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La Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia: tra arte, scienza e natura.

Da quando sono arrivata a Valencia, se c’è qualcosa che mi affascina, e al tempo stesso mi colpisce, è la Città delle Arti e delle Scienze.
Nonostante lo veda praticamente di continuo, nonostante sia la mia meta preferita durante le mie passeggiate al parco, questo piccolo angolo moderno mi affascina sempre.

Mi aveva già colpito la prima volta che ero stata a Valencia: la mattina presto, prima di partire per la destinazione seguente, avevo fatto tappa a vedere questa famosa Città delle Arti e delle Scienze e, nella tranquillità e nel silenzio del mattino, mi ero innamorata di questa zona così tanto diversa dal resto di Valencia.

Ora, un anno dopo, la Ciudad de las Artes y las Ciencias resta un punto fermo nella mia permanenza spagnola. La racconto migliaia di volte durante le mie giornate da tirocinante all’ufficio del turismo, mi riempe gli occhi durante il mio tempo libero e me la ritrovo davanti negli annunci pubblicitari in ogni angolo della città.
E nonostante questa “persecuzione” (nel senso buono, ovviamente).. Resto follemente innamorata di questa città dentro la città. 

Lontana dal centro storico e circondata dall’acqua, la Ciudad de las Artes y las Ciencias è un complesso architettonico moderno in cui l’arte, la scienza e la natura si uniscono perfettamente. Qui, nelle tre parti principali che formano questo piccolo mondo di 350.000 metri quadrati, potrete trovare:

  • l’Oceanografico: una città sottomarina che racchiude i principali mari e oceani del pianeta;
  • il Museo delle Scienze: un museo interattivo dove si può toccare e giocare con la scienza;
  • l’Emisferico: il cinema digitale 3D;

oltre all’Agora, uno spazio che ospita eventi e il Palau de las Arts Reina Sofía, un teatro d’opera.

Io ho fatto la visita ai tre “d’obbligo” e sono torna a casa entusiasta. Continua a leggere La Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia: tra arte, scienza e natura.

Il Festival Internacional del Viento colora il cielo di Valencia

Un mese esatto fa (sono in ritardo con le pubblicazioni, lo so), l’11 e il 12 aprile, il cielo di Valencia si è trasformato in uno spettacolo all’aria aperta da ammirare con il naso all’insù e gli occhi colmi di sorpresa.

Il perché è il Festival Internacional del Viento, uno dei migliori festival al mondo e l’unico di questo tipo in Spagna.
Si tratta di un festival, che si ripete ogni anno, in cui aquiloni colorati ed enormi svolazzano nel cielo sorvolando la Playa de las Arenas. 

La curiosità, la sorpresa e l’incredulità si uniscono travolgendo chiunque si trovi davanti questo cielo tutto colorato e pieno di aquiloni giganti.

Se avete in programma una visita a Valencia all’inizio di aprile, vi consiglio una tappa al mare per ammirare questa meraviglia.. A volte è bello tornare bambini! Continua a leggere Il Festival Internacional del Viento colora il cielo di Valencia

Il Bioparc: un angolo di Africa a Valencia

“Descubre el corazón de Africa en Valencia”, è questa la frase che si trova sul depliant del Bioparc di, appunto, Valencia.
Un piccolo angolo di Africa in una città spagnola, tra sangría e paella: è proprio vero che il mondo non smette mai di stupirti. 

Non sono mai stata una zoo addicted. Anzi, mi sono sempre chiesta perché l’uomo doveva rinchiudere dei poveri animali per il puro e solo scopo di vederli, di guardarli, di fotografarli e di analizzarli.
Però, ammetto, il Bioparc mi ha colpita.
Colpita e affondata.

Il bello di questo piccolo angolo di Africa è il fatto di vedere gli animali al loro stato naturale e, alcune volte, camminarci in mezzo.  Continua a leggere Il Bioparc: un angolo di Africa a Valencia

Vi presento la mia Valencia

Alla fine è arrivato, il wifi, nell’appartamento in cui vivo da ormai tre settimane.
Questa assenza obbligata dal mio blog mi ha fatto capire quanto sia importante per me, quanto ho voglia di scrivere e quanto questo piccolo mondo sia diventato parte della mia vita.
Vi scrivo adesso, quindi, nella speranza che non sia troppo tardi.

I miei primi giorni qui, anche se ormai sono già tre settimane, sono stati intensi, pieni di emozioni, momenti da vivere e scoperte, proprie di chi va a vivere in un posto completamente nuovo.
Ricordavo Valencia (c’ero stata due giorni l’anno scorso: prometto di scrivere un articolo anche su quel viaggio… Quando torno, però!), ma chissà perché la ricordavo un po’ grigia e un po’ moscia, ricordi sbagliati e di certo non indicati ad una città spagnola.

Valencia mi ha accolto di sera, con un vento caldo che mi ha accarezzato il viso appena scesa dall’aereo e una notte stellata. Mi ha accolto con le risate delle mie compagne di avventura, con la curiosità che ti prende gli occhi, come se si volesse captare ogni attimo, ogni secondo di ciò che si vive.

Ciò che sembra incredibile, per una persona come me che non è mai stata all’estero per così tanto tempo, è il fatto di poter visitare una città quando voglio, senza dover pensare  che tra una settimana si ritorna a casa. Faccio un po’ fatica ad abituarmi, quindi, al fatto di poter uscire una volta senza la macchina fotografica, di poter restare a casa un mattino e di non visitare un monumento in quel determinato momento perché, effettivamente, avrò un sacco di tempo per farlo. Perché davanti a quel monumento magari ci passerò altre mille volte, scatterò altre fotografie e visiterò altri luoghi.

Ad ogni modo, i miei giorni valenciani sono andati e vanno davvero alla grande. All’inizio sono passati un po’ lentamente, come normale che fosse, mentre adesso vanno così velocemente che nemmeno me ne rendo conto.
Tutto sta diventando un’abitudine: fare la spesa al Mercadona, la strada con le palme per andare in centro, la Plaza del Ayuntamiento e il traffico sotto casa. Alla fine il trucco sta in questo: abituarsi a quello che si vive, renderlo proprio senza dimenticarsi chi siamo, da dove veniamo e la nostra vita.

Dato che questo è un post introduttivo (mi sono resa conto di non potervi raccontare tutto in un solo articolo), vi racconto come vanno le mie giornate, chi sono le mie compagne di avventura e come si prospettano questi quattro mesi.

Pronti? Continua a leggere Vi presento la mia Valencia

Barcellona: a piedi per la città

Quando viaggio, una cosa che amo assolutamente fare è camminare tra le viuzze della città, perdermi per poi ritrovare un punto familiare, girare con la cartina in mano ed esplorare zone nuove e scoprire angoli sconosciuti.

Ho sempre amato camminare, mettere le scarpe da ginnastica, prendere la macchina fotografica e andare alla scoperta della città con le mie due gambe, dando un paseo – come direbbero gli spagnoli, con il naso all’insù e con gli occhi attenti e curiosi.
Proprio per questa ragione, nei miei quasi tre giorni di vacanza a Barcellona, ho deciso di (ri)scoprire la città interamente a piedi. Ho macinato chilometri, eccome, e alla fine avevo anche le gambe stanche ma credo che visitare un luogo attraverso i trasporti all’aria aperta, la bicicletta o – appunto – i propri piedi, evitando così la metropolitana, sia la scelta più giusta, più meravigliosa e più sorprendente da fare.
E anche più salutare.
Il mondo è così bello che merita davvero la pena consumare la suola delle scarpe.

Ma ora, dopo quest’introduzione, è con grande onore che vi presento il mio itinerario. Un itinerario in cui si toccano i punti fondamentali della città, si vedono i monumenti principali ma si cammina anche tra i quartieri più o meno conosciuti. Insomma, vi racconto la mia Barcellona a piedi. Continua a leggere Barcellona: a piedi per la città

El Carnaval de Cádiz: canti, coriandoli e felicità

Febbraio è (quasi) alle porte e i negozi hanno già tirato fuori i travestimenti per i più piccoli.
L’Italia, l’Europa e il Mondo si preparano a dar via al Carnevale, uno dei momenti più divertenti di tutto l’anno.

Dato che, alcuni mesi fa, vi avevo mostrato alcune fotografie del Carnevale di Venezia nel mio articolo Venezia: il fascino del carnevale, oggi vi racconto il Carnaval de Cádiz.

Non ci vuole un genio per capire che sono totalmente affascinata da questa città circondata dall’oceano e posta a sud della Spagna ma, ammetto, di averla visitata solo d’estate e di aver scoperto da poco quanto il carnevale giochi un ruolo importante per los gaditanos, gli abitanti di Cadice.

El Carnaval de Cádiz, infatti, è una delle feste più vissute dalla città e uno dei carnevali più importanti di tutta la Spagna. C’è da precisare, però, che questo carnevale è in parte diverso a quello che abbiamo in mente noi quando si parla di sfilate, carri e coriandoli.

Per prima cosa, questo Carnaval de Cádiz dura ben 5 settimane ed è composto da due parti: la prima dura un mese e vede la presenza di un concorso mentre, la seconda parte, dura solamente una settimana ed è il carnevale tra le strade della città (come lo intendiamo noi, insomma).  Continua a leggere El Carnaval de Cádiz: canti, coriandoli e felicità

Cádiz: la ciudad que sonríe

Sono sempre stata dell’idea che ciascuno di noi ha una città preferita, quella che non si dimentica mai, quella che si porta nel cuore. Io, da buona indecisa come sono, ne ho due. Le due città che si giocano il primo posto nel mio cuore ( ❤ ) sono Barcellona e Cadice. Sono due luoghi completamente diversi, già a partire dalla grandezza e dal numero dagli abitanti, ma entrambi hanno fatto breccia nel mio corazón e da lì non se ne vanno più. Ad ogni modo, in questo articolo, vi voglio parlare di Cádiz, la ciudad que sonríe (la città che sorride), una descrizione azzeccata per la città che fa sorridere per davvero. Ho scoperto Cadice due anni fa, in uno dei miei viaggi da sola: l’avevo scelta per il mare, per il fatto che fosse la città più antica di Spagna e per il fatto che, forse, lì non ci sarebbero stati tanti italiani. Ed effettivamente, due anni fa, avevo fatto una scelta super azzeccata. Cadice ti accoglie con il colore blu intenso del mare e, nelle giornate soleggiate, con l’azzurro del cielo; premetto che non l’ho mai vista sotto il cielo nuvoloso e grigio ma credo sia bella comunque. Essendo la città più antica di Spagna, ed essendo posta su un’isoletta collegata al resto della penisola con un ponte, Cadice è la classica cittadina caratteristica: vicoli stretti e lunghi, angoli antichi e monumenti storici. Se si va per fare “turismo”, non sono necessari molti giorni per visitarla, forse nemmeno due, ma se, al contrario, si vuole scoprire la città pian piano e respirando l’atmosfera, allora forse nemmeno due settimane saranno sufficienti. Continua a leggere Cádiz: la ciudad que sonríe

Jerez de la Frontera: due passi sotto il cielo azzurro

La città di Jerez de la Frontera, conosciuto a molti semplicemente come Jerez, si trova nella comunità autonoma dell’Andalusía. Premettendo che ho avuto la geniale idea di visitare questa città il 16 di agosto, con più di 35°, devo ammettere che Jerez mi è entrata nel cuore.
Sarà per l’aria di allegria che si respira, saranno i monumenti, la cultura, la storia e il passato, sarà perché volevo andarci da un sacco di tempo, ma a me, Jerez, mi ha colpito.

Situata a 4 ore circa, in treno, dalla capitale Madrid e a solo 35 minuti da Cadice, Jerez regala bellezza e ottima enogastronomia (soprattutto eno…)  a tutti coloro che la visitano.

Per quanto mi riguarda, ci sono stata solo un giorno e di questo, un po’, me ne dispiaccio. Sicuramente ci sarebbero state altre cose da visitare e da scoprire ma, purtroppo, il tempo corre troppo velocemente… Soprattutto quando si è in vacanza.

Partita dalla mia adorata Cádiz alle 9.40 del mattino (il biglietto solo andata costa €5,95), Jerez mi ha accolta alle 10.14 in una tranquillità surreale. La gente chiacchierava ai lati della strada, i bar erano ancora chiusi e, in centro, i turisti si guardavano attorno cercando scorci da fotografare.
Si riconoscono i turisti, quando vanno in giro; tutti concitati, tutti nascosti dietro alla macchina fotografica, tutti intenti a guardare una cartina e a programmare possibili itinerari.  Continua a leggere Jerez de la Frontera: due passi sotto il cielo azzurro

Vacanza studio: esperienza da vivere

Ho sempre amato le lingue straniere.
Studiare altre lingue, diverse dal mio italiano, è sempre stata la cosa che più amavo fare a scuola. Più dell’italiano, più di geografia, più di matematica.
Io adoravo ascoltare l’insegnante parlare in un’altra lingua, mi meravigliavo quando vedevo gli interpreti impegnati nel loro lavoro e quando capitava l’occasione di andare all’estero, mi concentravo per capire se riuscivo a captare qualche parola in un discorso tra due nativi.
Quest’ultima cosa, poi, la faccio ancora adesso. Ma chi non la fa?

La prima volta che sono salita su un aereo per andare in vacanza studio era il 2006, avevo 15 anni e mezzo ed era il primo viaggio senza i miei genitori. Mi sembrava stranissimo partire ed andare a studiare. Ma insomma, che vacanze sono se si studia?
Eppure, dopo quell’anno, il viaggio all’estero per studiare è diventato un appuntamento al quale cerco di non mancare mai. Ogni volta che partivo era per me una sfida anche se, la maggior parte delle volte, salutare l’Italia era una cosa che proprio non riuscivo a fare. Al momento di attraversare i controlli, le due settimane che avevo davanti mi sembravano un’eternità. Facevo da subito il conto alla rovescia, quasi impaziente di rimettere piede in Italia, eppure quando mi trovavo lì, dopo qualche giorno, già non volevo più tornare.
E’ durante quei momenti che ho capito che per me viaggiare era importante, che io nella vita volevo fare questo e che volevo assolutamente parlare le lingue straniere.

Ma in questo “articolo”, in questo blog che parla di viaggi, voglio raccontarvi l’ultima vacanza studio: quella terminata qualche settimana fa, quella che mi ha portato a Cadice. Continua a leggere Vacanza studio: esperienza da vivere

A spasso per Madrid

Il mio viaggio in Spagna è iniziato con tre giorni a Madrid, la capitale. Pur avendola già visitata in passato, mi ha stupito ancora una volta e, al momento di andarmene, non volevo più partire.

MERCOLEDI’ 6 AGOSTO

I miei tre giorni a Madrid sono iniziati il 6 agosto quando, con l’aereo proveniente da Pisa, sono atterrata all’Aeroporto Madrid Barajas. La compagnia di volo Ryanair, con la quale ho viaggiato, permette di prenotare un transfer dall’aeroporto all’hotel, appartamento o qualsiasi luogo a cui siete diretti, pagando solo 12.00€, evitando così di prendere la metropolitana o un taxi. Questo servizio si prenota direttamente sull’aereo e, non appena atterrati, troverete l’addetto al transfer presso il punto di incontro dell’aeroporto; il nome dell’agenzia di transfer è transferamigo e il servizio è davvero ottimo.

Durante questi pochi giorni in terra spagnola, ho soggiornato presso l’hotel Holiday Inn Madrid Piramides, situato in un quartiere molto tranquillo e a 15 minuti a piedi dal centro della capitale. L’uscita della metropolitana è di fronte all’entrata dell’hotel (fermata piramides) e, da lì, si può prendere anche il treno de cercanías che permette di raggiungere l’aeroporto terminal 4 senza dover cambiare: nel caso in cui il vostro aereo parta da un altro terminal, c’è la possibilità di prendere un autobus gratuito che collega tutti i terminal dell’aeroporto Madrid Barajas.

Quando sono arrivata in hotel era già tardo pomeriggio e, dopo qualche tentennamento, ho lasciato la visita della città al giorno dopo: ero troppo stanca e, soprattutto, senza una cartina.  Continua a leggere A spasso per Madrid