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Arena di Verona, Tweet Seats e Nabucco.

Non ero mai stata a Verona, avevo sempre rimandato per diversi motivi, le avevo sempre messo davanti altre città, altri paesi, forse anche un po’ ingiustamente, era sempre stata nella to do list ma accanto aveva continuamente la frase “un giorno ci andrò”.
Nella vita si tende sempre a rimandare, le cose belle e le cose brutte, si tende sempre a posticipare le cose da fare, i momenti da vivere. Un po’ per pigrizia, un po’ per la velocità con cui viviamo la quotidianità ma forse è uno degli errori più grandi che si possa fare.
Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi, diceva Benjamin Franklin.

Alla fine, comunque, dopo tanto rimandare, a fine agosto sono andata a Verona.
C’è da ammettere che il motivo della mia visita nella città di Giulietta e Romeo è stato il progetto Tweet Seats, promosso dalla Fondazione Arena di Verona, che ha come scopo quello di diffondere la conoscenza dell’opera tramite i canali social.
Alla fine di luglio, infatti, quando ero in spiaggia, di fronte al Mar Ligure, sotto l’ombrellone, in costume da bagno, con il profumo della crema solare, con le parole crociate accanto, con un sole caldo che rendeva la sabbia bollente (ah, bei tempi quelli…), ecco, in quei giorni ero venuta a conoscenza di questo progetto e avevo deciso di inviare la candidatura.
E dopo qualche settimana, il 26 agosto, ero seduta in Arena a vedere il Nabucco.
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Cádiz: la ciudad que sonríe

Sono sempre stata dell’idea che ciascuno di noi ha una città preferita, quella che non si dimentica mai, quella che si porta nel cuore. Io, da buona indecisa come sono, ne ho due. Le due città che si giocano il primo posto nel mio cuore ( ❤ ) sono Barcellona e Cadice. Sono due luoghi completamente diversi, già a partire dalla grandezza e dal numero dagli abitanti, ma entrambi hanno fatto breccia nel mio corazón e da lì non se ne vanno più. Ad ogni modo, in questo articolo, vi voglio parlare di Cádiz, la ciudad que sonríe (la città che sorride), una descrizione azzeccata per la città che fa sorridere per davvero. Ho scoperto Cadice due anni fa, in uno dei miei viaggi da sola: l’avevo scelta per il mare, per il fatto che fosse la città più antica di Spagna e per il fatto che, forse, lì non ci sarebbero stati tanti italiani. Ed effettivamente, due anni fa, avevo fatto una scelta super azzeccata. Cadice ti accoglie con il colore blu intenso del mare e, nelle giornate soleggiate, con l’azzurro del cielo; premetto che non l’ho mai vista sotto il cielo nuvoloso e grigio ma credo sia bella comunque. Essendo la città più antica di Spagna, ed essendo posta su un’isoletta collegata al resto della penisola con un ponte, Cadice è la classica cittadina caratteristica: vicoli stretti e lunghi, angoli antichi e monumenti storici. Se si va per fare “turismo”, non sono necessari molti giorni per visitarla, forse nemmeno due, ma se, al contrario, si vuole scoprire la città pian piano e respirando l’atmosfera, allora forse nemmeno due settimane saranno sufficienti. Continua a leggere Cádiz: la ciudad que sonríe

170 ore in terra spagnola.

È passata una settimana e un giorno da quando sono salita sull’aereo a Pisa. Una settimana e un giorno da quando sono atterrata al terminal T1 dell’aeroporto di Madrid

Dalle 17.00 del 6 agosto alle 19.00 del 13 agosto sono passate 170 ore e, prima del mio ritorno in terra italiana, devo ancora viverne 244. 244 ore in terra spagnola, in terra andalusa.

È passata una settimana e un giorno: una settimana intensa. Mi ero promessa di fare una specie di riassunto, un tirare le somme dopo la mia prima settimana qui.

Sono partita con l’idea di conoscere ancora di più me stessa, con l’obiettivo di trovare un prossimo scopo, di scoprire cosa davvero voglio fare nella mia vita.

E così sto facendo: mi sto scoprendo di più, soprattutto. Sto lavorando su me stessa, sto lavorando sui miei limiti, sulle mie preoccupazioni. Sto sentendo il mio cuore, sto ascoltando i dubbi della mia mente e li sto risolvendo. Uno a uno.  Continua a leggere 170 ore in terra spagnola.

Sì, viaggio sola. (E domani si parte!)

E così ci siamo.
Domani si parte.

La sera prima di una partenza, per me, ha sempre qualcosa di speciale: un miscuglio di emozioni. Felicità, attesa e anche qualche dose di ansia. Perché, alla fine, non si sa mai a cosa si va incontro. Il viaggio è l’unione di diverse emozioni che portano sempre allo stesso fine: la scoperta di un luogo ma, soprattutto, la scoperta di sé stessi.
E’ principalmente questo il motivo del mio viaggio: scoprire me stessa. Scoprire il mio stupore di fronte ad un tramonto, scoprire la mia tranquillità nell’ascoltare un suonatore di strada, scoprire la mia meraviglia davanti all’arte e alla cultura. Scoprire tante piccole cose di me che, a volte, nella mia routine si perdono.

E quindi parto: la Spagna mi attende.
Non c’è nessuno stato che mi faccia sentire a casa come la Spagna: spero sia così anche quest’anno, anche in questa avventura che aspetto con tanta curiosità.

Ci siamo: si parte e, soprattutto, si parte da solaContinua a leggere Sì, viaggio sola. (E domani si parte!)