Le 10 cose che ho imparato a Valencia

Vivendo lontani da casa, che sia nello stesso stato o uno estero, ci sono delle cose che ovviamente si imparano: piccole o grandi che siano, queste cose, c’è sempre qualcosa da imparare.
Così è stato anche per me, in questi quattro mesi passati a Valencia e che ora racconto utilizzando l’imperfetto.

Questo articolo vuole avere un carattere divertente, vuole essere spiritoso e vuole far presente tutte le cose che ho scoperto/ imparato durante questi mesi passati lontani da casa mia. Sono poche dieci cose, sono davvero poche, perché in 112 giorni ho imparato molto di più di quello che inserirò in questa lista e di quello che può sembrare: prima di tutto, ho imparato molte cose su me stessa e sui rapporti personali ma questa, in fondo, è un’altra storia…

Vi presento le 10 cose che ho imparato, quindi, a Valencia: sono 10 cose stupide ma, ognuna di loro, porta ricordi indelebili nel cuore. 

1. Gli autisti degli autobus guidano come se stessero facendo una corsa di Formula1
C’è poco da fare: gli autisti, a Valencia, non sanno guidare. O meglio, sanno guidare ma guidano come dei pazzi.
Nel momento in cui si sale sul pullman, sembrano gentili e simpatici, tutti hanno un sorriso da regalarti e tutti hanno un buongiorno da augurarti. Appena si chiudono le porte (ma si chiamano davvero porte?!), tenetevi ben saldi. Se siete fortunati troverete un posto a sedere e sarete tranquilli (attenzione solo alle curve) ma, se dovete invece stare in piedi, reggetevi forte: agli stop o ai semafori inchioderanno, così come alle fermate, le curve verranno prese ad una velocità impensabile e faranno slalom tra le macchine.
Insomma, stringete forte la prima sbarra libera che trovate o rischiate, al momento della frenata, di trovarvi seduti accanto all’autista.
Passeggero avvisato….

2. Il gelato di Bautista Martí è il gelato più buono di Valencia
Ok, ammetto di non aver assaggiato tutti i gelati di tutta la città anche perché, insomma, hanno un certo costo ma, dal momento in cui ho mangiato il gelato di Bautista Martí, non l’ho più cambiato per nulla al mondo.
Buonissimo il gusto nutella (anche se si scioglie alla velocità della luce) e quello al lampone. Ovviamente, qui e nelle altre gelaterie di Valencia, scordatevi il gelato a 1,80€ la coppetta con due gusti… Il minimo si aggira sui 3€.
Il mio consiglio? Assolutamente da provare ma gustatevelo al massimo.. Con quello che costa!

3. Le carote si bruciano facilmente
Non ho mai amato le carote cotte, trovo che abbiano un odore insopportabile e le preferisco crude. Da sempre, fin da quando ero più piccola, ho sempre preferito le verdure crude a quelle cotte ed è per questo che mangio l’insalata scondita, i peperoni crudi quando sono ammalata e le carote, appunto, da sgranocchiare.
Una settimana prima di partie, invece, la mia cara coinquilina (e amica) Ele mi mandò un messaggio in cui mi chiedeva di prepararle delle carote cotte. L’avevo avvertita, prima di procedere, che non avevo mai cucinato delle carote ma lei, sicurissima, mi rispose con un: “un po’ d’olio e a fuoco lento”.
Sembrava facile. 
Allora niente, mi metto lì, le taglio e, dopo aver messo l’olio, le faccio cuore a fuoco lento. Dopo un po’, però, sto fuoco lento non cambiava la situazione e continuavano ad essere come prima: crude. Dall’alto della mia furbizia, alla fine, decido di aumentare il fuoco perché se no non se ne esce più. Dopo due minuti torno in cucina, un odore strano mi arriva subito al naso: le carote mi stavano guardando dalla padella, più nere che arancioni.
Alla fine Ele le ha mangiate comunque.. Ah, l’amicizia!

4.La gente che ti saluta con un “Hola, qué tal?” non si aspetta una risposta
Ho scoperto questa cosa analizzando, per un bel po’, l’atteggiamento dei turisti quando entravano in ufficio a chiedere una cartina, informazioni o qualsiasi cosa fosse.
Soprattutto i sudamericani, poi, quando entravano avevano questo vizio di chiedere: “Hola, qué tal?“. All’inizio io, convintissima, rispondevo con un vago: “Bien, gracias” e mi rendevo conto io stessa che loro mi guardavano come se fossi impazzita.
Da lì, allora, ho capito che, magari, a loro non gliene faceva nulla di sapere come stessi in quel momento. Nell’ultimo periodo, ancora non del tutto convinta, quando mi arrivava il turista di turno che mi salutava in questo determinato modo, io rispondevo con lo stesso “Bien” ma pronunciato talmente basso e tra i denti che, insomma, era incomprensibile.
Quindi, ricapitolando: se la commessa ti chiede “Hola, qué tal?” mentre tu ti stai avvicinando alla cassa con il tuo acquisto in mano… Non si aspetta la risposta!

5. Fare la doccia fredda, anche se è estate, è sempre complicato
Alla fine dei quattro mesi, la caldaia dell’appartamento in cui vivevamo ha ben deciso di smettere di funzionare. D’improvviso, durante un giorno qualsiasi, non si è più accesa e noi siamo rimaste senza acqua calda.
Ora, è vero che d’estate l’acqua calda non è necessaria ma, vi assicuro, che fare la doccia con l’acqua fredda è un’emozione intensa. Il primo impatto è quello che frega: quando entri, apri l’acqua e finché si tratta di bagnarsi le gambe, è fattibile. Diventa complicato nel momento in cui bisogna bagnarsi la pancia e le spalle.
La cosa più odiosa è quando esci dalla doccia, dopo aver affrontato il getto freddo, e sei di nuovo sudato.

6. La pasta spagnola di bassa marca si attacca come se fosse composta al 60% d’attak
Va bene: è giusto dire che la pasta è italiana e, insomma, in Spagna non possono essere così bravi nel farla e sì, forse avremmo dovuto comprare la Barilla.
Invece no, dato che la Barilla costa un ciulo e mezzo (cit. piemontese) e noi eravamo in cinque, era necessario comprare la pasta di bassa qualità: quella pasta che, come formato, prevede solo le mezze penne rigate e, se va bene, anche le eliche. Attenzione, però, quando sta cuocendo bisogna girarla spesso e, appena scolata, giù di olio. O diventa un blocco unico.

7. I negozi Ale Hop sono un luogo di massima tentazione
Ale Hop ha migliaia di negozi sparsi in qualsiasi città spagnola, grande o piccola che sia, e vende un sacco di cose: dai braccialetti, ai quaderni, ai vestiti, alle ciabatte, agli asciugamani da mare. Ale Hop vende di tutto, tutto quello che si cerca. La fregatura è che costa tutto pochissimo e, nel momento in cui si entra, questo tutto diventa fondamentale. Bisogna trattenersi o si rischia di comprare di tutto e di più e, alla fine del viaggio, ti tocca sederti sulla valigia per riuscire a chiuderla.

8.Valencia ha 300 giorni di sole e 65 di pioggia
La meraviglia, no? Chi non vorrebbe vivere in un posto così idilliaco che ha solo 65 giorni di pioggia in tutto l’anno?
Se a questa poca probabilità di precipitazione, ci aggiungiamo anche che l’estate inizia già a maggio e dura fino ad ottobre/ novembre, sembra un paradiso.
Ed effettivamente lo è.
Quando si esce, si sudano non sette ma dieci camicie sicuramente, il sole picchia forte e l’aria, la maggior parte delle volte, è un forno. Ma poi ci sono gli autobus che hanno temperature invernali al loro interno e negozi da cui esce il fresco dell’aria condizionata.
Ma attenzione, se il cielo minaccia pioggia, con nuvoloni neri e tuoni, correte al riparo: da lì a poco potrebbe scatenarsi un diluvio senza precedenti, con strade quasi allagate e un vento fortissimo. Dubito che l’ombrello possa aiutare, in quei casi, ma meglio di niente!

9.I ristoranti chiudono alle 00.30
Non si sa come mai e, a dir la verità, me lo sto chiedendo ancora adesso ma i ristoranti a mezzanotte e mezza cominciano a sbaraccare.
Insomma, toglietevi dalla testa l’idea della movida española con ristoranti aperti fino a notte fonda e la possibilità di sfondarsi di paella fino a quando il sole non sorge perché no, non funziona così. A mezzanotte cominceranno a mettervi fretta, spostando sedie e riordinando e all’una già chiuso e tutti a nanna.
La cosa positiva è che la vita, alla fine, dura tutta la notte e, fuori dal ristorante, vi aspettano localini, bar, pub e discoteche pronti a farvi vivere noches de locura. 

10. Ai valenciani piace il rumore
Questo è un dato di fatto, un dato fondamentale che dovrete prendere assolutamente in considerazione. Sparano botti, petardi a qualsiasi ora del giorno, anche se vanno matti per spararli di notte, amano la mascletá (si tratta di una composizione pirotecnica moooooolto rumorosa) e i fuochi d’artificio che fanno, vi assicuro, che non sono nemmeno il doppio dei nostri.
Insomma, non stupitevi se a mezzanotte sentirete dei botti che rimbombano per strada o se, alle tre di notte, sentirete cantare la Carrà a tutto volume.

Valencia è tutto questo e molto, molto, molto di più.
Valencia è sole caldo, autobus che sfrecciano e fuochi d’artificio che vengono sparati dai Giardini del Turia.
Valencia è turisti a qualsiasi ora del giorno e della notte, è sorrisi felici e silenzio solo di domenica mattina.
Valencia è bellissima per questi e per mille altri motivi, così bella da innamorarcisi immediatamente.

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13 pensieri su “Le 10 cose che ho imparato a Valencia”

  1. Io propongo a tutti I lettori di questo blog una settimana a Valencia per provare tutto ciò e………. trovarne altri !! Ci state ?
    Non faccio I complimenti ad Enrica sennò dite che sono di parte….

  2. A me Valencia era piaciuta un sacco! Tutta bianca e tutta così a misura d’uomo.. Poi con il mare, l’arte e tutto quello che si può cercare da una città.
    Molto meglio di Barcellona, a mio parere.

    1. Io avevo visitato Barcellona così come Madrid, prima di atterrare a Valencia. Mi ha stupita: non avevo un bel ricordo e non ero molto convinta e, invece, mi sbagliavo.
      E’ una città meravigliosa, non troppo grande ma nemmeno troppo piccola. E’ a misura d’uomo, come hai detto tu, e il colore bianco contrasta molto con il blu del cielo.
      Insomma, la meraviglia.

  3. Martedì prossimo partirò per una vacanza di cinque giorni a Valencia e leggere tutti questi post mi rende sempre più contenta della mia scelta!! Se posso chiederti, come hai fatto a trovare il tirocinio all’ufficio turistico? Non è male come idea 🙂

    1. Ciao Patrizia, non sai che invidia ho provato nel leggere che partirai per Valencia. Io partirei in questo istante!! ❤ Ne sono follemente innamorata!
      Ho fatto il tirocinio dopo aver vinto un bando di concorso della regione Piemonte per la mobilità trasnazionale: una meravigliosa esperienza! 🙂

  4. Visto che sei più esperta di me.. consiglieresti di andare a Valencia anche ad ottobre? sicuramente le temperature saranno in calo ma visto che sono un amante del mare dici che un pò di sole si può prendere? 🙂

    1. Ciao Liz! 😀
      Guarda, io a ottobre non sono mai andata a Valencia ma ti posso dare questo parere: Valencia è bellissima in qualsiasi mese!
      Penso, comunque, che un po’ di sole lo potrai ancora prendere.. Immagino che non farà sicuramente freddo! 😀 Buon viaggio! (Hai tutta la mia invidia… Portami con te!)

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