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Isola di San Giulio: l’isola del silenzio e dei colori.

L’Isola di San Giulio è uno di quei luoghi che, nel momento in cui cominci a scoprirla, non vorresti più tornare indietro.

C’ero stata, tanti tanti tanti anni fa, quando ancora mettevo i jeans a vita bassa e andavo in giro con la pancia scoperta. Poi gli anni son passati e, per fortuna, anche le abitudini sono cambiate.
Sono ritornata all’Isola di San Giulio poco più di un mese fa e me ne sono innamorata. Ammetto che non ricordassi praticamente nulla se non, forse, qualche dettaglio e angolo ma, questa volta, me la sono vissuta per davvero, quest’isoletta in mezzo al lago.

Appena salita sul traghetto che porta all’Isola, mi sono sentita come una bambina che vede per la prima volta qualcosa di nuovo. Ciò che mi ha colpito di più, è stato il panorama di quest’isoletta immersa nelle acque blu del lago, circondata dal verde delle montagne e illuminata da un sole caldo che colorava il cielo azzurro azzurro. Se penso all’Isola di San Giulio, mi viene da pensare ai colori, prima di tutto. A quei colori accesi che l’accarezzavano, col dolcezza, come se un pittore si fosse messo a dipingerla con accurata precisione.
Ma, forse, nemmeno un pittore riuscirebbe a dipingere così perfettamente l’Isola di San Giulio, quella perfezione tipica della realtà. Continua a leggere Isola di San Giulio: l’isola del silenzio e dei colori.

Orta San Giulio: tra le stradine in un’epoca passata.

Un’epoca lontana e un’allontanamento dalla realtà dei nostri giorni.
Sono queste le sensazioni che ho provato camminando nel paesino di Orta San Giulio.

Prima di partire per il mio week-end romantico sulle rive del Lago d’Orta, ai primi di luglio, avevo chiesto sulle piattaforme socials (come parlo forbito, cavolo) cosa avrei dovuto assolutamente vedere. E tra i commenti, oltre ad altre chicche che poi ho seguito alla lettera, c’era anche questo consiglio: Dovreste andare ad Orta San Giulio, è stato classificato come uno dei borghi più belli d’Italia“. 
Come potevo non andarci?

Allora, mano nella mano con la mia dolce metà (che per fortuna ha il lato da viaggiatore accentuato come il mio: “Dio li fa e poi li accoppia”, dicevano), ho passeggiato tra le stradine di questo borgo davvero caratteristico.  Continua a leggere Orta San Giulio: tra le stradine in un’epoca passata.

La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo

Ai confini della Val di Susa, in Piemonte, esiste un luogo quasi incantato, uno spazio intaccato dallo scorrere del tempo e lontano dalla realtà.
Sul Monte Pirchiriano, infatti, a più di novecento metri d’altezza, si erge incontrastata la Sacra di San Michele, il monumento simbolo del Piemonte.

Vorrei essere capace di trasmettere la sensazione di stupore, di meraviglia e di incanto che si prova nel momento in cui, la Sacra di San Michele, compare ai nostri occhi.
La si può vedere già dalla strada, metri e metri più in basso, alzando lo sguardo verso la cima del monte: lei è lì, maestosa in tutta la sua bellezza, con tutta la sua storia da raccontare.

Costruita, si pensa, agli inizi del novecento (intorno al decimo secolo, quindi), la chiesa attuale è stata eretta inglobando le antiche costruzioni creando, così, un complesso architettonico immenso.
Da lassù, la Sacra di San Michele sovrasta tutta la valle sottostante: nei giorni di sole lo spettacolo è da lasciare senza parole, le linee delle montagne si intrecciano dolcemente e i colori di mischiano fino all’infinito. Continua a leggere La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo

Messer Tulipano: migliaia di tulipani per celebrare la primavera

Riuscite ad immaginarvi un castello, non lontano da una città come Torino? Beh, immagino di sì.
E se insieme a questo castello ci aggiungiamo un giardino pieno, completamente pieno di tulipani?
Per chi è amante della natura e dei fiori può sembrare un sogno ma non lo è.
Quello che vi sto raccontando è pura realtà e accade, ogni primavera, nel paesino di Pralormo, a circa 40 chilometri dal capoluogo piemontese.

Messer Tulipano, infatti, è un evento che avviene ogni anno, ogni primavera per un mese intero al Castello di Pralormo, in provincia di Torino. E’ qui che, sotto il cielo azzurro tipico della stagione e l’aria ancora fresca, fioriscono più di 75.000 specie tra tulipani e narcisi.
Oltre ad essere uno spettacolo della natura è, a tutti gli effetti, uno spettacolo per gli occhi che vengono riempiti da sfumature e giochi di colore. Continua a leggere Messer Tulipano: migliaia di tulipani per celebrare la primavera

San Gimignano, Siena e Monteriggioni: tre meraviglie nel Chianti

Ok, sono tornata.
Giuro di non essermi dimenticata né di voi, né del blog ma, come avevo già annunciato sulla pagina facebook di Attimi e Pillole di Viaggio (a proposito, hai già messo mi piace?), è stato un periodo intenso e pieno di cose da fare.
Prima di tutto il lavoro: esco di casa alle sette e mezza per rientrare, alla sera, alle otto. Quando va bene. E sì, perché ho anche iniziato un corso di giornalismo che mi occupa due sere alla settimana e mi porta via, anche se non sembra, un sacco di tempo prezioso. Le sere che mi restano, infine, le occupo con le prove di musica in vista dei concerti natalizi e, alla fin fine, il tempo di scrivere alcuni articoli si riduce al minimo.
Ho anche iniziato a scrivere un libro ma questa è un’altra storia….

Comunque, I’m back. O forse non me ne sono mai realmente andata.
Stamattina, sotto questo cielo grigio tipico dell’inverno piemontese, mi sono tornati in mente i miei giorni estivi in Toscana e tataaaaan, ho deciso di raccontarveli!
Rivedere le immagini di me stessa in canottiera e pantaloncini corti, abbronzata (mica come adesso che sono bianca cadaverica!), rivedere quei posti baciati dal sole caldo mi ha fatto venire una gran nostalgia dell’estate.
Ma, alla fin fine, non manca così molto… Siamo già al 6 dicembre.

Basta con le ciance e via, sto per raccontarvi la meraviglia ricreata sotto forma di natura e paesaggio.
Are you ready?

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Xàtiva: un castello in cima al mondo.

Nel cuore della Comunità Valenciana, a 35 minuti in treno da Valencia, si trova Xàtiva: un paesino dalle stradine strette, dove il sole brucia, il silenzio regna e, in alto, un castello sovrasta tutto il paesaggio.

Xàtiva, all’apparenza, può sembrare un paesino di quelli anonimi, silenziosi e sperduti in mezzo alla terra di nessuno. Può sembrare il nulla più completo finché non ci arrivi e non cominci a camminare tra le stradine.
Ed è lì che il silenzio, la tranquillità e il paesaggio ti colpiscono e ti lasciano spaesato.

Passeggiando tra i vicoli stretti, il castello in punta alla collina sbuca ovunque si guardi e sembra irraggiungibile. Non è poi così impossibile arrivare in cima ma, sicuramente, non è la cosa più rilassante da fare, soprattutto quando la temperatura supera i 35 gradi e il vento soffia caldo.
Per raggiungere il castello, infatti, ci sono tre possibilità: la prima è quella di prendere il bus turistico che porta direttamente in cima, la seconda è quella di affittare (o avere) una macchina per poterla parcheggiare accanto al castello o, la terza, quella di andare a piedi.
Ora, dato che il giorno che sono andata a visitare Xàtiva, il trenino era rotto e affittare una macchina mi sembrava esagerato, ho optato per la camminata. Dopo un pranzo ai 100 Montaditos e dopo aver preso tutte le forze possibili, mi sono incamminata con un solo obiettivo: raggiungere il castello.
L’aria era caldissima e il sole era bollente.  Continua a leggere Xàtiva: un castello in cima al mondo.

170 ore in terra spagnola.

È passata una settimana e un giorno da quando sono salita sull’aereo a Pisa. Una settimana e un giorno da quando sono atterrata al terminal T1 dell’aeroporto di Madrid

Dalle 17.00 del 6 agosto alle 19.00 del 13 agosto sono passate 170 ore e, prima del mio ritorno in terra italiana, devo ancora viverne 244. 244 ore in terra spagnola, in terra andalusa.

È passata una settimana e un giorno: una settimana intensa. Mi ero promessa di fare una specie di riassunto, un tirare le somme dopo la mia prima settimana qui.

Sono partita con l’idea di conoscere ancora di più me stessa, con l’obiettivo di trovare un prossimo scopo, di scoprire cosa davvero voglio fare nella mia vita.

E così sto facendo: mi sto scoprendo di più, soprattutto. Sto lavorando su me stessa, sto lavorando sui miei limiti, sulle mie preoccupazioni. Sto sentendo il mio cuore, sto ascoltando i dubbi della mia mente e li sto risolvendo. Uno a uno.  Continua a leggere 170 ore in terra spagnola.

Tra i vigneti delle Langhe

Km. 59,6

 

Una domenica soleggiata.
Una moto in garage.
La voglia di vedere il panorama attraverso la visiera del casco.

Inizia così questa domenica mattina su due ruote.

Tappa iniziale di questo mini-tour è Cherasco ma, questa volta, non ci fermiamo per visitarla. Ci spostiamo subito verso La Morra, punto più alto delle Langhe. Da lassù, il panorama, è davvero spettacolare. E’ quasi impossibile riuscire a non fermarsi di fronte ad uno spettacolo che è in grado di lasciare chiunque a bocca aperta. Si aprono davanti a noi infinite e dolci colline, caratterizzate dal rigore dei filari: uno dopo l’altro si inseguono, parallelamente. I paesini punteggiano questo paesaggio, i castelli emergono sulla sommità di queste colline, lo sguardo si perde all’infinito. La natura, in questo caso, è come se regalasse uno sprazzo di colore senza fine: verde d’estate e sui colori ambrati d’autunno.
Prendetevi un attimo per voi, per contemplare questo splendore, questo paesaggio così particolare. Prendetevi un attimo per respirare la sensazione di meraviglia, di stupore, di libertà e lasciatevi travolgere e abbracciare dalle Langhe.

Dopo esserci riempiti gli occhi del colore verde dei vigneti, ripartiamo per raggiungere Barolo. Fin da subito la strada si fa curvilinea, fiancheggiando questi filari immensi e senza fine. Dopo qualche chilometro, tra le colline, ecco comparire il Castello Falletti di Barolo: semplice ma maestoso sovrasta il piccolo borgo. Proprio in questo castello ha sede il WiMu, il Museo del Vino, che riesce ad attrarre migliaia di turisti l’anno e che, se non ci siete mai stati, ve lo raccomando ad occhi chiusi. Così come, oltre a questa visita, vi consiglio di camminare tra le stradine di questo piccolo paese immerso nei vigneti.  Continua a leggere Tra i vigneti delle Langhe