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Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.

Si dice che la vita sia fatta di capitoli e che ogni capitolo abbia un inizio e una fine, come giusto che sia. Si dice anche che, chiusa una porta, si apre un portone, ma questa è un’altra storia.

Se è davvero così, ovvero che la vita sia fatta di capitoli, avremmo a disposizione un quadernone ad anelli da riempire con i nostri piccoli o grandi capitoli. Ma durante una vita intera, sono maggiori i capitoli belli o quelli brutti?

Forse allora, vista la grande possibilità d’incontrare un capitolo brutto, è meglio pensare che la nostra vita sia fatta di attimi. Attimi lunghi o corti, attimi che sono in grado di cambiare il percorso della nostra vita, attimi che, anche se negativi, non avranno mai la stessa importanza di un capitolo.
Insomma, già di per sé, la parola capitolo è importante, racchiude dentro un grande significato. Quando si legge un libro, poi, si cerca sempre di arrivare alla fine del capitolo prima di mettere da parte la lettura e dedicarsi ad altro. Perché tutta questa voglia di arrivare, forse in fretta, alla fine di un capitolo, di una parte? Perché leggere le ultime pagine quasi con frenesia e rapidità?
Insomma, io non voglio vivere i capitoli della mia vita con la stessa velocità con cui leggo i libri, quasi divorandoli, quasi desiderando di arrivare alla fine per vedere cosa succede e cosa cambia.
Meglio gli attimi, insomma, che possono durare un’eternità.

L’attimo vissuto qui, a Valencia, è stato meraviglioso, ricco di altri attimi altrettanto stupendi che porterò nel cuore praticamente per sempre.  Continua a leggere Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.

Xàtiva: un castello in cima al mondo.

Nel cuore della Comunità Valenciana, a 35 minuti in treno da Valencia, si trova Xàtiva: un paesino dalle stradine strette, dove il sole brucia, il silenzio regna e, in alto, un castello sovrasta tutto il paesaggio.

Xàtiva, all’apparenza, può sembrare un paesino di quelli anonimi, silenziosi e sperduti in mezzo alla terra di nessuno. Può sembrare il nulla più completo finché non ci arrivi e non cominci a camminare tra le stradine.
Ed è lì che il silenzio, la tranquillità e il paesaggio ti colpiscono e ti lasciano spaesato.

Passeggiando tra i vicoli stretti, il castello in punta alla collina sbuca ovunque si guardi e sembra irraggiungibile. Non è poi così impossibile arrivare in cima ma, sicuramente, non è la cosa più rilassante da fare, soprattutto quando la temperatura supera i 35 gradi e il vento soffia caldo.
Per raggiungere il castello, infatti, ci sono tre possibilità: la prima è quella di prendere il bus turistico che porta direttamente in cima, la seconda è quella di affittare (o avere) una macchina per poterla parcheggiare accanto al castello o, la terza, quella di andare a piedi.
Ora, dato che il giorno che sono andata a visitare Xàtiva, il trenino era rotto e affittare una macchina mi sembrava esagerato, ho optato per la camminata. Dopo un pranzo ai 100 Montaditos e dopo aver preso tutte le forze possibili, mi sono incamminata con un solo obiettivo: raggiungere il castello.
L’aria era caldissima e il sole era bollente.  Continua a leggere Xàtiva: un castello in cima al mondo.

31 giorni per innamorarmi di me stessa.

Un mese fa esatto, il 29 marzo, partivo.
Io e la mia valigia da 19.9 kg.
Io e la mia valigia a mano chiusa a fatica.
Io, dopo qualche lacrima e con il nodo alla gola, partivo. E le settimane spagnole mi sembravano ancora lontane, ancora un qualcosa di astratto, ancora un qualcosa che non riuscivo ad immaginare.

Ora, dopo un mese esatto, riesco ad immaginarle e a viverle a pieno. Le ho rese totalmente mie e questo mi rende felice, terribilmente felice.
Una volta, in un libro di cui ora non ricordo il nome, avevo letto una frase che diceva più o meno così: “Eppure, non avrei mai detto di potermi innamorare di quel presente tanto da non volerlo cambiare con nient’altro al mondo.” Questa frase, ora, mi rispecchia tantissimo.
In questo mese mi sono innamorata del mio presente, delle mie giornate e delle mie settimane in terra spagnola.
Mi sono innamorata della tranquillità che si respira di mattina, nel fine settimana. Mi sono innamorata dei palazzi bianchi che contrastano con il colore blu del cielo. Mi sono innamorata della disponibilità, del sorriso e delle risate dei mie colleghi al lavoro, della loro continua voglia di insegnarmi, della loro immensa pazienza nei miei confronti. Mi sono innamorata delle lingue straniere, degli sguardi curiosi dei turisti, delle loro domande strane e della loro voglia di scoprire Valencia. Mi sono innamorata delle cene fatte con le mie coinquiline, della pizza fatta in casa, del dolcino dopo cena e del telefilm visto alla televisione. Mi sono innamorata dell’aria di casa che si respira in questo appartamento, delle voci che si sentono quando apro la porta d’ingresso e delle risate continue.

Ma se devo essere sincera, dopo un mese esatto, c’è una persona di cui mi sono innamorata: me stessa.  Continua a leggere 31 giorni per innamorarmi di me stessa.

El Carnaval de Cádiz: canti, coriandoli e felicità

Febbraio è (quasi) alle porte e i negozi hanno già tirato fuori i travestimenti per i più piccoli.
L’Italia, l’Europa e il Mondo si preparano a dar via al Carnevale, uno dei momenti più divertenti di tutto l’anno.

Dato che, alcuni mesi fa, vi avevo mostrato alcune fotografie del Carnevale di Venezia nel mio articolo Venezia: il fascino del carnevale, oggi vi racconto il Carnaval de Cádiz.

Non ci vuole un genio per capire che sono totalmente affascinata da questa città circondata dall’oceano e posta a sud della Spagna ma, ammetto, di averla visitata solo d’estate e di aver scoperto da poco quanto il carnevale giochi un ruolo importante per los gaditanos, gli abitanti di Cadice.

El Carnaval de Cádiz, infatti, è una delle feste più vissute dalla città e uno dei carnevali più importanti di tutta la Spagna. C’è da precisare, però, che questo carnevale è in parte diverso a quello che abbiamo in mente noi quando si parla di sfilate, carri e coriandoli.

Per prima cosa, questo Carnaval de Cádiz dura ben 5 settimane ed è composto da due parti: la prima dura un mese e vede la presenza di un concorso mentre, la seconda parte, dura solamente una settimana ed è il carnevale tra le strade della città (come lo intendiamo noi, insomma).  Continua a leggere El Carnaval de Cádiz: canti, coriandoli e felicità

#TravelDreams2015

Mancano 17 giorni al 31 dicembre.
17 giorni al conto alla rovescia, ai brindisi, al desiderio da esprimere e alla notte più lunga da festeggiare.
Questi sono gli ultimi 17 giorni del 2014, gli ultimi per scrivere i buoni propositi, per fare la to do list e per concludere le ultime cose.
Tra 18 giorni saremo nel 2015 e un nuovo anno, un nuovo capitolo inizierà da capo.

Stamattina, comunque, mi sono svegliata pensando ai viaggi che vorrei fare in questo nuovo anno che arriverà tra 17 giorni.
Ho sempre amato viaggiare: organizzare, prenotare i voli, scegliere dove dormire, fare la lista di quello che vorrei visitare. Queste, sono cose che mi hanno sempre fatto sentire libera e poco importa se quel posto l’ho già visto e rivisto, ma preparare la valigia e prendere un aereo, sono cose che mi fanno sentire felice e… Leggera.

Ad ogni modo, prendendo spunto dall’ultimo articolo di Cristina di In ogni viaggio, mi lancio anch’io in questa lista dei miei Travel Dreams 2015 e spero di riuscire a mettere il ✔ accanto a più città possibili.  Continua a leggere #TravelDreams2015

Dicembre: il mio schermo dei ricordi

Ci siamo. Anche dicembre è arrivato, l’ultimo mese dell’anno.

Dicembre l’ho sempre paragonato come l’ultimo capitolo di un libro, quando sai che è l’ultimo e cerchi di leggerlo il più piano possibile per non arrivare in fondo.
Dicembre è il mese della neve, degli addobbi natalizi, della gente che passeggia con i regali incartati e delle musiche sotto i portici. A dicembre si respira sempre un’aria speciale, di felicità e di allegria. A dicembre sembra che il mondo sia più buono e sorridi, che poi sia la realtà questo non si sa.

Dicembre è il mese dei buoni propositi da scrivere, di tirare le somme di questo anno che sta per terminare.
Per quanto mi riguarda, io questo lo faccio praticamente sempre. All’inizio di ogni dicembre, mi metto davanti ad un foglio e scrivo i “buoni propositi” per l’anno che arriva: che siano cose che vorrei imparare, che siano momenti che vorrei vivere, che siano cose che vorrei cambiare. Non è detto che, durante il corso dell’anno, io riesca a farli tutti ma vederli scritti, è come se mi ricordassi di vivere di più, di affrontare le paure e di non rimandare a domani quello che potrei fare oggi.
Sono sempre stata la persona che ama organizzarsi, scrivere i punti da fare e mettere un “v” vicino nel momento in cui li realizzo.
Poi c’è la parte del tirare le somme, del guardarsi indietro ed analizzare l’anno quasi finito. Questa, poi, è la parte che amo di più.
Mi piace pensare di girarmi indietro, metaforicamente parlando, e vedere dietro di me tutti gli attimi vissuti. E mi piace vederli ripassare davanti e riviverli con la mente. Avete presente la puntata finale di Scrubs? Quando JD finisce il lavoro al Sacro Cuore, si volta indietro e quando esce vede proiettati tutti i suoi momenti futuri. Ecco, io immagino più o meno la stessa cosa ma io rivedo, in quello schermo, i momenti passati vissuti.

Allora, come adesso, ascolto nelle orecchie la musica di Ludovico Einaudi e mi guardo indietro. Continua a leggere Dicembre: il mio schermo dei ricordi

#Piemonte: la mia felicità

Se vi dico la parola “Piemonte”, a cosa pensate? Cosa vi viene in mente?

Io associo la parola “Piemonte” a casa mia. Nessun luogo, nessuna regione, nessuno stato è come il Piemonte. La mia casa. Perché io amo tutto del Piemonte: prima di tutto amo la sua posizione, tra montagna e mare. Amo il fatto di poter scegliere dove andare e andarci in fretta. Da dove vivo è tutto vicino: un’ora e sono in montagna, un’ora e sono al mare, quaranta minuti in treno (quando va bene) e sono a Torino, due ore e sono a Milano. Tutto vicino, tutto unito, tutto comodo.
Ma effettivamente non amo solo la posizione del Piemonte: amo la semplicità e l’unicità dei luoghi, amo la storia che questa regione regala, amo le tradizioni, amo la cultura, amo il modo di vivere. Continua a leggere #Piemonte: la mia felicità

I 24 anni: un nuovo capitolo da scrivere

Oggi è un giorno speciale.
Oggi è il mio compleanno.

Quando si tratta di compiere gli anni, sono sempre un po’ come una bambina che aspetta con ansia il momento in cui soffierà sulle candeline. Quando arriva il giorno del mio compleanno, sono al settimo cielo: saltello per la casa, batto le mani contenta, canto la canzoncina “tanti auguri a te…” e sorrido. Mi sento come il giorno di Natale, quando i regali sono posizionati sotto l’albero, mi sento come il giorno prima di una partenza. Felice ed emozionata.

Ed eccomi qui, quindi, a festeggiare i miei 24 anni.
In queste ore ho pensato tanto a quanto scorrono veloce gli anni, a come sembra ieri quando ho compiuto i 18. Penso alla persona che ero e alla persona che sono diventata. Continua a leggere I 24 anni: un nuovo capitolo da scrivere

Vacanza studio: esperienza da vivere

Ho sempre amato le lingue straniere.
Studiare altre lingue, diverse dal mio italiano, è sempre stata la cosa che più amavo fare a scuola. Più dell’italiano, più di geografia, più di matematica.
Io adoravo ascoltare l’insegnante parlare in un’altra lingua, mi meravigliavo quando vedevo gli interpreti impegnati nel loro lavoro e quando capitava l’occasione di andare all’estero, mi concentravo per capire se riuscivo a captare qualche parola in un discorso tra due nativi.
Quest’ultima cosa, poi, la faccio ancora adesso. Ma chi non la fa?

La prima volta che sono salita su un aereo per andare in vacanza studio era il 2006, avevo 15 anni e mezzo ed era il primo viaggio senza i miei genitori. Mi sembrava stranissimo partire ed andare a studiare. Ma insomma, che vacanze sono se si studia?
Eppure, dopo quell’anno, il viaggio all’estero per studiare è diventato un appuntamento al quale cerco di non mancare mai. Ogni volta che partivo era per me una sfida anche se, la maggior parte delle volte, salutare l’Italia era una cosa che proprio non riuscivo a fare. Al momento di attraversare i controlli, le due settimane che avevo davanti mi sembravano un’eternità. Facevo da subito il conto alla rovescia, quasi impaziente di rimettere piede in Italia, eppure quando mi trovavo lì, dopo qualche giorno, già non volevo più tornare.
E’ durante quei momenti che ho capito che per me viaggiare era importante, che io nella vita volevo fare questo e che volevo assolutamente parlare le lingue straniere.

Ma in questo “articolo”, in questo blog che parla di viaggi, voglio raccontarvi l’ultima vacanza studio: quella terminata qualche settimana fa, quella che mi ha portato a Cadice. Continua a leggere Vacanza studio: esperienza da vivere

A spasso per Madrid

Il mio viaggio in Spagna è iniziato con tre giorni a Madrid, la capitale. Pur avendola già visitata in passato, mi ha stupito ancora una volta e, al momento di andarmene, non volevo più partire.

MERCOLEDI’ 6 AGOSTO

I miei tre giorni a Madrid sono iniziati il 6 agosto quando, con l’aereo proveniente da Pisa, sono atterrata all’Aeroporto Madrid Barajas. La compagnia di volo Ryanair, con la quale ho viaggiato, permette di prenotare un transfer dall’aeroporto all’hotel, appartamento o qualsiasi luogo a cui siete diretti, pagando solo 12.00€, evitando così di prendere la metropolitana o un taxi. Questo servizio si prenota direttamente sull’aereo e, non appena atterrati, troverete l’addetto al transfer presso il punto di incontro dell’aeroporto; il nome dell’agenzia di transfer è transferamigo e il servizio è davvero ottimo.

Durante questi pochi giorni in terra spagnola, ho soggiornato presso l’hotel Holiday Inn Madrid Piramides, situato in un quartiere molto tranquillo e a 15 minuti a piedi dal centro della capitale. L’uscita della metropolitana è di fronte all’entrata dell’hotel (fermata piramides) e, da lì, si può prendere anche il treno de cercanías che permette di raggiungere l’aeroporto terminal 4 senza dover cambiare: nel caso in cui il vostro aereo parta da un altro terminal, c’è la possibilità di prendere un autobus gratuito che collega tutti i terminal dell’aeroporto Madrid Barajas.

Quando sono arrivata in hotel era già tardo pomeriggio e, dopo qualche tentennamento, ho lasciato la visita della città al giorno dopo: ero troppo stanca e, soprattutto, senza una cartina.  Continua a leggere A spasso per Madrid