Jerez de la Frontera: due passi sotto il cielo azzurro

La città di Jerez de la Frontera, conosciuto a molti semplicemente come Jerez, si trova nella comunità autonoma dell’Andalusía. Premettendo che ho avuto la geniale idea di visitare questa città il 16 di agosto, con più di 35°, devo ammettere che Jerez mi è entrata nel cuore.
Sarà per l’aria di allegria che si respira, saranno i monumenti, la cultura, la storia e il passato, sarà perché volevo andarci da un sacco di tempo, ma a me, Jerez, mi ha colpito.

Situata a 4 ore circa, in treno, dalla capitale Madrid e a solo 35 minuti da Cadice, Jerez regala bellezza e ottima enogastronomia (soprattutto eno…)  a tutti coloro che la visitano.

Per quanto mi riguarda, ci sono stata solo un giorno e di questo, un po’, me ne dispiaccio. Sicuramente ci sarebbero state altre cose da visitare e da scoprire ma, purtroppo, il tempo corre troppo velocemente… Soprattutto quando si è in vacanza.

Partita dalla mia adorata Cádiz alle 9.40 del mattino (il biglietto solo andata costa €5,95), Jerez mi ha accolta alle 10.14 in una tranquillità surreale. La gente chiacchierava ai lati della strada, i bar erano ancora chiusi e, in centro, i turisti si guardavano attorno cercando scorci da fotografare.
Si riconoscono i turisti, quando vanno in giro; tutti concitati, tutti nascosti dietro alla macchina fotografica, tutti intenti a guardare una cartina e a programmare possibili itinerari. 

Ma torniamo a noi: mi sono ritrovata a Jerez, senza una cartina e senza la minima idea di quale strada prendere. Ho girovagato per più di un’ora alla ricerca del punto informazioni turistiche (devo ammettere che non vanno molto forte con le indicazioni) ma, finalmente, dopo chilometri fatti avanti e indietro, l’ho trovato – Plaza del Arenal, sotto i portici. Qui mi è stata data una cartina, mi hanno circondato i punti di interesse, quelli da vedere assolutamente se hai solo una giornata, e poi via! Alla scoperta di Jerez.

Dopo aver analizzato la cartina ed essermi organizzata l’intera giornata (ebbene sì, io devo sempre avere tutto organizzato), mi sono diretta subito verso l’Alcázar. [Tutte le notizie le potete trovare qui – attenzione che è solamente in spagnolo.]
Ma ecco tutte le informazioni che vi possono servire: l’entrata al Alcázar costa 5€ per gli adulti e 1.80€ per i ridotti (studenti con tessera, pensionati, chi vive e nato a Jerez). E’ possibile aggiungere anche la visita alla Cámara Oscura: il biglietto allora costerà 7€ per gli adulti e 4.20€ per i ridotti. La Cámara Oscura è una camera completamente al buio dove viene mostrata tutta la città in tempo reale: è come una visita turistica della città, con tanto di guida che parla sia in spagnolo che in inglese, in tempo reale. Questo avviene grazie ad uno specchio che riflette tutto ciò che accade tra le vie della città: è davvero divertente e a me piace un sacco.

L’Alcázar di Jerez è uno dei monumenti più emblematici della città ed è molto grande. Grazie alla cartina che viene consegnata alla biglietteria, è possibile visitare tutte le parti della struttura senza dimenticare nemmeno un angolo.
Chiaramente, sotto il sole di agosto, la visita diventa fisicamente pesante, soprattutto quando si tratta di salire le scale all’interno della torre per arrivare al punto più alto. Ma credetemi, la vista ne vale assolutamente la pena.

Dopo aver visitato e fotografato qualsiasi scorcio possibile e immaginabile, dopo aver guardato Jerez dallo specchio della Cámara Oscura, sono andata direttamente a rifocillarmi. Per fortuna le tapas vengono sempre in aiuto e, dopo il pranzo, ero di nuovo fisicamente e psicologicamente pronta per affrontare il pomeriggio; così mi sono diretta verso la più importante Cattedrale della città andalusa.

La Santa Iglesia Catedral de Asidonia si trova vicino al Alcázar e si riconosce subito per lo stile barocco; fu costruita nel 1695 ma i lavori non terminarono fino al 1778.
Quello che mi ha colpito di più, appena arrivata davanti, è la grandezza. La Cattedrale si staglia contro il cielo azzurro, classico durante le giornate soleggiata d’agosto, e ci si sente piccoli – o, perlomeno, io mi sono sentita piccola piccola.
Di fronte alla Cattedrale c’era anche una sposa, circondata da invitati, e macchine con i fiocchetti. Posso solo ritenermi fortunata per aver visto una scena del genere: è così bello vivere le culture degli altri Stati, vivere attimi di vita quotidiana e poter sorridere di questi. La scena era curiosa: da una parte, i viaggiatori/ turisti, con macchine fotografiche, bottigliette d’acqua, cappellini, cartine e alla ricerca di un posto all’ombra. Dall’altra parte, sotto il sole, la sposa con il vestito lungo e lo strascico, i fotografi, gli invitati in giacca e cravatta, e le invitate che, con una mano, tenevano la pochette, mentre dall’altra si facevano aria con il ventaglio.

Per entrare a visitare la Cattedrale, il costo è di 5€ per gli adulti, 2€ per gli studenti e i pensionati, gratuito per i minori di 15 anni.
Ovviamente non mi sono fatta scappare l’occasione e sono entrata. Appena ho messo piede all’interno della Cattedrale ed ho alzato gli occhi, ho solo potuto pensare che, quella sposa, fosse stata terribilmente fortunata a sposarsi lì.
Sono rimasta a bocca aperta e, ve l’assicuro, mi viene difficile anche spiegarvela. E’ un edificio molto classico ma gli archi, i pilastri e le volte, attirano lo sguardo e riempiono gli occhi.

Dopo la visita alla Cattedrale e dopo aver subito uno sbalzo termico tra dentro e fuori, ho preso la scelta (oserei dire molto saggia) di prendere uno di quei bus turistici – in questo caso quello della compagnia City Sightseeing che, con 13€, mostra tutta la città e si ferma in 9 tappe diverse. [Per info sul City Sightseeing – Jerez, clicca qui]
Solitamente non sono tipa da bus turistici ma, le condizioni meteo e la temperatura sotto il sole (avevo scelto il giorno più caldo, ovviamente), mi hanno portata ad una scelta simile.
Che dire? Ne sono rimasta entusiasta.
Grazie alle cuffiette ho potuto ascoltare tutta la spiegazione sulla città, aspetto ottimo visto che non avevo nemmeno una guida, ed essendo su due piani sono riuscita a godermi la visita all’aria aperta. [Il giro completo, senza scendere alle tappe, è di un’ora circa.]

Scesa di lì, mi sono incamminata tra le viuzze della città, sono andata a vedere i luoghi che sulla cartina erano circondati e mi sono guardata attorno. L’unica cosa era che, essendo le quattro del pomeriggio, tutte le strade erano completamente deserte.
Dopo qualche acquisto, tra cui una granita ai frutti di bosco, sono tornata alla stazione e ho ripreso il treno per Cadice.

Nonostante il caldo, nonostante il sole cocente, è stata una giornata stupenda. Jerez de la Frontera è meravigliosa, piena di storia e di cultura, e la consiglierei ad occhi chiusi.
Per concludere, se avete in programma di visitare Jerez durante l’estate, vi lascio qui scritto il consiglio che una ragazza di Cádiz mi ha dato quest’anno:

<< Si te vas a Jerez, llévate abanico, agua y gorro.>>

( << Se vai a Jerez, portati ventaglio, acqua e cappellino.>> )

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...