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Parco della Tesoriera di Torino, quando realtà e leggenda si uniscono.

Amo profondamente Torino, è uno di quei luoghi che, pur vedendoli sempre, mi sorprendono ogni volta.
E’ come se ci fossero sempre dei dettagli in più da scoprire, dei luoghi sconosciuti, dei piccoli angoli di pace immersi nel caos della città.
E’ capitato così anche questa volta quando, con la mia dolce metà, siamo finiti al Parco della Tesoriera, a pochi chilometri dal centro storico di Torino.
Ci siamo finiti in una domenica di fine novembre, quelle giornate dall’aria fredda e il cielo azzurro azzurro. Ci siamo finiti perché, al mattino, avevo letto un articolo che raccontava di questo luogo e della sua storia di fantasmi che, insieme, porta.. Ma di questo ve ne parlo dopo.

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Museo Egizio di Torino: un patrimonio inestimabile fuori dal tempo.

La bellezza di un’antica civiltà la si vede, soprattutto, quando ci confrontiamo con quello che di loro ci è rimasto, con quello che loro hanno costruito e ancora oggi ammiriamo.
E’ così per i sumeri, babilonesi, egizi, greci arrivando fino agli aztechi, olmechi e toltechi dell’America del sud e centrale.

Lo ammetto, fin da piccola, di tutto quello che si studiava a scuola della materia “storia”, il mio argomento preferito era la civiltà egizia. Le piramidi, la Sfinge, i grandi templi dell’Alto e Basso Egitto mi hanno affascinata fin dall’inizio.
Sono sempre stata una persona curiosa e scoprire e imparare hanno sempre fatto parte del mio dna.
Purtroppo non ho mai potuto curiosare dal vivo e mettere a tacere tutta la mia curiosità sugli egizi. O meglio, in Egitto ci sono stata, sì, ma correva l’anno 1994 – o 1995 – e io avevo appena quattro/ cinque anni. Fondamentalmente non ricordo nulla, se non un attimo rimasto impresso nella mia mente, nitido come se l’avessi vissuto da poco: il Nilo e il mercato sulle sponde del fiume.
Nulla contro il Nilo, per carità, ma avrei preferito ricordare le piramidi. Continua a leggere Museo Egizio di Torino: un patrimonio inestimabile fuori dal tempo.

Cara Italia, sono disoccupata ma da qui non me ne voglio andare.

Da quasi un anno, ogni giorno, Facebook dà la possibilità di tornare indietro nel tempo. E’ incredibile come, in meno di un minuto, ci si ripresenti davanti un passato che sembra lontano ma che, invece, è appena dietro l’angolo.
Quello che mi fa più sorridere è rileggere ciò che scrivevo nel 2009, quando avevo diciannove anni ed ero alle prese con la maturità. Adesso, a rileggere quelle frasi piene di ansia, preoccupazioni e dubbi, il mio cuore si riempie di tenerezza: avevo diciannove anni ancora da compiere e mi sembrava che il futuro fosse davvero troppo grande, troppo complicato, troppo incerto per una come me.
Se mi volto indietro mi sembra che sia passato un secolo, soprattutto se confronto l’Enrica di allora con l’Enrica di oggi: due mondi completamente opposti e due persone quasi diverse.

Poi Facebook mi mette davanti i ricordi dell’università, fotografie di risate fino alle lacrime con le amiche, consigli scritti di getto e una tesi preparata in estate davanti al ventilatore, come racconta il ricordo di oggi. Per poi tornare ai primi ricordi, quelli più recenti, quelli di un anno fa, quando ancora vivevo in Spagna e le mie giornate erano piene, pienissime di felicità, quella felicità vera che prende il cuore e che ti ricorda che sì, sei nel posto giusto nel momento giusto. Quando vedo questi ricordi, che sono davvero dietro l’angolo, la nostalgia prende ogni parte del mio corpo, penso sia normale però, penso che la nostalgia la proverò anche a distanza di anni.
Ad ogni modo, diverse volte, mi sono messa a pensare se, ora come ora, tornerei indietro nel tempo, se cambierei il mio presente per il mio passato e, dopo tanti pensieri mischiati con i ricordi, la risposta è stata un no. No, non tornerei indietro nel tempo perché il mio presente è troppo incredibile, entusiasmante, emozionante per cambiarlo col passato, per quanto meraviglioso fosse. A Valencia avevo la felicità di settimane bellissime, avevo l’ingenuità e la spensieratezza nel non pensare al domani, nel non pensare al futuro che mi attendeva: poi i giorni sono passati e in quel futuro ci sono finita, con tutta me stessa. Ho lavorato in un hotel di Torino, ho conosciuto il grande amore, mi sono innamorata e sono rimasta a casa di nuovo senza un lavoro. E se ripenso a questi mesi trascorsi, da settembre in poi, in questo caso mi sale la nostalgia eccome; è bello quando le cose vanno esattamente come te l’aspettavi: un lavoro che ti piace incredibilmente, un quotidianità che non cambieresti mai e un amore che ti prende il cuore. E’ semplicemente il meglio che una persona come me, che pretende sempre che tutto giri nel verso giusto, si aspetta. Ed è arrivato, alla fin fine. Poi finisce e quando finisce, sono cavoli (giusto per non essere volgare). Continua a leggere Cara Italia, sono disoccupata ma da qui non me ne voglio andare.

La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo

Ai confini della Val di Susa, in Piemonte, esiste un luogo quasi incantato, uno spazio intaccato dallo scorrere del tempo e lontano dalla realtà.
Sul Monte Pirchiriano, infatti, a più di novecento metri d’altezza, si erge incontrastata la Sacra di San Michele, il monumento simbolo del Piemonte.

Vorrei essere capace di trasmettere la sensazione di stupore, di meraviglia e di incanto che si prova nel momento in cui, la Sacra di San Michele, compare ai nostri occhi.
La si può vedere già dalla strada, metri e metri più in basso, alzando lo sguardo verso la cima del monte: lei è lì, maestosa in tutta la sua bellezza, con tutta la sua storia da raccontare.

Costruita, si pensa, agli inizi del novecento (intorno al decimo secolo, quindi), la chiesa attuale è stata eretta inglobando le antiche costruzioni creando, così, un complesso architettonico immenso.
Da lassù, la Sacra di San Michele sovrasta tutta la valle sottostante: nei giorni di sole lo spettacolo è da lasciare senza parole, le linee delle montagne si intrecciano dolcemente e i colori di mischiano fino all’infinito. Continua a leggere La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo

Messer Tulipano: migliaia di tulipani per celebrare la primavera

Riuscite ad immaginarvi un castello, non lontano da una città come Torino? Beh, immagino di sì.
E se insieme a questo castello ci aggiungiamo un giardino pieno, completamente pieno di tulipani?
Per chi è amante della natura e dei fiori può sembrare un sogno ma non lo è.
Quello che vi sto raccontando è pura realtà e accade, ogni primavera, nel paesino di Pralormo, a circa 40 chilometri dal capoluogo piemontese.

Messer Tulipano, infatti, è un evento che avviene ogni anno, ogni primavera per un mese intero al Castello di Pralormo, in provincia di Torino. E’ qui che, sotto il cielo azzurro tipico della stagione e l’aria ancora fresca, fioriscono più di 75.000 specie tra tulipani e narcisi.
Oltre ad essere uno spettacolo della natura è, a tutti gli effetti, uno spettacolo per gli occhi che vengono riempiti da sfumature e giochi di colore. Continua a leggere Messer Tulipano: migliaia di tulipani per celebrare la primavera

Torino, #vistadaqui, è ancora più bella.

Questo è un articolo un po’ particolare, non uno dei miei soliti articoli lunghissimi (ma non prometto nulla a riguardo!), pieni di emozioni (e nemmeno qui non prometto) e luoghi da scoprire.
Questo è un articolo per raccontarvi una serata davvero speciale, un momento emozionante e, soprattutto, promuovere un progetto davvero grandioso.

Sto parlando del Progetto #vistadaqui della Compagnia di San Paolo di Torino che, durante la serata di martedì 12 aprile, è stato presentato a più di quaranta blogger e ha permesso ai cittadini di poter salire in punta alla Mole Antonelliana, il simbolo per eccellenza del capoluogo piemontese.
Sono stati più di 1500 i visitatori che sono riusciti a salire, tramite ascensore panoramico all’interno della struttura, in cima a questo incredibile monumento che misura un’altezza complessiva di 167 metri.

Tra i quaranta e più blogger chiamati per la presentazione ufficiale del progetto, c’ero anch’io, con la mia fedele macchina fotografica, un taccuino per annotare i pensieri e un’emozione incredibile per essere presente in un momento così importante. Continua a leggere Torino, #vistadaqui, è ancora più bella.

Una stazione, un pianoforte e un attimo di tranquillità.

Da qualche mese, alla stazione di Torino Porta Nuova, c’è un pianoforte lasciato lì, libero di essere suonato da chi lo desidera.
E’ un pianoforte normale, come quelli che si trovano nelle scuole di musica, come quelli che vengono suonati nei concerti, come quelli che risuonano nei teatri.
Eppure, nella sua semplice normalità, questo pianoforte è speciale. E’ il più speciale di tutti.
E non lo è perché viene suonato da personaggi famosi, dai nomi conosciuti in ogni angolo della terra, lo è perché viene suonato da persone normali, da gente che in quella stazione corre per prendere treni o sbadiglia di mattina quando la voglia di lavorare è rasente allo zero.

E’ speciale, quel pianoforte, perché viene suonato da persone di qualsiasi età, ragazzi e adulti, e di qualsiasi professione, senza distinzioni.
Il fatto di essere speciale sta in questo. Continua a leggere Una stazione, un pianoforte e un attimo di tranquillità.

Torino: le Luci d’Artista illuminano la città

Ho sempre amato, fin da quando ero piccola, le luci natalizie. Vedere le città addobbate e riempirmi gli occhi di quei mille colori, sono cose che da sempre mi trasmettono tranquillità.
Amo camminare sotto le luci di Natale, amo guardarle da sotto e, quasi sempre, amo fermarmi. Fermarmi, respirare a pieni polmoni e assorbire tutta l’atmosfera, tutta la tranquillità, tutta la felicità che solo delle luci così colorate riescono a trasmettermi.

E’ che amo l’atmosfera natalizia: mi piace così tanto che, quando finisce, mi resta sempre un vuoto dentro di me. Poi, col passare delle settimane, queste vuoto sparisce ma, quando torna il Natale, mi rendo conto di quanto mi sia mancato tutto questo.

Quindi quest’anno, nonostante il cielo non mi abbia buttato giù nemmeno un fiocco di neve, mi sono data alla pazza gioia con le foto natalizie.
Ed è qui che nasce il mio articolo su Torino e le sue Luci d’ArtistaContinua a leggere Torino: le Luci d’Artista illuminano la città

#Piemonte: la mia felicità

Se vi dico la parola “Piemonte”, a cosa pensate? Cosa vi viene in mente?

Io associo la parola “Piemonte” a casa mia. Nessun luogo, nessuna regione, nessuno stato è come il Piemonte. La mia casa. Perché io amo tutto del Piemonte: prima di tutto amo la sua posizione, tra montagna e mare. Amo il fatto di poter scegliere dove andare e andarci in fretta. Da dove vivo è tutto vicino: un’ora e sono in montagna, un’ora e sono al mare, quaranta minuti in treno (quando va bene) e sono a Torino, due ore e sono a Milano. Tutto vicino, tutto unito, tutto comodo.
Ma effettivamente non amo solo la posizione del Piemonte: amo la semplicità e l’unicità dei luoghi, amo la storia che questa regione regala, amo le tradizioni, amo la cultura, amo il modo di vivere. Continua a leggere #Piemonte: la mia felicità