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Un ultimo sguardo al 2015

Il 2015 è ormai alla fine, manca un giorno e gireremo anche l’ultima pagina di questo libro.
Questo libro, poi, verrà riposto sulla solita mensola, quella che prende la polvere e devi sempre passarci lo straccio per toglierla.
Verrà preso in mano, sfogliato velocemente e posizionato accanto a quello del 2014. La sfilza di libri finiti comincia ad essere lunga: ogni anno è differente dal precedente, ogni anno è unico, ricco di momenti memorabili, speciale e indimenticabile, en las buenas y en las malas – come dicono gli spagnoli.

Venerdì 2 gennaio del 2015, quando eravamo appena alla prima pagina del libro, sul mio diario (ebbene sì, ho un diario) scrivevo:

“Il 2015, comunque, è arrivato e con lui i buoni propositi. Obiettivo: essere felice e provare a realizzarli tutti. […] Mi voglio promettere, però, di essere felice, serena e allegra sempre. Di vivere al massimo ogni giorno, di affrontare le paure e di seguire il mio cuore. Di perseguire i miei sogni, di fare ciò che amo e di non accontentarmi mai.
Prometto a me stessa di non fermarmi, di non smettere di sperare e di non perdere la bussola. E se la perderò, prometto a me stessa di riprendere il comando della mia vita.
Sii felice, Enrica. Vivitela questa vita: è stata creata apposta per te.”

Poco fa, quando ho riletto queste righe, mi è venuto da sorridere d’istinto, col cuore: domani sera l’anno finirà e io, tra le mani, ho un libro che pesa come un mattone .
E’ stato un anno intenso, pieno di avvenimenti e ogni mese porta con sé ricordi ed emozioni.
Ecco, dovessi dare un titolo al libro di questo 2015, sarebbe sicuramente “Emozioni“.

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro:
ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi.
Kahlil Gibran

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Venticinque chili di felicità.

Sono passati esattamente venticinque anni e un giorno dal momento in cui sono venuta al mondo.
Sono nata il 7 novembre del 1990, alle 11.10 del mattino, in una giornata di sole che, la maggior parte delle volte, a Novembre, in provincia di Cuneo, viene coperto dalle nuvole e dalla nebbia.
Da bambina sembravo una bambola: avevo gli occhi azzurri, i capelli biondi e un sacco di boccoli che, poi col passare del tempo, sono andati persi.

Sono passati esattamente venticinque anni e un giorno dal momento in cui sono venuta al mondo ed è stato quasi inevitabile pensare, in questi giorni, alla persona che sono diventata.
Insomma, i venticinque anni segnano l’arrivo al primo quarto di secolo, segnano il momento in cui, dal prossimo anno, sarai maledettamente vicina ai trenta. E si sa, i trenta spaventano.
Allora in questi giorni, durante i miei viaggi in treno da pendolare, tra corse per arrivare in tempo e sguardi fissi fuori dal finestrino, mi sono trovata spesso a pensare se sono diventata la persona che, anni fa, avrei voluto essere nel momento in cui sarei arrivata ai famosi venticinque. Continua a leggere Venticinque chili di felicità.

Quando un amico parte.

Stamattina mi sono svegliata con in mente un argomento su cui scrivere, era da tempo che mi girava in testa e quindi, tastiera del computer alla mano, è ora di buttare giù tutti i pensieri, confusi più che altro, che affollano la mia mente.

Mi capita spesso che, quando ho tante idee da scrivere, io non sappia da che parte iniziare.
E’ un po’ come un viaggio, quando non si sa dove andare o quando c’è da preparare la roba: mi trovo sempre in difficoltà. Sono una di quelle persone che deve avere tutto organizzato, dalla prima all’ultima cosa, ma ho quasi sempre un grande caos fuori e dentro di me.

Qualsiasi sia la motivazione del viaggio, c’è sempre una partenza e un ritorno. Si ritorna per restare per poco, per rimanere ma anche per poter partire di nuovo.
Partenza, ecco qual’è il filo conduttore di queste frase e idee buttate così senza un apparente senso logico.

La partenza non è mai facile, anche quando questa è smossa da un sentimento dentro di noi.
Perché partire è come lasciare il proprio riparo, andare alla scoperta di nuovi mondi, attraversare chilometri e confini, reali e irreali.
La partenza non è mai facile, soprattutto quando si parte per non tornare.
O meglio, per non tornare subito. Partire per delle vacanze, invece, è più semplice, è più facile. E’ come una parentesi di tranquillità e di felicità all’interno della quotidianità, della routine che viviamo ogni singolo giorno della nostra vita.

Sono tante le persone, più o meno giovani, che lasciano tutto per partire. Per cercare fortuna, felicità all’estero, forse per cercare una nuova vita.  Continua a leggere Quando un amico parte.

Settembre. Un nuovo capitolo.

Settembre.
Il mese delle foglie rosse e gialle, delle giornate che si accorciano, dell’inizio dell’autunno, della nebbia al mattino è arrivato.
A molti, il mese di settembre, non piace. Segna la fine delle vacanze, del ritorno al lavoro, dell’inizio della scuola. E’ come se si voltasse pagina sull’estate, come se un nuovo capitolo dovesse cominciare.
Un capitolo che parla di ricordi d’estate, di camminate al tramonto, di caldo, di vestiti leggeri svolazzanti e di giornate al mare. Ricordi di quando il sole tramonta tardi, di cene sul balcone, di spensieratezza. E’ come se l’estate fosse il periodo in cui diamo il meglio di noi stessi: niente stress, niente problemi, niente pensieri.
E se fosse così tutto l’anno?

A me, comunque, settembre piace. E’ il mese del cambiamento, dell’inizio. Delle promesse, dei buoni propositi per gli ultimi mesi dall’anno, come a dire “quello che non sono riuscita a fare in 8 mesi, voglio farlo prima del 31 dicembre”. E’ come quando si avvicina la fine dell’anno: si pensano alle buone azioni da compiere, alle cose da fare assolutamente.
Io, la lista dei buoni propositi, la faccio ogni anno. Ormai è un appuntamento regolare: io e la mia lista da scrivere.
Non la faccio, però, a settembre. E’ che mancano pochi mesi alla fine dell’anno: solo 4. Sono pochi per compiere tutte le azioni che vorrei fare, tutte le cose che vorrei imparare e tutte le cose che vorrei cambiare.  Continua a leggere Settembre. Un nuovo capitolo.