Curiosità e sorpresa tra le stradine di Zaragoza

Era da tempo che volevo visitare Zaragoza, una di quelle città che ti attirano ancora prima di andarci e il cui nome era inserito nella lista dei posti da scoprire.
E alla fine ce l’ho fatta: questo weekend sono andata a Zaragoza con la mia coinquilina (e amica)  Manuela.

Siamo partite sabato mattina con un pullman da Valencia e, dopo quattro ore, eccoci arrivate a Zaragoza e con gli occhi colmi di curiosità. Cartina alla mano, eravamo psicologicamente e fisicamente pronte per visitare tutto quello che questa città aveva da offrirci.

Fino al giorno prima della partenza, tutte le persone con cui parlavamo, non facevano altro che chiederci perché avessimo scelto Zaragoza, che faceva un caldo infernale e che non c’era nulla da vedere. Sono partita titubante, lo ammetto, ma sono tornata completamente soddisfatta della mia scelta: si sbagliavano ed io sono rimasta incantata da questa città spagnola.

Sabato pomeriggio, dopo aver posato il nostro piccolo trolley a mano in hotel, siamo uscite a guardarci attorno e abbiamo optato per la visita guidata del centro storico; si tratta di un percorso di due orette, più o meno, raccontato da un ragazzo dell’Università di Zaragoza in tirocinio. Ho apprezzato molto questa idea (largo ai giovani!) e così, nonostante il sole prima e la pioggia dopo, sono riuscita a scoprire la storia, i monumenti e gli angolini della città aragonese.

La visita termina proprio nella Plaza del Pilar dove l’immensa Balisica (del Pilar, appunto) fa da padrona. L’entrata è gratuita e vi consiglio di non perdervela assolutamente.
La Basilica de Nuestra Señora del Pilar è gigantesca, nel vero e proprio senso della parole, e lo sguardo si perde tra le mille colonne, i mille dipinti e i mille dettagli che si possono vedere al suo interno.

Dopo essere uscite di lì, infreddolite dalla pioggia e dal vento che fino a poco prima aveva soffiato forte e freddo, siamo tornate in hotel ma, prima di tornare alla base, abbiamo fatto tappa ad un negozio pieno, pienissimo di biscotti e cioccolatini: la fine del mondo.
La serata, poi, è trascorsa velocemente, tra tapas e fotografie alla Zaragoza notturna: da non perdere la Basilica del Pilar illuminata e la vista dal Ponte di pietra, con annesso il riflesso della Basilica sul fiume Ebro.

Una parte della domenica mattina, invece, l’abbiamo dedicata alla visita del Palazzo de la Aljafería, antico palazzo islamico e patrimonio mondiale dell’Unesco. Questo monumento è visitabile quasi interamente (ospita anche esposizioni) tranne una parte che è dedicata alla Cortes de Aragón.
La visita guidata dura circa un’ora mentre, se decidete di visitarlo per conto vostro (come abbiamo fatto noi), prendetevi due orette: ne vale assolutamente la pena. Quello che mi ha colpito di più di questo palazzo è la differenza di stile tra il fuori e il dentro, la diversità che non ti aspetti, la sorpresa che ti lascia a bocca aperta.

Dopo la visita, ci siamo incamminate verso il centro percorrendo il parco che fiancheggia il fiume: nonostante il caldo e la mancanza di vento, siamo rimaste molto colpite dalla vista diurna della Basilica da quest’altra parte della riva.
Oltre ai due passi nel centro storico, vi consiglio la visita alla Seo, la Cattedrale di Zaragoza, e anch’essa inserita nella lista del Patrimonio dell’Unesco.
Vista da fuori, la Cattedrale, non colpisce poi così tanto ma, all’interno, lascia senza parole; io, personalmente, non pensavo fosse così maestosa, così gigante e così perfetta. Quello che stupisce è la maestosità e la grandezza che ti accoglie appena aperta la porta della Cattedrale: il silenzio, l’atmosfera e queste colonne così alte ti abbracciano in una sensazione di tranquillità.

Alle sette di sera abbiamo dovuto salutare Zaragoza e siamo (ri)salite sul pullman per tornare alla città che, ora come ora, definisco casa.
Ho salutato Zaragoza con un arrivederci perché, poco ma sicuro, ci tornerò: due giorni scarsi non sono mai sufficienti per scoprire una città.
Sono salita sull’autobus, ho messo la musica nelle orecchie e ho guardato il paesaggio verde scorrere sotto i miei occhi; sono tornata a casa stanca ma con la soddisfazione e con la felicità che solo un viaggio, corto o lungo che sia, sa regalare.

INFORMAZIONI DI VIAGGIO

  • Autobus dalla stazione degli autobus/ treni al centro: numero 34
  • Basílica del Pilar: entrata gratuita alla basilica; entrata alla torre: € 3
  • Palazzo de la Aljafería: € 5 adulti, € 1 pensionati/ studenti
  • Cattedrale La Seo: € 4 adulti, € 3 minori di 18 anni/ +65; gratuito per bambini 0-10 anni

Per mangiare:

  • La Republicana: ristorante nel cuore del centro storico di Zaragoza (calle Méndez Nuñez, 38).
    Ottimo il servizio e buono il rapporto qualità/ prezzo. Bellissimo l’ambiente e l’interno del locale: io, se fossi in voi, una scappata ce la farei..
  • Dolce Vita: pasticceria situata nel centro storico di Zaragoza (calle Alfonso I) e luogo perfetto per fare colazione al mattino (e anche merenda al pomeriggio!)
  • ComeJamon.com: il posto perfetto per mangiare il prosciutto crudo, la cosa più buona del mondo.
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4 pensieri su “Curiosità e sorpresa tra le stradine di Zaragoza”

  1. C’è poco da fare se un luogo proprio ti chiama occorre partire, a dispetto di quanto dicano blog, guide, amici e conoscenti: c’è sempre qualcosa da scoprire. Ed a parte i monumenti celebri mi pare che questa tua Saragozza sia ricca di spunti interessanti. Poi la magnifica vista della città e cattedrale sul fiume da sola mi pare ragione sufficiente per andare…

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