Bacău, la città dei contrasti e delle bellezze.

Non ho mai scritto di un luogo non turistico e, obiettivamente, credo che sia una grande sfida: convincervi che sì, merita davvero e sì, merita una sosta anche solo di due giorni per poi ripartire verso altre destinazioni.

Sto parlando di Bacău, città a nord est della Romania e situata nella regione della Moldavia. Come sono finita lì, d’inverno, con una temperatura glaciale, è una lunga storia che nasce dall’amore che mi lega alla mia dolce metà, nato e cresciuto a Bacău.

Come vi ho raccontato nel mio precedente articolo, il primo impatto con questa città è stato strano, particolare, forse a tratti anche leggermente doloroso: vedere una città che ha perso tutto, la maggior parte dei monumenti, le case e la propria realtà a causa di un regime dittatoriale e comunista, mi ha lasciato davvero senza parole.
Ammetto che prima di incontrare il mio compagno, nemmeno conoscevo la storia della Romania ma, adesso, dopo tanti racconti da parte sua e dopo aver visto con i miei occhi le conseguenze di questa storia fin troppo dura, ho capito molte cose. E fa male perché, insomma, è un paese straordinariamente bello.

Bacău è una cittadina che vive, si trascina e si fa graffiare dallo scorrere del tempo.
Bacău è un po’ come una signora anziana, una vecchietta con una coperta di lana sulle spalle e il volto segnato dal passare del tempo. Bacău è esattamente così: una città che si porta dentro tante cicatrici ma, insieme a queste, anche tante tradizioni, tanti ricordi, tanti sorrisi che non vuole perdere nonostante lo scorrere del tempo.
Appena scoperta un po’, camminando tra le sue vie, ho avuto la sensazione che Bacău fosse la città dei contrasti: dal cielo sereno e poco dopo nuvoloso, dal vento gelido e dai fiocchi di neve che scendono veloci, dai palazzi grigi e tutti uguali e dalle bellezze nascoste, quelle che sono rimaste nonostante il regime dittatoriale di Nicolae Ceaușescu, durato 15 anni e terminato con il processo che lo accusò di crimini contro lo stato, genocidio e “distruzione dell’economia nazionale”. Una distruzione che, purtroppo, porta i segni ancora oggi e che ha davvero messo in ginocchio un paese che, prima, era al pari di tante nazioni straniere.

Ma se, appena arrivati a Bacău, ciò che colpisce di più è l’architettura influenzata dal comunismo – palazzoni alti, dalle facciate tutte uguali e grigie -, una volta scoperta ci si può ricredere e concordare sulle bellezze “speciali”, quelle che sono rimaste intatte nonostante il passare dei decenni, quelle bellezze che hanno resistito fino ad oggi e fanno sorridere il cuore quando ce le si trova davanti, in mezzo ai palazzoni.
Passato e presente che convivono, monumenti antichi che portano avanti la storia, senza mollare un attimo per ricordare ancora una volta un’epoca d’oro, per ricordare che sì, la bellezza davvero è ovunque.
Un contrasto, quindi, forte, doloroso. Un contrasto che sa di storia, di tempo, di dolore, di ferite al cuore dei bacăuani, quelle ferite che bruciano di più –  anche ad anni di distanza – perché entrate nel profondo, proprio quando ti toccano il tuo Paese, quello in cui tu vivi e in cui credi, proprio quando ti fanno male dentro e ti tolgono tutto.

E allora, nonostante queste ferite ancora visibili nell’animo della città, io questa Bacău ve la voglio far scoprire con quelle bellezze che io stessa ho visto e ho voluto fotografare.
In questo articolo non vedrete le fotografie di quei palazzi che tanto vi ho citato (se non come sfondo ad un altro protagonista) ma vedrete angoli speciali, dettagli e monumenti che mi hanno fatto meravigliare, per la bellezza, per i colori, per il loro “essere speciali”.
Il monumento che più mi ha colpito a Bacău è stata la Cattedrale Ortodossa, alta 70 metri e una tra le più grandi della Romania. Lo stesso si può dire del crocifisso principale che, posizionato in punta alla cupola e con un’altezza pari a 7 metri, è il più grande di tutto il paese. L’interno della cattedrale è ancora in fase di costruzione ma è già stata completata una piccola parte, una mini cattedrale all’interno della maggiore. Non ho volutamente scattato fotografie dell’interno in quanto sono capitata durante una messa e, per rispetto delle persone presenti, non me la sono sentita.
Posso provare, però, a raccontarvi la bellezza di questo interno, ricco di affreschi e di colori in ogni singola parte dei muri, non c’era un angolo che non fosse decorato.
Non ero mai stata in una Chiesa Ortodossa e mai avevo assistito ad una messa: mi sono commossa per la devozione dei credenti, per il modo in cui il prete recitava la messa, quasi come fosse una cantilena. C’era davvero tanta emozione in quella Cattedrale, un’emozione che travolgeva chiunque presente ed arrivava fino al cuore.
Forse perché sai cos’hanno passato, forse perché ti rendi conto di quante ferite portano dentro.
Insomma, questa Cattedrale Ortodossa mi ha colpita al cuore, mi sono davvero innamorata: così imponente, così grande. Essendo stata costruita nella piazza principale, giocava davvero un ruolo da protagonista e la si vedeva da praticamente qualsiasi posto, anche uscendo dalla città.

Di fronte a questa Cattedrale, è presente la Chiesa Sfântul Nicolae, anch’essa dipinta all’interno con migliaia di colori e raffigurazioni in stile bizantino.
Sono posizionate una di fronte all’altra, come se si guardassero e, in mezzo, la vita continua a scorrere con una viavai incessante di macchine e persone che passeggiano.
Sempre di fronte alla Cattedrale e alla Chiesa Sfântul Nicolae si trova la statua di Ștefan cel Mare (in italiano, Stefano in Grande), condottiero e re della Moldavia dal 1457 al 1504 e considerato come un eroe difensore della cristianità.

Lungo la via principale, Strada Nicolae Bălcescu, si trovano davvero tantissimi negozi, uno affianco all’altro, e tra questi, anche tanti piccoli monumenti incredibilmente belli.
Come, ad esempio, il Comune di Bacău, un edificio storico del 1891, ma anche la biblioteca della città e l’edificio delle poste, dalla bellezza travolgente. Non meno speciale, il Teatro George Bacovia, uno dei più prestigiosi della Romania e fondato nel 1948.

Non solo i monumenti mi hanno colpito nel cuore ma anche il parco principale con le sue chiesette nascoste, le strade ghiacciate e i riflessi delle luci di Natale che coloravano le vie. Si tratta semplicemente di tanti attimi speciali, di tanti momenti che scaldano il cuore, che ti fanno sentire nel posto giusto e nel momento giusto nonostante il vento freddo, la neve che scendeva dal cielo e le temperature sotto lo zero.
E’ che tutto si riduce a cercare gli aspetti belli, a non fermarsi al primo impatto, a cercare la bellezza anche quando si tratta di una città colpita nel profondo, con i palazzi tutti uguali e lontana, economicamente e “architetturalmente”, da noi, da ciò che siamo abituati a vedere.
Forse tutto si riduce ad aprire gli occhi, il cuore e ad essere pronti ad accettare realtà, tradizioni, stili di vita e modi di mangiare diversi dai nostri.
Sì, credo che alla fin fine tutto si riduca ad essere pronti a farsi travolgere dalla bellezza anche quando, la stessa bellezza, non è facile da vedere.


Un enorme, gigantesco, grandissimo grazie va al mio grande Amore, Silviu, che mi ha permesso di conoscere un paese davvero stupendo e persone ancora più meravigliose.

Grazie per il tuo supporto, per i tuoi incoraggiamenti, per le tue letture attente e grazie per l’enorme contributo che dai a questo blog.

Con te voglio andare ovunque.
I love you. ❤

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2 pensieri su “Bacău, la città dei contrasti e delle bellezze.”

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