El Carnaval de Cádiz: canti, coriandoli e felicità

Febbraio è (quasi) alle porte e i negozi hanno già tirato fuori i travestimenti per i più piccoli.
L’Italia, l’Europa e il Mondo si preparano a dar via al Carnevale, uno dei momenti più divertenti di tutto l’anno.

Dato che, alcuni mesi fa, vi avevo mostrato alcune fotografie del Carnevale di Venezia nel mio articolo Venezia: il fascino del carnevale, oggi vi racconto il Carnaval de Cádiz.

Non ci vuole un genio per capire che sono totalmente affascinata da questa città circondata dall’oceano e posta a sud della Spagna ma, ammetto, di averla visitata solo d’estate e di aver scoperto da poco quanto il carnevale giochi un ruolo importante per los gaditanos, gli abitanti di Cadice.

El Carnaval de Cádiz, infatti, è una delle feste più vissute dalla città e uno dei carnevali più importanti di tutta la Spagna. C’è da precisare, però, che questo carnevale è in parte diverso a quello che abbiamo in mente noi quando si parla di sfilate, carri e coriandoli.

Per prima cosa, questo Carnaval de Cádiz dura ben 5 settimane ed è composto da due parti: la prima dura un mese e vede la presenza di un concorso mentre, la seconda parte, dura solamente una settimana ed è il carnevale tra le strade della città (come lo intendiamo noi, insomma). 

Il concorso è la fase principale e non c’è gaditano che non lo segua, dal vivo nel Gran Teatro Falla o alla televisione.
Per arrivare a conquistare il primo premio, bisogna superare quattro fasi:

  • Clasificatoria/ Preliminares
  • Cuartos de final
  • Semifinales
  • Final (da 160 gruppi concorrenti rimangono solo in 12)

Nel concorso ci sono quattro tipi diversi di gruppi e, ognuno di essi, ha una canzone che li rappresenta:

  • Coro (formato solitamente da 45 persone; la canzone più rappresentativa è il tango o tanguillo)
  • Chirigotas (formati da 12 persone; cantano i cuplés: questo tipo di musica popolare può essere molto divertente)
  • Comparsas (formati da 15 persone; la canzone rappresentativa è il paso doble: canzone più critica e con un testo più serio)
  • Cuartetos (formati da 3 a 5 persone; questi gruppetti non cantano ma, al contrario, recitano una parodia che, chiaramente, è divertente)

Tutti questi gruppi vengono accompagnati da un’orchestra ma, anche in questo caso, gli strumenti utilizzati come accompagnamento variano da gruppo a gruppo.

Altra caratteristica del Carnaval de Cádiz è che, ogni anno, tutti i quattro gruppi cambiano il tema, le canzoni e, di conseguenza, anche i vestiti utilizzati (anche in questo carnevale le persone si travestono!).

Come tutte le tradizioni culturali, anche questo carnevale ha una storia che risale a tempi molto antichi, già a partire dall’epoca romana. Ma è durante il XIX secolo, precisamente dal 1821, che il carnevale ha cominciato ad acquisire una certa costanza.
Durante il Franchismo, però, il Carnaval de Cádiz fu proibito. Solo grazie all’allora sindaco di Cadice, José León de Carranza, il carnevale prese il nome di Fiesta Típica Gaditana (festa tipica di Cadice) e quindi permesso. Solo i gruppi partecipanti a questa festa avevano la possibilità di travestirsi mentre, per la restante popolazione, il divieto era assoluto.
Nel 1965 il carnevale di questa città acquistò il merito di interesse turistico internazionale ma è solo dopo un anno e mezzo dalla morte di Franco, nel 1977 quindi, che il carnevale riprese la sua importanza e il suo vero nome: el Carnaval de Cádiz.
Fu nel 1981 quando, per la prima volta, i gruppi ebbero la possibilità di esibirsi nel Gran Teatro Falla ma, per vedere il concorso alla televisione, i gaditanos dovettero aspettare fino al 1990, per vedere le semifinali e la finale, e il 2007 per riuscire a vedere tutto il concorso completo.

[Le fasi del concorso si possono vedere in streaming, sulla pagina web della televisione locale Onda Cádiz: al fondo della pagina vi è un piccolo riquadro (Onda Cádiz Televisión) che permette la visione in streaming della diretta.]

Il Carnevale come lo intendiamo noi, tra le stradine della città, inizia il sabato dopo la finale del concorso (che è sempre di venerdì). Durante la settimana di festa, la domenica e il lunedì sono dedicati al coro che cantano per le stradine della città trasportati da un carro e, sono proprio questi due giorni, quelli di maggiore turismo. Per tutta la durata della settimana, però, si possono incontrare gruppi di amici che cantano ai lati della strada: questi gruppetti canterini sono conosciuti col nome di chirigotas callejeras.
Si va avanti così, tra canti e coriandoli, fino all’ultima domenica. Il carnevale, infatti, termina il martedì con la quema del Dios Momo: si tratta di un rogo nel quale brucia, appunto, el Dios Momo, il Dio del Carnevale.

Forse, per come viviamo noi il carnevale, ci è quasi impossibile immaginare tutta l’emozione che vi è dietro però, alla fine, basta guardarli negli occhi, ascoltarli e lasciarsi coinvolgere per capire che
sì, c’è qualcosa di ben più grande dietro a travestimenti, canti e coriandoli.

Per farvi un’idea di com’è l’atmosfera, vi lascio, qui di seguito, il trailer del cortometraggio “La ciudad que canta”, diretto da Marko Simic.

Poco più di 3 minuti per mostrarvi la bellezza, la spensieratezza e l’allegria del Carnevale di Cadice. 


Muchas gracias a María, mi súper amiga gaditana que, el verano pasado, me habló del Carnaval de Cádiz. Gracias a ella y sus apuntes, he logrado escribir este artículo.
Mucha suerte a ella y a todas las personas del coro en el concurso. ❤

(Un grande ringraziamento va a María, la mia super amica gaditana che, l’estate scorsa, mi ha raccontato del Carnaval de Cádiz. E’ grazie a lei e ai suoi appunti se state leggendo questo articolo.
A lei e agli altri componenti del coro, un gigantesco in bocca al lupo per il concorso. ❤ )

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3 pensieri su “El Carnaval de Cádiz: canti, coriandoli e felicità”

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