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Una casa (dei sogni) e angoli di viaggio: #mysweettravelhome

Finalmente mi sono convinta e rispondo alla domanda di Martina, amica (e blogger) di Martinaway che, ormai a gennaio, raccontava in un articolo la sua casa da sogno, la casa di una viaggiatrice, e chiedeva, ai lettori, se la loro #mysweettravelhome esisteva per davvero o era solamente un piccolo sogno.
L’idea di Martina, nel raccontare la sua casa dei sogni, nasce dal tag creato e ideato da Stefania del blog Diqua&Dilà.

Insomma, con un ritardo colossale, la racconto anch’io, la mia casa dei sogni.
Meglio tardi che mai. Continua a leggere Una casa (dei sogni) e angoli di viaggio: #mysweettravelhome

Agosto: la salsedine sulla pelle, i pensieri al tramonto e la felicità.

Mi sembra incredibile, siamo già a settembre.
Se mi metto a pensare ai giorni di questo mese appena trascorso, mi sembra di non ricordarli perfettamente, come se avessi vissuto tutto a forte velocità, desiderosa di vivere ogni istante ma con la paura che tutto finisse, appunto, così velocemente.
Alla fin fine io sono sempre stata così: ho sempre voluto vivere ogni attimo delle giornate al massimo, senza fermarmi, assaporando ogni emozione e ogni sentimento ma, dall’altra parte, vivendo con la leggera tristezza di finire tutto troppo presto. Sono sempre stata fan del conto alla rovescia, nel bene e nel male, sono sempre stata la persona che vive le giornate nel modo positivo ma con la tristezza della fine.
Ho sempre avuto paura della fine, in fondo.

Questo agosto mi è piaciuto, mi è piaciuto tremendamente.
Non ho fatto chissà che cosa, non ho visitato praticamente nulla ma ho vissuto così intensamente ogni istante che mi sembra, dal punto di vista emotivo, di aver visto il mondo intero. Continua a leggere Agosto: la salsedine sulla pelle, i pensieri al tramonto e la felicità.

Isola di San Giulio: l’isola del silenzio e dei colori.

L’Isola di San Giulio è uno di quei luoghi che, nel momento in cui cominci a scoprirla, non vorresti più tornare indietro.

C’ero stata, tanti tanti tanti anni fa, quando ancora mettevo i jeans a vita bassa e andavo in giro con la pancia scoperta. Poi gli anni son passati e, per fortuna, anche le abitudini sono cambiate.
Sono ritornata all’Isola di San Giulio poco più di un mese fa e me ne sono innamorata. Ammetto che non ricordassi praticamente nulla se non, forse, qualche dettaglio e angolo ma, questa volta, me la sono vissuta per davvero, quest’isoletta in mezzo al lago.

Appena salita sul traghetto che porta all’Isola, mi sono sentita come una bambina che vede per la prima volta qualcosa di nuovo. Ciò che mi ha colpito di più, è stato il panorama di quest’isoletta immersa nelle acque blu del lago, circondata dal verde delle montagne e illuminata da un sole caldo che colorava il cielo azzurro azzurro. Se penso all’Isola di San Giulio, mi viene da pensare ai colori, prima di tutto. A quei colori accesi che l’accarezzavano, col dolcezza, come se un pittore si fosse messo a dipingerla con accurata precisione.
Ma, forse, nemmeno un pittore riuscirebbe a dipingere così perfettamente l’Isola di San Giulio, quella perfezione tipica della realtà. Continua a leggere Isola di San Giulio: l’isola del silenzio e dei colori.

Quei riflessi sul mare di Albisola.

Oggi vi voglio raccontare di un posticino che amo e che, fin da quando ero piccola, ho considerato un po’ come la seconda casa: Albisola Superiore, una piccola cittadina in provincia di Savona.

Albisola è il posto che mi viene in mente quando penso alle vacanze: sono venticinque anni che passeggio d’estate lungo la passeggiata, che respiro a pieni polmoni l’aria di mare e sono venticinque anni che, ogni volta che arrivo, sono felice e, ogni volta che parto, mi si stringe il cuore. Perché, per me, il nome Albisola è unito alla parola ricordi: è come se, ogni volta, presente e passato si unissero.

Oggi, però, non vi voglio raccontare le bellezze di Albisola, quelle stradine e quegli angoli sul mare (prossima volta!) che tanto mi piacciono, oggi vi voglio raccontare (o meglio, mostrare) quanto belle possono essere le luci riflesse sul mare.
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Orta San Giulio: tra le stradine in un’epoca passata.

Un’epoca lontana e un’allontanamento dalla realtà dei nostri giorni.
Sono queste le sensazioni che ho provato camminando nel paesino di Orta San Giulio.

Prima di partire per il mio week-end romantico sulle rive del Lago d’Orta, ai primi di luglio, avevo chiesto sulle piattaforme socials (come parlo forbito, cavolo) cosa avrei dovuto assolutamente vedere. E tra i commenti, oltre ad altre chicche che poi ho seguito alla lettera, c’era anche questo consiglio: Dovreste andare ad Orta San Giulio, è stato classificato come uno dei borghi più belli d’Italia“. 
Come potevo non andarci?

Allora, mano nella mano con la mia dolce metà (che per fortuna ha il lato da viaggiatore accentuato come il mio: “Dio li fa e poi li accoppia”, dicevano), ho passeggiato tra le stradine di questo borgo davvero caratteristico.  Continua a leggere Orta San Giulio: tra le stradine in un’epoca passata.

Luglio: i baci del mattino e il profumo di caffè.

Stamattina, seduta sotto l’ombrellone, ho riletto l’articolo che, esattamente un anno fa, scrivevo riguardo al mese di agosto e alle partenze che avevo in programma. Mi ha fatto sorridere perché, insomma, è già passato un anno e se ripenso all’Enrica dell’anno scorso, mi viene da sorridere con tenerezza.
Non so il perché, sinceramente, ma ero così persa in quel periodo.

Ad ogni modo, guardando il mare, mi sono messa a pensare che ogni mese vorrei fare una sorta di diario, una sorta di “non ti dimenticare dei momenti belli”, una sorta di articolo riassuntivo di giorni che, sembra incredibile, ma corrono senza sosta.
[E alla fine, dopo aver scritto questo articolo e averlo riletto, un nome a questo diario l’ho trovato, “Giorno dopo giorno”, e lo trovate sotto “Pensieri di una viaggiatrice.”]
In fondo, nella mia quotidianità, un diario ce l’ho già: è un quadernino con la scritta “Ahora es el momento” (Adesso è il momento) ed è il quinto, o forse il sesto, che scrivo da quando ho finito la maturità. Mi piace scrivere su questi quadernetti, tenerli da parte e rileggere i momenti, le emozioni, i dubbi che avevo in determinati periodi della vita.
E’ che ho il terrore di dimenticare, di perdere la memoria, di scordare le emozioni belle, le persone che sono entrate nel mio cuore, gli attimi che ho vissuto.
E forse forse, questo blog è parte di tutto questo: un modo come un altro per non dimenticare.

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Cuneo Illuminata: 318.405 lampadine per colorare e far splendere la città.

Oggi non vi porto molto lontano dal mio luogo di origine, anzi, solo a quaranta chilometri, in una città ai piedi delle montagne, le Alpi.
Oggi vi porto in una cittadina a me cara, un po’ perché è stato il posto dove ho frequentato l’università, dove ho studiato per i temuti esami e dove mi sono laureata, un po’ perché l’ho sempre trovata incantevole, con le sue vie eleganti e il suo essere città ma non troppo.
Oggi vi porto a Cuneo.

Personalmente non credo che Cuneo sia molto turistica o, comunque, conosciuta ai molti: in Piemonte abbiamo Torino che fa da padrona e poi le Residenze Sabaude, il nord con i Laghi… Insomma, sembra che Cuneo, per un motivo o per un altro, passi sempre in sordina.
E, sinceramente, un po’ mi dispiace.
L’ho sempre considerata una delle città più belle della mia regione, una di quelle città in cui puoi passeggiare tranquillamente sotto i portici o lungo una via pedonale. Una di quelle città che sono, a tutti gli effetti, città ma che, camminandoci, questo aspetto non traspira. E’ una città tranquilla, ecco. Continua a leggere Cuneo Illuminata: 318.405 lampadine per colorare e far splendere la città.

Cara Italia, sono disoccupata ma da qui non me ne voglio andare.

Da quasi un anno, ogni giorno, Facebook dà la possibilità di tornare indietro nel tempo. E’ incredibile come, in meno di un minuto, ci si ripresenti davanti un passato che sembra lontano ma che, invece, è appena dietro l’angolo.
Quello che mi fa più sorridere è rileggere ciò che scrivevo nel 2009, quando avevo diciannove anni ed ero alle prese con la maturità. Adesso, a rileggere quelle frasi piene di ansia, preoccupazioni e dubbi, il mio cuore si riempie di tenerezza: avevo diciannove anni ancora da compiere e mi sembrava che il futuro fosse davvero troppo grande, troppo complicato, troppo incerto per una come me.
Se mi volto indietro mi sembra che sia passato un secolo, soprattutto se confronto l’Enrica di allora con l’Enrica di oggi: due mondi completamente opposti e due persone quasi diverse.

Poi Facebook mi mette davanti i ricordi dell’università, fotografie di risate fino alle lacrime con le amiche, consigli scritti di getto e una tesi preparata in estate davanti al ventilatore, come racconta il ricordo di oggi. Per poi tornare ai primi ricordi, quelli più recenti, quelli di un anno fa, quando ancora vivevo in Spagna e le mie giornate erano piene, pienissime di felicità, quella felicità vera che prende il cuore e che ti ricorda che sì, sei nel posto giusto nel momento giusto. Quando vedo questi ricordi, che sono davvero dietro l’angolo, la nostalgia prende ogni parte del mio corpo, penso sia normale però, penso che la nostalgia la proverò anche a distanza di anni.
Ad ogni modo, diverse volte, mi sono messa a pensare se, ora come ora, tornerei indietro nel tempo, se cambierei il mio presente per il mio passato e, dopo tanti pensieri mischiati con i ricordi, la risposta è stata un no. No, non tornerei indietro nel tempo perché il mio presente è troppo incredibile, entusiasmante, emozionante per cambiarlo col passato, per quanto meraviglioso fosse. A Valencia avevo la felicità di settimane bellissime, avevo l’ingenuità e la spensieratezza nel non pensare al domani, nel non pensare al futuro che mi attendeva: poi i giorni sono passati e in quel futuro ci sono finita, con tutta me stessa. Ho lavorato in un hotel di Torino, ho conosciuto il grande amore, mi sono innamorata e sono rimasta a casa di nuovo senza un lavoro. E se ripenso a questi mesi trascorsi, da settembre in poi, in questo caso mi sale la nostalgia eccome; è bello quando le cose vanno esattamente come te l’aspettavi: un lavoro che ti piace incredibilmente, un quotidianità che non cambieresti mai e un amore che ti prende il cuore. E’ semplicemente il meglio che una persona come me, che pretende sempre che tutto giri nel verso giusto, si aspetta. Ed è arrivato, alla fin fine. Poi finisce e quando finisce, sono cavoli (giusto per non essere volgare). Continua a leggere Cara Italia, sono disoccupata ma da qui non me ne voglio andare.

Liebster Award #4

Ed ecco che, come anticipato, è arrivato anche il quarto Liebster Award, praticamente quasi in concomitanza con il terzo.
Che dire? Anche questa volta la soddisfazione è stata enorme e poi, lo ammetto, a me questi giochini dove c’è da raccontarsi, dove posso scoprire altre bloggers in incognito come me, dove c’è da rispondere a delle domande, mi piacciono un sacco. Alla fin fine le domande sono sempre tutte diverse, ogni volta riesco a pescare qualche ricordo finito nel cassettino più remoto della mia mente e sorridere di questo.

Quindi grazie a Roberta di Vieni via di qui per aver pensato a me! 🙂
Nel suo post Roberta scrive di provare a rispondere alle domande senza pensarci per più di dieci secondi: a questo ci voglio provare anch’io, vediamo se ci riesco. Continua a leggere Liebster Award #4

La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo

Ai confini della Val di Susa, in Piemonte, esiste un luogo quasi incantato, uno spazio intaccato dallo scorrere del tempo e lontano dalla realtà.
Sul Monte Pirchiriano, infatti, a più di novecento metri d’altezza, si erge incontrastata la Sacra di San Michele, il monumento simbolo del Piemonte.

Vorrei essere capace di trasmettere la sensazione di stupore, di meraviglia e di incanto che si prova nel momento in cui, la Sacra di San Michele, compare ai nostri occhi.
La si può vedere già dalla strada, metri e metri più in basso, alzando lo sguardo verso la cima del monte: lei è lì, maestosa in tutta la sua bellezza, con tutta la sua storia da raccontare.

Costruita, si pensa, agli inizi del novecento (intorno al decimo secolo, quindi), la chiesa attuale è stata eretta inglobando le antiche costruzioni creando, così, un complesso architettonico immenso.
Da lassù, la Sacra di San Michele sovrasta tutta la valle sottostante: nei giorni di sole lo spettacolo è da lasciare senza parole, le linee delle montagne si intrecciano dolcemente e i colori di mischiano fino all’infinito. Continua a leggere La Sacra di San Michele: quell’angolo di paradiso lontano dal mondo