L’ABC dei miei viaggi

Tempo fa, sbirciando tra le pagine del blog di viaggio Martinaway, che seguo sempre con un sacco di curiosità, ho trovato un articolo intitolato “L’ABC dei miei viaggi” e mi è venuta subito voglia di farlo anch’io: già lo sapete, sono stata creata per partecipare a queste idee e a questi giochini.

Poi il tempo è passato e ancora non ho scritto il mio ABC dei viaggi ma, rullo di tamburi, oggi è la volta buona.
Non è stato facile trovare una parola per ogni lettera dell’alfabeto, non è stato facile perchè finivo sempre nel banale e, a dir la verità, volevo trovare un significato vero e proprio in ogni parola. Ce ne ho messo di tempo ma, alla fine, ho creato anch’io il mio ABC dei viaggi e mi piace un sacco. Continua a leggere L’ABC dei miei viaggi

Le 10 cose che ho imparato a Valencia

Vivendo lontani da casa, che sia nello stesso stato o uno estero, ci sono delle cose che ovviamente si imparano: piccole o grandi che siano, queste cose, c’è sempre qualcosa da imparare.
Così è stato anche per me, in questi quattro mesi passati a Valencia e che ora racconto utilizzando l’imperfetto.

Questo articolo vuole avere un carattere divertente, vuole essere spiritoso e vuole far presente tutte le cose che ho scoperto/ imparato durante questi mesi passati lontani da casa mia. Sono poche dieci cose, sono davvero poche, perché in 112 giorni ho imparato molto di più di quello che inserirò in questa lista e di quello che può sembrare: prima di tutto, ho imparato molte cose su me stessa e sui rapporti personali ma questa, in fondo, è un’altra storia…

Vi presento le 10 cose che ho imparato, quindi, a Valencia: sono 10 cose stupide ma, ognuna di loro, porta ricordi indelebili nel cuore.  Continua a leggere Le 10 cose che ho imparato a Valencia

Dedicato a voi. Dedicato a noi.

Se c’è una cosa che faccio da quando prendo l’aereo da sola, è quella di dedicare, ogni volta che l’aereo si stacca dal suolo per il decollo, quel viaggio, quel volo a qualcuno.
Ci sono state volte che l’ho dedicato ai miei genitori, a mia nonna e a me stessa. Ci sono state volte che l’ho dedicato alla mia grinta, alla mia voglia di viaggiare, alla mia personale ricerca della felicità.

Questa volta, invece, questo volo che tra poche ore prenderò, lo dedico alle mie compagne di avventure, alle mie Coinqui.

Prima di partire, quattro mesi fa, l’idea di andare a vivere a Valencia con quattro (allora) sconosciute e di affrontare una nuova esperienza con loro mi preoccupava. Mi preoccupava davvero tanto. Insomma, erano quattro ragazze che avevo visto solo una volta e con cui avevo scambiato poche parole.. Come potevo sapere che sarebbero state così maledettamente perfette?
Il giorno della partenza, quel 29 marzo, tra un groppo alla gola e qualche risata per smorzare l’ansia, le avevo guardate attentamente e i giorni da vivere insieme, le settimane e i mesi in terra spagnola ancora sembravano così lontani.
La nostra avventura è iniziata con una crêpe alle undici di sera (e già lì avremmo dovuto immaginare gli orari delle nostre cene) e un sacco di risate, di chiacchiere iniziali per conoscerci meglio e scoprire qualcosa su ognuna di noi.

Da sempre, fin da quando ero piccola, ho sempre avuto più facilità con le parole scritte piuttosto che con quelle orali: amo scrivere perchè le parole escono più facilmente e restano, per sempre.
Se dovessi, quindi, scrivere una lettera alle mie compagne di avventura (che è quello che realmente sto per fare), inizierebbe così… Continua a leggere Dedicato a voi. Dedicato a noi.

Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.

Si dice che la vita sia fatta di capitoli e che ogni capitolo abbia un inizio e una fine, come giusto che sia. Si dice anche che, chiusa una porta, si apre un portone, ma questa è un’altra storia.

Se è davvero così, ovvero che la vita sia fatta di capitoli, avremmo a disposizione un quadernone ad anelli da riempire con i nostri piccoli o grandi capitoli. Ma durante una vita intera, sono maggiori i capitoli belli o quelli brutti?

Forse allora, vista la grande possibilità d’incontrare un capitolo brutto, è meglio pensare che la nostra vita sia fatta di attimi. Attimi lunghi o corti, attimi che sono in grado di cambiare il percorso della nostra vita, attimi che, anche se negativi, non avranno mai la stessa importanza di un capitolo.
Insomma, già di per sé, la parola capitolo è importante, racchiude dentro un grande significato. Quando si legge un libro, poi, si cerca sempre di arrivare alla fine del capitolo prima di mettere da parte la lettura e dedicarsi ad altro. Perché tutta questa voglia di arrivare, forse in fretta, alla fine di un capitolo, di una parte? Perché leggere le ultime pagine quasi con frenesia e rapidità?
Insomma, io non voglio vivere i capitoli della mia vita con la stessa velocità con cui leggo i libri, quasi divorandoli, quasi desiderando di arrivare alla fine per vedere cosa succede e cosa cambia.
Meglio gli attimi, insomma, che possono durare un’eternità.

L’attimo vissuto qui, a Valencia, è stato meraviglioso, ricco di altri attimi altrettanto stupendi che porterò nel cuore praticamente per sempre.  Continua a leggere Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.

Parco Naturale dell’Albufera: quando il sole si unisce all’acqua.

Il Parco Naturale dell’Albufera si trova ad una quindicina di chilometri da Valencia, lontano dal caos e dal rumore della città, lontano dalle macchine che sfrecciano veloci e dalle sirene che risuonano per le strade.

Per raggiungere quest’oasi di pace e tranquillità, è necessario solo prendere un pullman, il numero 25, dal centro di Valencia: con 1,50€ e con meno di un’ora di tragitto, si arriverà direttamente a destinazione, vedendo cambiare, poco a poco, il paesaggio sotto i propri occhi.

L’Albufera è il lago più grande di Spagna e, in passato, le sue acque servivano ai pescatori e ai coltivatori di riso per il loro sostentamento creando, così, una gastronomia rinomata che ancora oggi conosciamo. Per provare una super-buona Paella Valenciana, infatti, basta andare al paese di El Palmar dove avrete l’imbarazzo della scelta in fatto di ristorantini e paellas.

Ma l’Albufera è famosa anche per i tramonti: da qui, infatti, si dice che si possano vedere i migliori tramonti di Valencia. Continua a leggere Parco Naturale dell’Albufera: quando il sole si unisce all’acqua.

La Torre del Miguelete: 207 scalini per avere Valencia ai vostri piedi.

La Torre del Miguelete è il campanile della Cattedrale di Valencia ed è sicuramente uno dei simboli della città spagnola.

Bisogna salire 207 scalini per arrivare in punta, per arrivare alla cima della Torre e per meravigliarsi del panorama. Da lassù si può vedere tutto: dalla Città delle Arti e delle Scienze, al porto, alle due antiche porte della città; tutta Valencia si distende sotto i nostri occhi con stradine strette e case che sembrano ammucchiate.
Quello che mi ha sorpreso, arrivata in cima, è come Valencia possa sembrare diversa se vista da due punti differenti: dal basso, camminando tra le sue strade, mi sembra una città piccola, con strade abbastanza grandi ed edifici non immensi. Dall’alto, invece, Valencia mi ha sorpreso con un’immagine totalmente opposta: sì, il centro storico è sempre piccolino ma si estende fino a non vederla più, quasi come se fosse immensa; mi sono resa poi conto che, le stradine, sono davvero strette e, a volte, dall’alto nemmeno sembrano esistere: le case sono così vicine da riempire gli occhi, da rubare quasi la scena. E’ tra queste case così vicine, tutte bianche che si possono scorgere anche i monumenti principali che, dal basso, sembrano enormi come la Lonja de la Seda, per esempio, o il vicino Mercado Central che quasi si perdono in quel caos di case.

Insomma, dopo tanto rimandare, finalmente stamattina sono salita sulla Torre del Miguelete. Continua a leggere La Torre del Miguelete: 207 scalini per avere Valencia ai vostri piedi.