Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.

Si dice che la vita sia fatta di capitoli e che ogni capitolo abbia un inizio e una fine, come giusto che sia. Si dice anche che, chiusa una porta, si apre un portone, ma questa è un’altra storia.

Se è davvero così, ovvero che la vita sia fatta di capitoli, avremmo a disposizione un quadernone ad anelli da riempire con i nostri piccoli o grandi capitoli. Ma durante una vita intera, sono maggiori i capitoli belli o quelli brutti?

Forse allora, vista la grande possibilità d’incontrare un capitolo brutto, è meglio pensare che la nostra vita sia fatta di attimi. Attimi lunghi o corti, attimi che sono in grado di cambiare il percorso della nostra vita, attimi che, anche se negativi, non avranno mai la stessa importanza di un capitolo.
Insomma, già di per sé, la parola capitolo è importante, racchiude dentro un grande significato. Quando si legge un libro, poi, si cerca sempre di arrivare alla fine del capitolo prima di mettere da parte la lettura e dedicarsi ad altro. Perché tutta questa voglia di arrivare, forse in fretta, alla fine di un capitolo, di una parte? Perché leggere le ultime pagine quasi con frenesia e rapidità?
Insomma, io non voglio vivere i capitoli della mia vita con la stessa velocità con cui leggo i libri, quasi divorandoli, quasi desiderando di arrivare alla fine per vedere cosa succede e cosa cambia.
Meglio gli attimi, insomma, che possono durare un’eternità.

L’attimo vissuto qui, a Valencia, è stato meraviglioso, ricco di altri attimi altrettanto stupendi che porterò nel cuore praticamente per sempre.  Continua a leggere Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.