Un biglietto per l’Inghilterra: la storia di Giada

Lo ammetto, sono rimasta un po’ indietro con i racconti dall’estero quindi, oggi, vi pubblico una storia che mi è piaciuta fin dal primo momento che l’ho letta.
Ho scritto a Giada, autrice del blog Sir Koala Londinese, per chiederle se aveva voglia di raccontarmi la sua storia da italiana all’estero e lei, con grande entusiasmo, ha accettato.

Questa volta non mi dilungo con parole, frasi e presentazioni perché, con il suo racconto, vi affascinerà dalla prima parole.. Proprio come è successo a me!
Prendetevi cinque minuti per leggere la storia di Giada, blogger proprio come me (e molto più brava!), perché ne vale davvero la pena. 

Diretto e pieno di consigli: ecco com’è il racconto di Giada, un’italiana a Londra. 

“Ciao ragazzi! 🙂

Innanzitutto grazie ad Enrica di Attimi e Pillole di Viaggio, per l’invito a raccontarmi sulle pagine del suo blog.

Mi chiamo Giada, in arte Sir Koala Londinese, questo perché nel 2010 ho fatto – come ormai fan tanti – armi e bagagli, e mi sono trasferita a vivere in UK, precisamente a Londra.

Era dal 2007 che mi ronzava l’idea di andarci a vivere, di mollare tutto e tutti e provarci in quella enorme città che mi aveva letteralmente stregato ancor prima di metterci piede. Ma fra il dire e il fare come si usa dire, c’è di mezzo il mare, o meglio c’era di mezzo la mia paura avvolta in una fitta nebbia di dubbi e incertezze.

Nella mia cerchia di amicizie e conoscenze non c’era nessuno che aveva intrapreso tale strada, quella per intenderci del mollo tutto e me ne vado via! In più, quando mi decisi fra centomila dubbi a comunicare la mia intenzione di andarmene a vivere in UK, non fui per così dire proprio supportata alla grande, anzi, la mia famiglia non la prese affatto bene. Anche i miei amici rimasero un pochetto scettici, l’ombra della crisi mondiale ormai si era fatta forte anche in Italia, e lasciare la strada vecchia per qualcosa di nuovo e sconosciuto … non era proprio per la maggioranza un’idea da perseguire.

In più c’era anche la questione degli anni. Ero sull’orlo del fatidico giro di boa dei 30, e quindi per molti stavo diventando (o lo ero a seconda dei casi!) vecchia per sterzare verso lidi nuovi e inesplorati, gettandomi nel vuoto senza sapere cosa avrei trovato una volta fatto il grande salto.

Ma dove vai a 30 anni suonati? Ma che farai laggiù da sola? Ma che fai, molli tutto quello che hai qui? Ma di questi tempi tutto il mondo é paese, credi davvero di trovare fortuna in Inghilterra? Di questi tempi e con queste idee del cavolo, e quando mai ti sistemerai, oh hai ormai 30 anni ormai!

Queste erano alcune delle frasi, che mi sentivo ripetere ogni volta che affermavo la mia intenzione di espatriare. Ma onestamente una delle cose che ho imparato nel corso di questi anni da expat, é di smetterla di chiedere consigli in giro soprattutto alle persone sbagliate! Questo perché al 99% ve ne pentirete, e ne uscirete ancora più confusi e dubbiosi sulla fattibilità della riuscita dell’impresa, proprio come accadde alla sottoscritta! Quello che facevo (e che al 99% fanno tutti) era di chiedere consiglio a gente che non ne sapeva un cavolo sul percorso/cambiamento che volevo intraprendere, gente a cui non sarebbe mai venuto in mente di espatriare, di lasciare il sicuro per l’insicuro, di rischiare dall’oggi al domani. Suona un po’ come chiedere a tizio se Parigi é bella quando quello non l’ha mai vista, se non in cartolina!

Oggi a rivederla é certo che fra dubbi miei e carico da 100 di amici e parenti, potevo levare le ancore ancor prima del 2010! Ma ogni cosa ha i suoi tempi, no?

Alla fine esplosi, ero arrivata al limite, mi andava tutto stretto, non ne potevo più di rimandare annegando fra dubbi con quell’aggrovigliato tango del vado, non vado. Così in una fresca mattina di Maggio all’alba, ho preso un taxi e me ne sono andata in aeroporto, ho pagato il supplemento del mio bagaglio in eccesso, e mi sono imbarcata per Londra con pochi soldi, informazioni confuse e discordanti fra loro, molta paura, zero conoscenze e soprattutto sono partita da sola!

I primi mesi qui da sola non sono stati proprio idilliaci, non conoscevo nessuno, avevo fatto la cretinata di partire con due spicci, ero alla disperata ricerca di un lavoro che dopo decine di CV lasciati in giro non sembrava uscire, e l’ansia del dover tornare a casa mi divorava giorno e notte. Immaginavo come se la sarebbero risa tutti quanti, tutti quelli che mi avevano detto in coro da stadio: ma dove vai?!!

Londra non era più quella magnifica città che avevo vissuto da turista. Non era più lo shopping e divertimento, le fotografie scattate di qua e di là, e il brunch mangiato fra una visita e l’altra, a Soho. Adesso Londra era una città che andava di fretta, che non aspettava nessuno, fortemente concorrenziale, una città a tratti solitaria pur con il suo gran via vai di gente, una città che giravo in lungo e largo alla ricerca di un lavoro.

Ma io sapevo cosa volevo, e alla fine lo ottenni! Io volevo rimanere, io volevo provarci, volevo resistere e una delle cose che ho appreso qui é che in un modo o nell’altro sto vivendo il mio sogno, certo, nei miei modi e tempi. Per anni ho ammirato e invidiato chi era all’estero, chi viveva a Londra, li vedevo come esseri fortunati e mitici, poi ho capito che se non mi davo da fare io da sola, se non mi adoperavo per calcare la loro via, sarei rimasta lì con un pugno di sogni in mano. Sì, ce la puoi fare anche tu! Ricorda che chi ha avuto successo in qualcosa non é perché ha super poteri o chissà quali armi magiche … é perché un giorno si é alzato e ha messo un passo tentennante dietro l’altro, fino a quando i metri sono diventati chilometri.

Nel 2010 il mio primo lavoro fu quello di semplice commessa, ma non mi bastava. Così negli anni piano piano raggiunsi la posizione di manager di un intero reparto in un grande magazzino londinese, che serviva la corona inglese da decenni!

Non é stato facile, all’inizio mi sono sentita molto sola, nessuno mi supportava, tutti mi dicevano di mollare e tornare perché che stavo a fare lì? Tanto commessa per commessa, potevo farla pure in Italia! Ma secondo me é stato proprio il mio partire da sola che mi ha aiutata, che ha velocizzato di più il mio inserimento nella società inglese. Il mio grande consiglio é quello di stare a stretto contatto il più possibile con gli inglesi! Sembra una cosa scontata e invece non lo é, molti quando arrivano qui cercano casa e posti di lavoro presso italiani e fanno gruppo solo fra loro. Ricevo tante letterine di ragazzi che mi chiedono come trovare lavoro presso italiani, o se conosco italiani che ospitano altri italiani. Capisco che lo fanno per paura, per insicurezza, perché é difficile mollare le vecchie abitudini o perché non parlano bene l’inglese, ma é sbagliato e prima o poi se ne paga il prezzo! Non dico che bisogna ignorare i “nostri”, ma soprattutto agli inizi se vuoi integrarti in fretta, devi fare una full immersion fra gli Inglesi!

La mia prima stanza londinese, la presi in affitto presso una famiglia 100% inglese, e quei mesi di vita a stretto contatto con  loro, mi sono stati utili e fondamentali! Oggi quello che vi posso dire con certezza é che voi avete in ogni momento la possibilità di cambiare, di sterzare verso nuovi lidi, poiché nulla é definitivo anche quando invece vi sembra che lo sia. Non potete sapere se la calma apparente é perché siete nel bel mezzo dell’occhio di un ciclone, ciclone che avete volontariamente o no, provocato voi, ciclone che vi porterà lontano, vi scuoterà dalla polvere per poi depositarvi sulla soglia della vostra nuova terra di conquista!

La vostra “nuova vita” in terra straniera all’inizio può sembrarvi confusa, soprattutto se siete soli e quindi non conoscete nessuno come é accaduto a me. Ma tranquilli come dopo una mareggiata l’acqua torbida poi torna limpida e cominci a rivalutare alcune cose, mentre altre non le tolleri più. Pensate a me, io sono partita con due mega valige stra-piene (sia a livello fisico che mentale!), e negli anni ho imparato a lasciarmi dietro un sacco di cose, a guardarmi dentro, soprattutto nei momenti di solitudine. Ma soprattutto ho imparato che bisogna ascoltarsi e credere in se stessi, perché la vita é solo tua e non puoi permettere agli altri di avvelenarti con i loro pensieri e aspettative che hanno su di te.

Io vi dico: Siate i capitani di voi stessi!

Con questo prendo congedo dalla gentilissima Enrica ringraziandola ancora una volta perl ‘ospitata sulle pagine del suo blog, e mi raccomando non fate come me, partite invece ben organizzati e informati, qui non é Eldorado, non c’é la cuccagna, non stanno tutti ad aspettarvi a braccia aperte, non scrollano le spalle e gli va bene che parlate a stento l’inglese … qui hanno molto da offrire, ma anche voi dovete fare la vostra parte, e non solo fisicamente catapultandovi fra loro, ma anche (anzi, soprattutto!) impegnandovi con la lingua. Dovete decidere di mettervi al banco di prova, dovete avere pazienza e determinazione in un mercato lavorativo molto concorrenziale, e in ultimo per il vostro bene, lasciate a casa il CV formato Europass!

Grazie e alla prossima! 😀 ”


Un grazie di cuore a Giada per la sua enorme disponibilità e pazienza.

Potete trovarla sul suo blog www.koalalondinese.com, su facebook sotto la pagina SirKoala e sugli altri social networks! 🙂

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