Il 2016, un viaggio dal panorama emozionante.

Mancano esattamente cinque ore al nuovo anno, le ultime cinque ore che ci separano da questo duemiladiciassette che è ormai alle porte.
Nelle ultime ore, credo di aver ripensato a quest’anno ormai finito un migliaio di volte e, ogni volta, compariva un dettaglio in più, un ricordo particolare, un momento di felicità.
E’ bello quando i ricordi arrivano, vuol dire che la vita è stata davvero vissuta.

Ormai lo sapete, quando si avvicinano le date “importanti”, quelle che stanno a significare un cambiamento, una cambio pagina, un nuovo capitolo, mi viene sempre da guardare indietro e tirare le fatidiche somme: le tiro, queste somme, il giorno del mio compleanno quando mi metto a pensare alla persona che ero e alla persona che sono diventata e le tiro, sempre queste somme, anche il 31 dicembre di ogni singolo anno proprio per riassumere trecento e più giorni, per ricapitolare il tutto e chiudere il libro.

L’anno scorso, il trenta di dicembre del duemilaquindici, scrivevo dell’anno appena trascorso, raccontavo di quando si chiude il libro e lo si posa sulla mensola, quella che prende sempre la polvere, anche se passi lo straccio una volta alla settimana durante la routine delle pulizie.
Quella mensola prende la polvere e non ci puoi fare nulla: anche passassi lo straccio ogni giorno, quella mensola avrebbe sempre la polvere. Ed è odioso quando la polvere si posa sulle tue cose, sembra rovinarle, sempre che il tempo le voglia mettere nel dimenticatoio invece di custodirle come un oggetto raro.
E il passato è un oggetto raro, è l’insieme delle esperienze che ci rendono le persone di oggi.

Se il libro del duemilaquindici pesava come un mattone, questo del duemilasedici ne pesa il doppio ed è, molto probabilmente, molto più spesso di quello precedente.
Forse va così, nella vita, forse ogni anno si fanno più esperienze, si vivono più momenti e il bagaglio personale sicuramente si fa, giorno dopo giorno, sempre più pesante.
Il libro del duemilaquindici aveva come titolo “Emozioni”, questo del duemilasedici lo voglio intitolare “Cambiamenti“.
Cambiamenti, il mio duemilasedici lo posso riassumere con questa parola.
E’ stato un anno di quelli che non puoi scordare, di quelli dei colpi di scena, di quelli in cui la vita ti sorprende quando meno te l’aspetti, di quelli in cui prendi delle strade senza sapere a dove ti porteranno.
Eppure il paesaggio, lungo la strada, è davvero bellissimo.

Il duemilaquindici mi aveva cambiata interiormente, un viaggio di quattro mesi in Spagna e la perdita dell’Amica più Amica che ci fosse, erano stati capitoli troppo intensi per poterli superare indenne.
Ne ero uscita, certo, un po’ a tentoni ma ne ero uscita: dal viaggio con una consapevolezza maggiore, dal lutto col cuore distrutto ma con una forza incredibile dentro me.
E’ che la vita ti cresce, ti modella, ti porta ad essere la persona che è destino che tu sia. Come lo faccia, con che metodi ti voglia insegnare la lezione… Beh, quella è un’altra storia.

Il duemilasedici, invece, è stato l’anno dei cambiamenti nella mia vita, è stato l’anno in cui tutto scorre così velocemente che nemmeno te ne rendi conto e in un attimo, appunto, siamo arrivati al tirare le somme e a festeggiare tra meno di sei ore.
Mi mancherà questo duemilasedici, mi è piaciuto talmente tanto che mi mancherà.
Riguardo ai viaggi, in quest’anno non sono riuscita a viaggiare quanto avrei sperato ma, come sapete, il tempo è sempre quello che è, i soldi pure e, insomma, si fa quello che si può.
Eppure ad inizio anno sono volata a Valencia, per un back to the past, e mi sono innamorata di nuovo, per l’ennesima volta, di una città che mi ha regalato davvero tanto. Poi sono riuscita a visitare Como e a passeggiare lungo il suo lago e, dopo qualche mese, sono riuscita a fare un week-end sul Lago d’Orta dove ho scoperto un sacco di luoghi davvero meravigliosi. E infine, per concludere bene l’anno, sono appena tornata da quattro giorni a Bacău, la città d’origine della mia dolce metà.
Non ho viaggiato molto, lo riconosco, eppure ho vissuto così intensamente queste piccole fughe dalla realtà che non ho sentito il bisogno di andare da altre parti. Mi sono bastati questi week-end di relax uniti ad un sacco di passeggiate tra le vie di Torino per sentirmi bene e felice.
E credo che sia la cosa più importante, quella di stare bene con noi stessi nella nostra quotidianità.

Dal punto di vista personale, invece, questo duemilasedici mi ha regalato davvero tantissimo: un lavoro che amo e un contratto a tempo indeterminato, un amore incredibilmente forte e una convivenza che mi rende felice ogni giorno di più, le amicizie importanti, speciali che non se ne vanno mai nonostante la lontananza, le vite differenti e i pochi momenti per vedersi, la famiglia e il loro supporto incondizionato.
Un anno davvero ricco dal punto di vista emotivo, un anno che mi ha cambiata, che mi ha portato ad essere la persona che sono, che mi ha lanciata verso un futuro più vivido e vero che mai.
La mia Amica Marti diceva sempre che uno se lo sente quando percorre la strada giusta, quando la strada che sta percorrendo è davvero quella creata per noi. Marti diceva sempre che è un’emozione diversa, che ce lo sentiamo nel cuore quando è la strada giusta.
Ed aveva ragione, come sempre.
Io me lo sono sentita di fare determinate scelte, senza chiedermi troppo il perché, è stato come un impulso dettato, appunto, dal cuore. E credo che scelta più giusta non ci sia, se non scegliere sempre quello che ci sentiamo dentro.

E il blog? Beh, quest’anno Attimi e Pillole di Viaggio ha raggiunto livelli esageratamente alti e la soddisfazione è davvero alle stelle.
Prima del duemilasedici nemmeno sapevo cosa volesse dire essere letta da più di ventimila persone e invece è accaduto. E forse non sono chissà quali numeri per gli altri ma per me, per il mio piccolo, per il mio sogno, sono davvero tantissimi e non posso che sentirmi felice ed entusiasta del livello raggiunto.
E’ stato un anno in cui ho scritto tanto, tantissimo anche se non sempre con una cadenza regolare: è stato come quando cerchi di seguire il tuo sogno e ce la metti tutta, senza mollare mai. E allora ti ritrovi a scrivere alla sera dopo una giornata di lavoro, o a pensare ad un possibile articolo mentre sei in coda in macchina o a modificare le foto nel buio nella notte (sono certa che tu, amic@ di blog che leggi, sai di quello che sto parlando).
E’ impegnativo, certo, ma sono compromessi che si fanno per raggiungere la felicità.

Mancano meno di sei ore allo scoccare della mezzanotte e i vicini di sotto hanno già acceso la musica a tutto volume.
A volte lo spirito di festa, di allegria, di entusiasmo è davvero contagioso. Anche se stai ancora scrivendo un articolo, bevi tè caldo da una tazza con la cannuccia e mangi i tuoi biscotti preferiti.
Poco importa se per te il tempo sta rallentando e sei nel tuo mondo, fuori la gente comincia a festeggiare per questo anno che se ne va.
Il duemilasedici se ne va e io non voglio che ne se vada.
Ho sempre questo maledetto problema: di lasciare andare le cose che mi sono piaciute, che mi hanno reso felice per il futuro incerto, perché “chissà come sarà questo nuovo anno“.
Non lo so, non ho la minima idea di come sarà questo duemiladiciassette che è alle porte. Non lo so e, a dir la verità, nemmeno lo voglio sapere.
Lasciamo scorrere il tempo e scopriamolo poco alla volta, come sarà questo nuovo anno.

Per ora continuo a bere il mio tè pensando a quante cose ho vissuto in questo duemilasedici, a quante cose ho imparato e di quante cose mi devo davvero sentire grata e fortunata.
Ci pensavo poco fa, a quanto sono fortunata ad avere tutto quello che ho nella vita: un papà, una mamma, una nonna novantenne e un fidanzato meraviglioso.
Non darò mai per scontato tutto questo anzi, sono tremendamente grata alla vita per averli al mio fianco, ogni giorno della mia vita.
E poi pensavo a tutte le cose che ho imparato quest’anno, come per esempio ad amare senza la paura che finisca, a sentirmi soddisfatta di me stessa, a credere nelle mie capacità, ad apprezzare gli obiettivi raggiunti perché sì, me lo merito.
E tutto questo, tutti questi piccoli tasselli si uniscono per formare la persona che sono e che, anno dopo anno, divento.

Tutto questo, tutte ste millequattrocentotrentaquattro parole per augurarmi e augurarvi un anno incredibilmente bello.
E lo so, per augurarvi buon anno bastava lasciarvi un messaggio semplice, semplicissimo ma, lo sapete, io non sono capace di riassumere, io scrivo scrivo scrivo e poi a voi tocca leggere.
Ma prendetemi così, non sono poi così male.

Quindi buon anno.
E grazie, davvero.
Grazie per esserci sempre, grazie per lasciarmi un commento, grazie per leggere silenziosamente, grazie per i vostri messaggi pieni di affetto e ammirazione.
Grazie.
Grazie perché le mie vittorie sono anche le vostre.
Grazie.
Grazie per rendere realtà il mio sogno.
Grazie.

Vi auguro un anno incredibile, un anno tutto da scrivere e poi da rileggere, un anno pieno di felicità, un anno in cui vi sentirete esattamente voi e sulla strada giusta.
Ovunque voi siate, buon anno.
Ovunque voi siate, sorridete e mettetevi in cammino verso la vostra strada, verso ciò che più desiderate: avete un anno tutto per voi davanti, non arrendetevi mai.

Con tutto l’affetto del mondo,
Enrica

“Un cappello di ricordi
travolto dall’uragano della vita.
Esporsi, continuamente,
a sferzate di pioggia e grandine.
E morire, senza mai morire davvero.
Sensazione
d’aver trovato il giusto incastro
nell’enigma del mondo,
ritrovando infine la via giusta,
varcando di nuovo,
la soglia di Me.
Sono a casa,
stessi abiti,
diversi contenuti.
Nell’aria
la possibilità d’un respiro puro.
Nel cuore
la speranza di non smarrirmi più.”

tratto da La Ruggine della rosa
di Martina Cora (1989 – 2015)

Dedico a te ogni mia vittoria.
Buon anno, Marti.
Ti voglio bene.

 

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4 pensieri su “Il 2016, un viaggio dal panorama emozionante.”

  1. Che emozioni Enrica! Non riesco neanche ad immaginarmi come sia perdere un’amica così importante, ma credo che alla fine il 2016 abbia voluto regalarti qualcosa per compensarti della cosa enorme che l’anno prima ti aveva tolto. Le persone, le cose, le emozioni belle vanno e vengono, ma si reincarnano sempre in qualcos’altro, perché è giusto così, perché ognuno di noi si merita il bello e il buono, nella vita.
    Non aver paura del 2017 perché la vita è un flusso continuo! Da domani non cambierà niente, non sarà una vita diversa né ci saranno ostacoli da superare. Impegnati ad amare la vita come già stai facendo magnificamente, e tutto andrà bene!
    Ti mando un forte abbraccio e ti auguro tutto il meglio. A presto! 🙂

    1. Grazie per il tuo messaggio meraviglioso, Agnese.. Mi hai commossa, ce l’hai fatta! 😀 Hai ragione, sono convinta anch’io che la vita abbia voluto regalarmi tante belle persone ed emozioni proprio per colmare il grande vuoto lasciato dalla perdita della mia Amica. Io ne sono convinta!
      Ti auguro un anno incredibilmente bello, ricco di viaggi, sorprese ed emozioni.
      Un abbraccio enorme! :*

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