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#TravelDreams2017

Tatatataaaaaan.
Mancano sedici giorni alla fine dell’anno e questo mi mette leggermente – ma proprio leggermente, eh – un po’ d’ansia perché, porca miseria, è già trascorso un altro anno e io quasi non me ne sono resa conto.
Oddio, dirla così non è proprio bello ma sì, me lo sono goduto un sacco, sì, mi è piaciuto un sacco ma è volato, letteralmente volato: ieri eravamo a marzo, oggi siamo a dicembre.
Giusto per rendere l’idea.

Mancano sedici giorni e io, inevitabilmente, comincio a girarmi indietro per vedere le cose fatte, i propositi mancati – quelli ci sono sempre – ma anche gli obiettivi raggiunti, le felicità vissute, i luoghi visitati e le grandi soddisfazioni apprezzate.
Insomma, fine dell’anno non vuol dire sempre “oddio, mi sembra di non essere riuscita a combinare niente” ma anche “oddio, quante cose che ho fatto e guarda dove sono arrivata!”.
E’ proprio vero che in un anno di cose ne accadono eccome.

Parlando di viaggi, un anno fa scrivevo i miei #TravelDreams2016 e novità, super novità… Non sono riuscita a vedere nemmeno un luogo di quelli che avevo inserito nella lista.
Alla grande, Enrica!
Considerato che mi ero ripromessa di viaggiare di più e di visitare posti più vicini, beh, sì, ho fallito clamorosamente.

Ma non mi arrendo e la lista per i #TravelDreams2017 la faccio comunque. Continua a leggere #TravelDreams2017

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Orta San Giulio: tra le stradine in un’epoca passata.

Un’epoca lontana e un’allontanamento dalla realtà dei nostri giorni.
Sono queste le sensazioni che ho provato camminando nel paesino di Orta San Giulio.

Prima di partire per il mio week-end romantico sulle rive del Lago d’Orta, ai primi di luglio, avevo chiesto sulle piattaforme socials (come parlo forbito, cavolo) cosa avrei dovuto assolutamente vedere. E tra i commenti, oltre ad altre chicche che poi ho seguito alla lettera, c’era anche questo consiglio: Dovreste andare ad Orta San Giulio, è stato classificato come uno dei borghi più belli d’Italia“. 
Come potevo non andarci?

Allora, mano nella mano con la mia dolce metà (che per fortuna ha il lato da viaggiatore accentuato come il mio: “Dio li fa e poi li accoppia”, dicevano), ho passeggiato tra le stradine di questo borgo davvero caratteristico.  Continua a leggere Orta San Giulio: tra le stradine in un’epoca passata.

Liebster Award #4

Ed ecco che, come anticipato, è arrivato anche il quarto Liebster Award, praticamente quasi in concomitanza con il terzo.
Che dire? Anche questa volta la soddisfazione è stata enorme e poi, lo ammetto, a me questi giochini dove c’è da raccontarsi, dove posso scoprire altre bloggers in incognito come me, dove c’è da rispondere a delle domande, mi piacciono un sacco. Alla fin fine le domande sono sempre tutte diverse, ogni volta riesco a pescare qualche ricordo finito nel cassettino più remoto della mia mente e sorridere di questo.

Quindi grazie a Roberta di Vieni via di qui per aver pensato a me! 🙂
Nel suo post Roberta scrive di provare a rispondere alle domande senza pensarci per più di dieci secondi: a questo ci voglio provare anch’io, vediamo se ci riesco. Continua a leggere Liebster Award #4

La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo

Ai confini della Val di Susa, in Piemonte, esiste un luogo quasi incantato, uno spazio intaccato dallo scorrere del tempo e lontano dalla realtà.
Sul Monte Pirchiriano, infatti, a più di novecento metri d’altezza, si erge incontrastata la Sacra di San Michele, il monumento simbolo del Piemonte.

Vorrei essere capace di trasmettere la sensazione di stupore, di meraviglia e di incanto che si prova nel momento in cui, la Sacra di San Michele, compare ai nostri occhi.
La si può vedere già dalla strada, metri e metri più in basso, alzando lo sguardo verso la cima del monte: lei è lì, maestosa in tutta la sua bellezza, con tutta la sua storia da raccontare.

Costruita, si pensa, agli inizi del novecento (intorno al decimo secolo, quindi), la chiesa attuale è stata eretta inglobando le antiche costruzioni creando, così, un complesso architettonico immenso.
Da lassù, la Sacra di San Michele sovrasta tutta la valle sottostante: nei giorni di sole lo spettacolo è da lasciare senza parole, le linee delle montagne si intrecciano dolcemente e i colori di mischiano fino all’infinito. Continua a leggere La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo

Liebster Award #3

Tataaaaaan!
Attimi e Pillole di Viaggio ha di nuovo ricevuto il Liebster Award e, cosa ancora più bella, ha ricevuto due nomine.
Come sempre è una piccola ma grande emozione e soddisfazione: nel mio piccolo sta a significare che sì, qualcuno mi legge e sì, qualcuno pensa a me. E’ una cosa bellissima, insomma, e non importa se questi sono già il terzo e il quarto che ricevo: è una soddisfazione e una gioia comunque.

Questa volta il ringraziamento per questo terzo Liebster Award va al blog Cocco On The Road che, ammetto, non conoscevo ma che è stata una piacevole scoperta.
Il quarto Liebster Award verrà pubblicato tra qualche giorno, giusto il tempo per rispondere ad altre domande.

Ed ecco, quindi, le domande che mi sono state poste: Continua a leggere Liebster Award #3

#I posti che…

Anche a me è arrivato un nuovo tag a cui giocare e chi gironzola da queste parti lo sa: la maggior parte dei bloggers ama questi giochini in cui bisogna rispondere, chiacchierare un po’ di viaggi… Insomma, giocare.
Io, ovviamente, non sono assolutamente esclusa da questa passione per questi giochini tra bloggers quindi sono super felice di essere stata nominata: grazie, grazie e ancora grazie a Cristina di Il tuo posto nel mondo.

I posti che… è un tag ideato a Neogrigio e ha come obiettivo quello di “far condividere emozioni e luoghi e, perché no, magari ispirare nuove idee per le prossime vacanze.”
Per me, personalmente, è sicuramente un modo per viaggiare un po’ mentalmente, tra i ricordi e i pensieri, e rivivere momenti incredibili.

Ecco quindi quali sono i miei posti che… Continua a leggere #I posti che…

Viaggio quindi Esisto

Ho scoperto che cos’era la violenza e quanto male poteva (e può) esserci nel mondo quando avevo undici anni, in quel ormai lontano ma non troppo 11 settembre 2001.
Avevo undici anni e pensavo che il mondo fosse pieno di persone felici e che la cattiveria fosse sempre lontana, lontanissima da me.
Avevo undici anni, e il momento in cui la televisione ha tolto i cartoni animati per trasmettere quelle immagini di dolore, ancora me lo ricordo. Ero a casa di un’amica, l’amica di sempre con cui ho passato interi pomeriggi a studiare e a ridere.
Ricordo, la sera stessa, il viso preoccupato di mia mamma, attenta davanti alla televisione, ricordo la sensazione di angoscia che aveva attraversato il mio cuore.
Ricordo di aver abbracciato stretta mia mamma e di averle confidato che avevo paura. Mi ricordo la sua risposta dolce, rassicurante come solo le mamme riescono a dire nei momenti in cui si ha paura.
Avevo undici anni, ero piccola e l’America mi sembrava così lontana, in fondo era ed è dall’altra parte del mondo; fondamentalmente, nella mia ingenuità, pensavo e speravo che le cose così grandi, così terribili, così impressionanti capitassero solamente a migliaia, migliaia e migliaia di chilometri da me.

Gli anni sono passati e il mondo si è trasformato, nel bene e nel male che sia, un passo dopo l’altro sempre di più.
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Viaggiatrici solitarie

L’altro giorno, in stazione, mentre aspettavo il treno delle 8.10, mi è passata davanti una ragazza che avrà avuto più o meno la mia età, forse qualche anno in più.
Aveva una sciarpa colorata che la copriva fino al naso, gli stivali al ginocchio e le calze nere, quelle di microfibra. Faceva freddo, l’altra mattina, e il suo abbigliamento ne era la prova: lei, come me, come tutte le altre persone che aspettavano al binario, era vestita in modo da non far entrare nemmeno uno spiffero di aria fredda.
Su una spalla, quella sinistra, portava la sua borsa, una di quelle belle grandi, di colore nero; sembrava pesante: forse, come me, anche questa ragazza nella sua borsa ci mette il mondo perché, in fondo, non si sa mai.
Nell’altra mano, invece, aveva un piccolo trolley, di quelli che sono stati creati per superare i temuti controlli Ryanair. Era così piccolo che sembrava essere vuoto. Apparenza perché, al vedere questa ragazza portare in mano quella piccola valigia, nel suo volto e nella sua mano era chiaro che, quel trolley, pesava.

L’ho guardata con attenzione, ho sorriso nel pensare a quante volte mi sono trovata a dover trascinare o portare una valigia che, di chili, ne pesava parecchi.
D’istinto ho stretto la mano destra, quella mano che, durante i miei viaggi, è destinata a trascinare il trolley, a fare la leva maggiore al momento di alzarlo e che, dopo la partenza, mi fa sempre un gran male.

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Expo 2015: un Mondo a Milano.

Ieri sera, il 31 ottobre, si è definitamente concluso l’Expo, un capitolo durato sei mesi che ha catturato inevitabilmente l’attenzione sull’Italia e sull’evento stesso.
In tutto questo periodo, abbiamo sentito parlare dell’Expo e dei padiglioni quasi di continuo, come se in Italia non esistesse altro, e penso che, alla fin fine, ora che questo capitolo è finito, un po’ ci mancherà.

Sei mesi, 184 giorni e 21 milioni e mezzo di visitatori.
Sono tanti, ventun milioni e mezzo di persone, sono più degli abitanti di New York che, insomma, è una città enorme. E sono anche di più degli abitanti di Pechino. E di Tokyo.
Sei mesi sono tanti, è vero, sono metà di un anno e in sei mesi di cose ne sono capitate. Però perché l’Expo ha catturato così tanto l’attenzione dell’Italia?
Avevamo gli occhi puntati su di noi, insomma, avevamo ogni Stato del Mondo che ci guardava con attenzione, forse a chiedersi se l’Italia ne era davvero all’altezza, se era davvero in grado di creare un evento del genere e di portarlo avanti senza problemi e senza guai.
Perché, in fondo, si sa, noi italiani abbiamo questa grande capacità di dare vita ad eventi speciali, a creare un patrimonio culturale invidiabile però, con la stessa capacità con cui creiamo cose belle, siamo anche capaci a creare guai, a farci sfuggire di mano opportunità e a sottovalutarne altre. Continua a leggere Expo 2015: un Mondo a Milano.

#BloggerBackTo: i viaggi che voglio rifare.

Il giorno del suo compleanno, il 30 gennaio, Martina di Martinaway, ha dato vita ad un articolo in cui parla di viaggi passati e non ricordati, di luoghi visitati ma a cui vorrebbe ridare una seconda possibilità.

“Ci sono mete delle quali non ricordo nulla e che quindi vorrei rivedere e altre alle quali invece vorrei dare una seconda possibilità, perché, per un motivo o per l’altro, non sono riuscita ad apprezzarle davvero.”

La sua lista tocca mete meravigliose ovvero Scozia, Norvegia e Danimarca, Madrid, Firenze e Londra ed io, come collega di blog e amica virtuale, posso solo augurarle di riuscire a vedere, visitare e dare una seconda possibilità a questi luoghi incredibili.
Martina, poi, ha girato la domanda a tutti i suoi followers: “voi avete mai pensato alle città o alle nazioni alle quali dareste una seconda chance o che vorreste rivedere?”.
Ed io, come sempre, prendo la palla al balzo e vi racconto le mie mete che vorrei rivedere o a cui vorrei dare una seconda chance. Continua a leggere #BloggerBackTo: i viaggi che voglio rifare.