paesaggio, in fondo, è sempre una delle parti principali del viaggio. Lo ammiriamo sempre, dal finestrino di un treno, di un aereo o di una macchina, e ci riempiamo gli occhi di curiosità, di cose nuove e di nuovi angoli, quando il paesaggio è ormai conosciuto.  Continua a leggere Quotidianità è Vita.