Andalusia, il viaggio – Siviglia

Questo viaggio che vi sto per raccontare è stato in assoluto IL viaggio che ha reso indimenticabile il duemila e diciotto.
Dividerò questo viaggio in più articoli, penso uno per tappa, perché se no diventerebbe lunghissimo e si perderebbe tanto. Invece voglio raccontarvi ogni dettaglio, ogni attimo.

Se non avete letto l’articolo sul mio resoconto dell’anno passato, non potrete sapere che tutto è nato con un invito ad un matrimonio in terra, per l’appunto, spagnola.
Le nozze erano quelle tra una mia carissima amica, conosciuta durante una vacanza studio in Inghilterra nel lontano duemila e undici e il suo, ora, marito. Erano trascorsi sette anni dall’ultima volta che l’avevo abbracciata ma, nel momento in cui i nostri sguardi si sono incrociati di nuovo, è come se non fosse passato nemmeno un mese.
L’abbraccio che ci siamo regalate, sorridenti e incredule, è stato uno di quelli che ti riempiono il cuore di felicità e sorpresa, un’ondata di pura emozione e amicizia. Amicizia con la A maiuscola, nonostante i chilometri, nonostante gli anni.

Il nostro viaggio è stato quindi creato in occasione di questo evento a cui eravamo invitati ed è stato tutto programmato in modo da poter arrivare quel giorno in quel determinato posto.

Siamo partiti il 26 di giugno, dopo un turno di lavoro fino alle ore 23 e una sveglia all’alba per finire tutte le cose. Ma si sa, alla fin fine, quando si viaggia, si fanno “sforzi” che uno nemmeno sente.
A Milano, una volta imbarcati sull’aereo, siamo rimasti fermi per due, tre ore a causa di un problema alle torri di controllo francesi. E purtroppo tocca attraversare la Francia per arrivare in Spagna quindi abbiamo atteso, atteso e atteso finché l’aereo è decollato e, li sì, che ci siamo sentiti veramente in vacanza.

Stavamo per raggiungere la nostra tanto sognata Spagna.

Prima tappa, Siviglia

Giorno 1

Siamo arrivati a Siviglia che era ormai tardo pomeriggio ma il sole splendeva ancora alto nel cielo e l’aria soffiava calda.
Punto di riferimento per il nostro mini- soggiorno nel capoluogo andaluso è stato l’Hotel Alcazar, un hotel a tre stelle situato nel cuore della città, a pochi minuti a piedi dal centro storico.
Posato le valige e indossato abiti estivi, ci siamo subito catapultati nell’atmosfera tipica dell’Andalusia, fatta di flamenco, chitarre che suonano nei locali e risate degli abitanti.

Quello che mi ha sempre colpito di Siviglia, così come dell’Andalusia in genere, è la luce che si sprigiona, il contrasto tra l’azzurro del cielo e gli edifici bianchi.

Arrivata la sera, abbiamo passeggiato tra le vie strette della città, ammirando la bellezza della Cattedrale al tramonto e rimanendo incantati di quanto meravigliosa sia.

Giorno 2

Ci siamo svegliati prestissimo per poter visitare tutto, in fondo il tempo era contato e dovevamo vedere la maggior parte delle attrazioni.
Dall’hotel ci siamo spostati a piedi verso Plaza de España, uno dei luoghi più spettacolari della città. Fu costruito in occasione dell’Esposizione iberoamericana di Siviglia nel 1929 e la sua forma semicircolare vuole indicare l’abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie.
Considero questo posto uno dei più belli di Siviglia, forse il più bello, per l’atmosfera che regala e la sua immensa bellezza.

Da lì ci siamo poi spostati verso il centro dove ci aspettava la visita della Cattedrale e della Giralda, la sua torre. Avevamo acquistato i biglietti già a casa, prima della partenza, in modo da poter evitare le code che sono sempre presenti all’entrata.
La Cattedrale di Siviglia è la cattedrale gotica più grande al mondo ed ammetto che sia difficile immaginarsela qualora non la si abbia mai vista dal vivo. E’ semplicemente immensa ma di un’eleganza, di una particolarità e di una precisione nei dettagli che l’occhio si perde e non si può che rimanere a bocca aperta.
L’interno della Cattedrale è composto da cinque navate e, anche qui, è tutto così immenso e spettacolare.
Appena usciti all’esterno, ci troviamo nel chiostro della Cattedrale, conosciuto come Patio de los Naranjos. Qui gli alberi di aranci, il sole che filtra dolce e la tranquillità del ruolo regalano un’atmosfera davvero speciale, difficile da descrivere a parole. E’ come se venissimo catapultati in un’era lontana, in uno spazio astratto.
Dall’interno della Cattedrale, poi, si può salire sulla Giralda, dichiarata patrimonio dell’Umanità nel 1987. Per arrivare in cima, non ci sono scale da fare ma bensì 34 rampe – ogni rampa è numerata – che portano in punta alla torre ad un’altezza di 70 metri. Da lì si può ammirare tutta la città di Siviglia.

Una volta scesi e con la pancia piena, ci siamo dedicati alla visita dell’intera città, macinando chilometri sotto un sole cocente e l’aria bollente.
Dalla Cattedrale, prendendo Calle Álvarez Quintero, si arriva direttamente alla Chiesa di San Salvatore, la più grande della città dopo la Cattedrale. L’interno è la prova del capolavoro dell’architettura barocca spagnola, con una bellezza da lasciare – anche qui – senza parole.

Sotto il sole caldo, ci siamo diretti verso il Metropol Parasol, anch’esso luogo emblematico della città di Siviglia. Particolare la sua forma ondeggiate, al suo interno ospita ristoranti ma anche un museo archeologico, Antiquarium. Interessante, inoltre, la terrazza e il suo relativo belvedere che regala una vista panoramica su tutta la città antica.

Dopo esserci riposati un attimo all’ombra di un albero nella piazza centrale, Plaza de la Encarnación, ci siamo poi spostati verso la Alameda de Hércules, piazza conosciuta più che altro per la movida serale. E’ chiamata così perché, agli estremi della piazza, si trovano due colonne provenienti da un tempio romano dedicato a Ercole e poste nel 1578. In cima si trovano due sculture: una dedicata a Giulio Cesare e l’altra ad Ercole, mitico fondatore della città. All’altro estremo della piazza, invece, le altre due colonne sono ornate con leoni e scudi rappresentati la Spagna e Siviglia.

Da lì, armati di bottigliette d’acqua e cappelli, ci siamo spostati verso il fiume Guadalquivir che abbiamo costeggiato fino ad arrivare a la Plaza de Toros conosciuta ancora meglio come La Maestranza. Si sa, la corrida è una delle principali tradizioni della Spagna e questa di Siviglia è la plaza de toros più importante e la più antica di tutto il paese.
All’interno si trova il museo taurino: il biglietto di ingresso ha un costo di € 8 per gli adulti e permette la visita di più di un’ora con audio-guida.

In quella giornata abbiamo davvero macinato chilometri ma ne è valsa terribilmente la pena.
Rientrati in albergo e riposato brevemente le gambe, alla sera siamo andati a cenare in uno di quei ristorantini, ma non troppo formali, che si trovano in centro e dove si possono degustare le bontà della cucina spagnola.
[In questo momento ho gli occhi a cuoricini a ricordare il mio adorato jamón serrano – tipico prosciutto crudo, ndr].
Abbiamo poi passeggiato tra le vie strette della città, godendoci il tramonto sul fiume e sulla Torre del Oro, la Cattedrale vestita a sera e la Plaza de España, in tutta la sua bellezza, illuminata dalla luna.

Il giorno dopo abbiamo affittato la macchina e abbiamo raggiunto Cordoba ma questa tappa ve la racconterò nel prossimo articolo.

Stay tuned! 🙂

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1 commento su “Andalusia, il viaggio – Siviglia”

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