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#TravelDreams2017

Tatatataaaaaan.
Mancano sedici giorni alla fine dell’anno e questo mi mette leggermente – ma proprio leggermente, eh – un po’ d’ansia perché, porca miseria, è già trascorso un altro anno e io quasi non me ne sono resa conto.
Oddio, dirla così non è proprio bello ma sì, me lo sono goduto un sacco, sì, mi è piaciuto un sacco ma è volato, letteralmente volato: ieri eravamo a marzo, oggi siamo a dicembre.
Giusto per rendere l’idea.

Mancano sedici giorni e io, inevitabilmente, comincio a girarmi indietro per vedere le cose fatte, i propositi mancati – quelli ci sono sempre – ma anche gli obiettivi raggiunti, le felicità vissute, i luoghi visitati e le grandi soddisfazioni apprezzate.
Insomma, fine dell’anno non vuol dire sempre “oddio, mi sembra di non essere riuscita a combinare niente” ma anche “oddio, quante cose che ho fatto e guarda dove sono arrivata!”.
E’ proprio vero che in un anno di cose ne accadono eccome.

Parlando di viaggi, un anno fa scrivevo i miei #TravelDreams2016 e novità, super novità… Non sono riuscita a vedere nemmeno un luogo di quelli che avevo inserito nella lista.
Alla grande, Enrica!
Considerato che mi ero ripromessa di viaggiare di più e di visitare posti più vicini, beh, sì, ho fallito clamorosamente.

Ma non mi arrendo e la lista per i #TravelDreams2017 la faccio comunque. Continua a leggere #TravelDreams2017

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#I posti che…

Anche a me è arrivato un nuovo tag a cui giocare e chi gironzola da queste parti lo sa: la maggior parte dei bloggers ama questi giochini in cui bisogna rispondere, chiacchierare un po’ di viaggi… Insomma, giocare.
Io, ovviamente, non sono assolutamente esclusa da questa passione per questi giochini tra bloggers quindi sono super felice di essere stata nominata: grazie, grazie e ancora grazie a Cristina di Il tuo posto nel mondo.

I posti che… è un tag ideato a Neogrigio e ha come obiettivo quello di “far condividere emozioni e luoghi e, perché no, magari ispirare nuove idee per le prossime vacanze.”
Per me, personalmente, è sicuramente un modo per viaggiare un po’ mentalmente, tra i ricordi e i pensieri, e rivivere momenti incredibili.

Ecco quindi quali sono i miei posti che… Continua a leggere #I posti che…

Un ultimo sguardo al 2015

Il 2015 è ormai alla fine, manca un giorno e gireremo anche l’ultima pagina di questo libro.
Questo libro, poi, verrà riposto sulla solita mensola, quella che prende la polvere e devi sempre passarci lo straccio per toglierla.
Verrà preso in mano, sfogliato velocemente e posizionato accanto a quello del 2014. La sfilza di libri finiti comincia ad essere lunga: ogni anno è differente dal precedente, ogni anno è unico, ricco di momenti memorabili, speciale e indimenticabile, en las buenas y en las malas – come dicono gli spagnoli.

Venerdì 2 gennaio del 2015, quando eravamo appena alla prima pagina del libro, sul mio diario (ebbene sì, ho un diario) scrivevo:

“Il 2015, comunque, è arrivato e con lui i buoni propositi. Obiettivo: essere felice e provare a realizzarli tutti. […] Mi voglio promettere, però, di essere felice, serena e allegra sempre. Di vivere al massimo ogni giorno, di affrontare le paure e di seguire il mio cuore. Di perseguire i miei sogni, di fare ciò che amo e di non accontentarmi mai.
Prometto a me stessa di non fermarmi, di non smettere di sperare e di non perdere la bussola. E se la perderò, prometto a me stessa di riprendere il comando della mia vita.
Sii felice, Enrica. Vivitela questa vita: è stata creata apposta per te.”

Poco fa, quando ho riletto queste righe, mi è venuto da sorridere d’istinto, col cuore: domani sera l’anno finirà e io, tra le mani, ho un libro che pesa come un mattone .
E’ stato un anno intenso, pieno di avvenimenti e ogni mese porta con sé ricordi ed emozioni.
Ecco, dovessi dare un titolo al libro di questo 2015, sarebbe sicuramente “Emozioni“.

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro:
ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi.
Kahlil Gibran

Continua a leggere Un ultimo sguardo al 2015

Un biglietto per l’Inghilterra: la storia di Giada

Lo ammetto, sono rimasta un po’ indietro con i racconti dall’estero quindi, oggi, vi pubblico una storia che mi è piaciuta fin dal primo momento che l’ho letta.
Ho scritto a Giada, autrice del blog Sir Koala Londinese, per chiederle se aveva voglia di raccontarmi la sua storia da italiana all’estero e lei, con grande entusiasmo, ha accettato.

Questa volta non mi dilungo con parole, frasi e presentazioni perché, con il suo racconto, vi affascinerà dalla prima parole.. Proprio come è successo a me!
Prendetevi cinque minuti per leggere la storia di Giada, blogger proprio come me (e molto più brava!), perché ne vale davvero la pena. 

Diretto e pieno di consigli: ecco com’è il racconto di Giada, un’italiana a Londra.  Continua a leggere Un biglietto per l’Inghilterra: la storia di Giada

Vi presento la mia Valencia

Alla fine è arrivato, il wifi, nell’appartamento in cui vivo da ormai tre settimane.
Questa assenza obbligata dal mio blog mi ha fatto capire quanto sia importante per me, quanto ho voglia di scrivere e quanto questo piccolo mondo sia diventato parte della mia vita.
Vi scrivo adesso, quindi, nella speranza che non sia troppo tardi.

I miei primi giorni qui, anche se ormai sono già tre settimane, sono stati intensi, pieni di emozioni, momenti da vivere e scoperte, proprie di chi va a vivere in un posto completamente nuovo.
Ricordavo Valencia (c’ero stata due giorni l’anno scorso: prometto di scrivere un articolo anche su quel viaggio… Quando torno, però!), ma chissà perché la ricordavo un po’ grigia e un po’ moscia, ricordi sbagliati e di certo non indicati ad una città spagnola.

Valencia mi ha accolto di sera, con un vento caldo che mi ha accarezzato il viso appena scesa dall’aereo e una notte stellata. Mi ha accolto con le risate delle mie compagne di avventura, con la curiosità che ti prende gli occhi, come se si volesse captare ogni attimo, ogni secondo di ciò che si vive.

Ciò che sembra incredibile, per una persona come me che non è mai stata all’estero per così tanto tempo, è il fatto di poter visitare una città quando voglio, senza dover pensare  che tra una settimana si ritorna a casa. Faccio un po’ fatica ad abituarmi, quindi, al fatto di poter uscire una volta senza la macchina fotografica, di poter restare a casa un mattino e di non visitare un monumento in quel determinato momento perché, effettivamente, avrò un sacco di tempo per farlo. Perché davanti a quel monumento magari ci passerò altre mille volte, scatterò altre fotografie e visiterò altri luoghi.

Ad ogni modo, i miei giorni valenciani sono andati e vanno davvero alla grande. All’inizio sono passati un po’ lentamente, come normale che fosse, mentre adesso vanno così velocemente che nemmeno me ne rendo conto.
Tutto sta diventando un’abitudine: fare la spesa al Mercadona, la strada con le palme per andare in centro, la Plaza del Ayuntamiento e il traffico sotto casa. Alla fine il trucco sta in questo: abituarsi a quello che si vive, renderlo proprio senza dimenticarsi chi siamo, da dove veniamo e la nostra vita.

Dato che questo è un post introduttivo (mi sono resa conto di non potervi raccontare tutto in un solo articolo), vi racconto come vanno le mie giornate, chi sono le mie compagne di avventura e come si prospettano questi quattro mesi.

Pronti? Continua a leggere Vi presento la mia Valencia

Un biglietto per l’Inghilterra: la storia di Valentina

Valentina è la protagonista della terza storia e anche lei, come tante altre storie che arriveranno, è partita ed è andata a Londra, la città dagli autobus rossi.

Valentina è Valentina.
Lei è una delle mie più grandi amiche, la mia migliore amica. Le ho voluto un gran bene fin dal primo momento che l’ho conosciuta, in prima superiore.
Valentina è sempre stata, e sempre sarà, l’opposto di me ed è forse per questo che, tra una verifica e l’altra, ci siamo legate così tanto.

Valentina ha vissuto le mie vicende amorose (tanto da dedicarmi la canzone di Avril Lavigne Complicated), le mie vittorie all’università e mi ha sempre dato il suo appoggio incondizionato in qualsiasi cosa.
Con lei ho ballato tutta la notte a Barcellona, ho fatto shopping in ogni dove, ho scattato foto a più non posso, ho scambiato milioni di parole, di consigli e ho riso fino alle lacrime.
Con Valentina basta uno sguardo, uno soltanto, e ci capiamo.

Valentina, anche se io la soprannomino Sist, ha un carattere speciale: è decisa, coraggiosa ma anche tremendamente realista. Io, invece, sono l’opposto: insicura, dubbiosa e fin troppo sognatrice.
Insomma, se ancora non sono convinta sulla frase “in amore gli opposti si attraggono”, posso dire che sì, in amicizia accade veramente così.

Come ho già detto prima, Valentina è partita con destinazione Inghilterra: London City. C’era già andata subito dopo la maturità, con un coraggio e una maturità che aveva sorpreso me e molti altri.
Poi era tornata ma, dopo qualche esperienza lavorativa in terra nativa, ha capito che doveva davvero tornare laggiù perché, come capirete leggendo le sue parole, qui le mancava qualcosa.
Allora ha fatto il biglietto, ha preparato la valigia ed è partita. Continua a leggere Un biglietto per l’Inghilterra: la storia di Valentina

Un biglietto per la Francia: la storia di Eleonora

La seconda ragazza che ha deciso di raccontarmi la sua storia dall’estero si chiama Eleonora.

Eleonora è piemontese, è laureata in Mediazione Linguistica e, più di un anno fa, ha deciso di prendere un treno che l’ha portata a Parigi, la ville de l’amour, una delle città più visitate, più fotografate e più turistiche al mondo.

Lei, però, non ha fatto la turista anzi, in Francia, c’è rimasta per davvero. 

Eleonora mi ha mandato la sua storia via e-mail ed ecco cosa racconta:  Continua a leggere Un biglietto per la Francia: la storia di Eleonora

Un biglietto per l’Inghilterra: la storia di Andrea

La prima storia di “Un biglietto di sola andata” è quella di Andrea, un ragazzo di 22 anni, che ha lasciato il Piemonte per andare a Worthing, cittadina vicino a Brighton.

La premessa che è doverosa fare è che Andrea, come altre storie che ci saranno in questa sezione, è un mio amico.
L’ho conosciuto intorno all’anno 2009, anno più o anno meno, nel salone della scuola di musica che entrambi frequentavamo (e che io frequento ancora). Tra una prova di musica e l’altra, abbiamo portato avanti la nostra amicizia chiacchierando, ogni venerdì sera, sulla difficoltà dell’università, su cosa fare e su cosa scegliere. Poi lui ha smesso di suonare (ed io ho passato mesi interi a convincerlo a tornare) ma, nonostante non sia riuscita a convincerlo e nonostante le vite diverse che conducevamo, siamo riusciti a rimanere amici.
Il 29 dicembre, poi, in un pomeriggio normale mi dice: <<sto preparando i documenti per andare in Inghilterra.>>.E alla fine, in Inghilterra, c’è andato davvero.
E’ partito a gennaio, con la valigia e con un biglietto di sola andata: destinazione Inghilterra. Continua a leggere Un biglietto per l’Inghilterra: la storia di Andrea

Jerez de la Frontera: due passi sotto il cielo azzurro

La città di Jerez de la Frontera, conosciuto a molti semplicemente come Jerez, si trova nella comunità autonoma dell’Andalusía. Premettendo che ho avuto la geniale idea di visitare questa città il 16 di agosto, con più di 35°, devo ammettere che Jerez mi è entrata nel cuore.
Sarà per l’aria di allegria che si respira, saranno i monumenti, la cultura, la storia e il passato, sarà perché volevo andarci da un sacco di tempo, ma a me, Jerez, mi ha colpito.

Situata a 4 ore circa, in treno, dalla capitale Madrid e a solo 35 minuti da Cadice, Jerez regala bellezza e ottima enogastronomia (soprattutto eno…)  a tutti coloro che la visitano.

Per quanto mi riguarda, ci sono stata solo un giorno e di questo, un po’, me ne dispiaccio. Sicuramente ci sarebbero state altre cose da visitare e da scoprire ma, purtroppo, il tempo corre troppo velocemente… Soprattutto quando si è in vacanza.

Partita dalla mia adorata Cádiz alle 9.40 del mattino (il biglietto solo andata costa €5,95), Jerez mi ha accolta alle 10.14 in una tranquillità surreale. La gente chiacchierava ai lati della strada, i bar erano ancora chiusi e, in centro, i turisti si guardavano attorno cercando scorci da fotografare.
Si riconoscono i turisti, quando vanno in giro; tutti concitati, tutti nascosti dietro alla macchina fotografica, tutti intenti a guardare una cartina e a programmare possibili itinerari.  Continua a leggere Jerez de la Frontera: due passi sotto il cielo azzurro