Parco della Tesoriera di Torino, quando realtà e leggenda si uniscono.

Amo profondamente Torino, è uno di quei luoghi che, pur vedendoli sempre, mi sorprendono ogni volta.
E’ come se ci fossero sempre dei dettagli in più da scoprire, dei luoghi sconosciuti, dei piccoli angoli di pace immersi nel caos della città.
E’ capitato così anche questa volta quando, con la mia dolce metà, siamo finiti al Parco della Tesoriera, a pochi chilometri dal centro storico di Torino.
Ci siamo finiti in una domenica di fine novembre, quelle giornate dall’aria fredda e il cielo azzurro azzurro. Ci siamo finiti perché, al mattino, avevo letto un articolo che raccontava di questo luogo e della sua storia di fantasmi che, insieme, porta.. Ma di questo ve ne parlo dopo.

Siamo a circa quattro chilometri da Piazza Castello, punto centrale della città di Torino. Accanto al Parco si trova il corso principale, Corso Francia, dove è possibile parcheggiare l’auto sia a destra, lungo il marciapiede, che a lisca di pesce sotto gli alberi. Attenzione: Torino è fatta di viali e controviali, ricordatevi di prendere sempre il controviale qualora dobbiate parcheggiare l’auto o svoltare nelle traverse (nel corso principale, salvo avvisi, non è mai possibile farlo.. Pena tanti, tantissimi clacson che vi suoneranno).

Se arrivate dal corso principale, quindi, già dall’esterno potrete ammirare Villa Sartirana, padrona indiscussa del Parco. Conosciuta ai più come Villa della Tesoriera, deve il suo nome al potente tesoriere e consigliere dello Stato Sabaudo, Aymo Ferrero di Cocconato, per il quale fu costruita questa villa in stile barocco dal 1713 e 1715. Purtroppo l’uomo non poté godersi la residenza a lungo in quanto morì dopo solo tre anni dall’inaugurazione.

A circondare la villa vi è, per l’appunto, il Parco della Tesoriera, un immenso giardino di circa 75.000 metri quadri. Vicino all’ingresso su Corso Francia, proprio sulla sinistra, si trova un gigantesco platano la cui circonferenza è pari a sei metri e mezzo. Fu piantato nel XVIII secolo e risulta essere l’albero più vecchio della città di Torino. 

Il Parco, poi, è anche conosciuto dai torinesi come Giardin dël Diav (in italiano, Giardino del Diavolo) in quanto, secondo la leggenda, ogni tanto un cavaliere solitario galoppa nel parco per poi scomparire. Si ipotizza che il fantasma sia proprio il Tesoriere che, in alcune notti, torna a visitare il luogo che l’ha visto vivere e morire e forse in cui ancora abita.

A supportare questa leggenda vi sono i racconti vi sono i racconti del sig. Mario Piovano, ex guardiano del parco dal 1981 e scomparso alcuni anni fa.
Leggendo un po’ on-line alla ricerca di qualche informazione aggiuntiva, infatti, sono tanti gli articoli in cui l’uomo racconta le sue avventure e i suoi incontri ravvicinati con i fantasmi all’interno di questa villa. In particolare, quello avvenuto con una giovane donna con cui, negli anni, è riuscito ad instaurare un rapporto addirittura pacifico.

In un articolo, infatti, il sig. Piovano raccontava di averla incontrata nella biblioteca della villa poco dopo il suo insediamento e di averci vissuto insieme in tutti gli anni di lavoro all’interno del parco. << […] Quella ragazza continua a parlarmi da 27 anni. Mi ha detto di essere stata uccisa e seppellita sotto la Tesoriera durante un sacrificio organizzato da una setta all’inizio del secolo scorso. È francese e chiede aiuto. Vuole che qualcuno la tiri fuori da quelle mura.>>

D’altra parte, invece, sono ancora altre le leggende che vengono raccontate e che vedono un nesso tra la giovane donna e quel cavaliere nero, la storia che forse fosse un’ amante del Tesoriere, uccisa proprio da lui poco prima che l’uomo si suicidasse.

Torino vanta una tradizione esoterica secolare in quanto posta al vertice di due triangoli, quello della magia bianca e quello della magia nera. Non sorprende, quindi, sapere che anche questo angolo di Torino abbia una storia legata a fantasmi, ve ne sono moltissime in tutta la città.

Il Parco della Tesoriera, ad ogni modo, è un luogo speciale, lontano dai rumori e da quella veloce quotidianità del capoluogo piemontese.

E’ un parco dove puoi incontrare gli anziani al sole a chiacchierare, i bambini correre e i cani scodinzolare felici. La vita che scorre, lontana dai punti nevralgici visti e scattati migliaia di volte.

In fondo, l’ho sempre detto, la bellezza è davvero ovunque, anche nelle piccole cose.

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