Archivi tag: italia

Torino: le Luci d’Artista illuminano la città

Ho sempre amato, fin da quando ero piccola, le luci natalizie. Vedere le città addobbate e riempirmi gli occhi di quei mille colori, sono cose che da sempre mi trasmettono tranquillità.
Amo camminare sotto le luci di Natale, amo guardarle da sotto e, quasi sempre, amo fermarmi. Fermarmi, respirare a pieni polmoni e assorbire tutta l’atmosfera, tutta la tranquillità, tutta la felicità che solo delle luci così colorate riescono a trasmettermi.

E’ che amo l’atmosfera natalizia: mi piace così tanto che, quando finisce, mi resta sempre un vuoto dentro di me. Poi, col passare delle settimane, queste vuoto sparisce ma, quando torna il Natale, mi rendo conto di quanto mi sia mancato tutto questo.

Quindi quest’anno, nonostante il cielo non mi abbia buttato giù nemmeno un fiocco di neve, mi sono data alla pazza gioia con le foto natalizie.
Ed è qui che nasce il mio articolo su Torino e le sue Luci d’ArtistaContinua a leggere Torino: le Luci d’Artista illuminano la città

#TravelDreams2015

Mancano 17 giorni al 31 dicembre.
17 giorni al conto alla rovescia, ai brindisi, al desiderio da esprimere e alla notte più lunga da festeggiare.
Questi sono gli ultimi 17 giorni del 2014, gli ultimi per scrivere i buoni propositi, per fare la to do list e per concludere le ultime cose.
Tra 18 giorni saremo nel 2015 e un nuovo anno, un nuovo capitolo inizierà da capo.

Stamattina, comunque, mi sono svegliata pensando ai viaggi che vorrei fare in questo nuovo anno che arriverà tra 17 giorni.
Ho sempre amato viaggiare: organizzare, prenotare i voli, scegliere dove dormire, fare la lista di quello che vorrei visitare. Queste, sono cose che mi hanno sempre fatto sentire libera e poco importa se quel posto l’ho già visto e rivisto, ma preparare la valigia e prendere un aereo, sono cose che mi fanno sentire felice e… Leggera.

Ad ogni modo, prendendo spunto dall’ultimo articolo di Cristina di In ogni viaggio, mi lancio anch’io in questa lista dei miei Travel Dreams 2015 e spero di riuscire a mettere il ✔ accanto a più città possibili.  Continua a leggere #TravelDreams2015

#Piemonte: la mia felicità

Se vi dico la parola “Piemonte”, a cosa pensate? Cosa vi viene in mente?

Io associo la parola “Piemonte” a casa mia. Nessun luogo, nessuna regione, nessuno stato è come il Piemonte. La mia casa. Perché io amo tutto del Piemonte: prima di tutto amo la sua posizione, tra montagna e mare. Amo il fatto di poter scegliere dove andare e andarci in fretta. Da dove vivo è tutto vicino: un’ora e sono in montagna, un’ora e sono al mare, quaranta minuti in treno (quando va bene) e sono a Torino, due ore e sono a Milano. Tutto vicino, tutto unito, tutto comodo.
Ma effettivamente non amo solo la posizione del Piemonte: amo la semplicità e l’unicità dei luoghi, amo la storia che questa regione regala, amo le tradizioni, amo la cultura, amo il modo di vivere. Continua a leggere #Piemonte: la mia felicità

Venezia: il fascino del carnevale

Venezia è meravigliosa e su questo non ci sono dubbi.
E’ meravigliosa in qualsiasi stagione dell’anno e non rimanerne affascinati è quasi impossibile. Il fascino della città sull’acqua attira italiani e turisti da qualsiasi parte del mondo, la storia si respira ad ogni angolo e, camminando tra i vicoli stretti e fiancheggiando i canali, sembra di essere rimasti nel passato.

Personalmente, ho sempre amato Venezia. La prima volta che l’ho visitata era il 2009, in occasione del mio diciannovesimo compleanno. Ne ero rimasta colpita, piacevolmente colpita, nonostante la pioggia, nonostante il freddo, nonostante l’acqua alta.

Ma si sa, Venezia è famosa anche per il carnevale.  Continua a leggere Venezia: il fascino del carnevale

Cara Italia, tra qualche mese, parto anch’io.

Quando ero più piccola, vedevo i ragazzi di 24, 25, 26 anni così grandi. Li vedevo già grandi, così distanti da me e credevo che, a quell’età, si avesse tutto.
Pensavo che, nel momento in cui io mi fossi trovata in quel periodo dell’età, avrei già avuto tutto quello che desideravo: un lavoro che mi avrebbe reso fiera di me e di tutti quelli che mi stavano accanto e, perché no, forse avrei già avuto una famiglia. Vedevo questi ragazzi di 24, 25 anni e in loro vedevo la felicità. Non so perché, ma pensavo che a quell’età, il minimo a cui si potesse aspirare, fosse proprio la felicità. Credevo che, a quell’età, si fosse felice e basta.
Felici e fieri della propria vita.

Quando ero piccola, quando avevo ancora i capelli biondi e con i boccoli, io volevo essere una poliziotta. Non volevo essere una ballerina, una principessa, una modella o una cantante. Io volevo essere poliziotta, forse per il fascino della divisa, e poi volevo essere anche una “maestra di chitarra”, dicevo proprio così. E volevo diventare tutto questo il più presto possibile, volevo vivere la vita “dei grandi” in fretta ed ero piena di grandi sogni.
Ora, in quei sogni e in quelle speranze di me bambina, non mi ci ritrovo molto. Non ho intrapreso la strada per diventare poliziotta e neppure quella per diventare un’insegnante di musica. Non ho creato neppure lontanamente una famiglia e, se fosse per me, tornerei ad essere una bambina, quando non hai troppi pensieri su quale strada scegliere e quando essere felice e spensierata è una normalità.

Ho quasi 24 anni e sono disoccupata.

In questi giorni mi è tornato in mente un articolo che, più o meno un anno fa, avevo letto. Iniziava così: “Se hai vent’anni vattene.”
[Per leggere l’articolo, clicca qui: Se hai vent’anni vattene dall’Italia]
E’ stato scritto ad aprile del 2013 e, mai come adesso, mi sembra così attuale.
Quando l’avevo letto per la prima volta, non ci avevo fatto così caso. Uscivo da un percorso importante e stimolante, quello del Master, ed ero convinta di restare in Italia, di dare un’opportunità a me stessa, di mettere in pratica tutto quello che avevo studiato, ma soprattutto volevo dare un’opportunità all’Italia.
Credevo realmente nello Stato in cui vivo, credevo realmente che qualcuno, prima o poi, rispondesse ai miei curriculum, che qualcuno credesse realmente nel turismo.
Volevo mettermi in gioco, dimostrare a me stessa e agli altri, che io potevo farcela. Che io potevo trovare lavoro qui.

Ad un anno e poco più di distanza, io non ci credo più.  Continua a leggere Cara Italia, tra qualche mese, parto anch’io.