Ottobre: una pioggia colorata di emozioni.

Caro ottobre, ma quanto mi hai sorpreso?
Sei stato davvero incredibile, uno di quei mesi in cui non sai cosa aspettarti, sei sempre nell’incerto e poi, in un attimo, la vita arriva e ti travolge, lanciandoti quella palla buona, la migliore, quella che aspetti da sempre.

Ottobre è iniziato con la stessa illusione e incertezza che hanno contraddistinto la fine di settembre, quella sensazione di star vivendo qualcosa di davvero bello ma con la paura che, da un momento all’altro, qualcosa possa portartelo via.
E’ iniziato così, il mio ottobre, con giornate prima calde calde poi fredde fredde, con quella sensazione di star vivendo un presente fin troppo bello per essere tuo e che, davvero, ti fa domandare se realmente te lo meriti e se non scapperà da un momento all’altro.
La cosa bella è che, questa volta, questo presente così splendido non è scappato, non mi è sfuggito di mano come già capitato in passato e ora me lo sto vivendo al massimo, al cento per cento senza riserve, donando tutta me stessa.

Questo ottobre così sorprendente mi ha portato un contratto e, ancora di più, mi ha portato un contratto a tempo indeterminato. Io non la so spiegare la sensazione che si prova nel ritrovarsi davanti la lettera di assunzione, nel leggere con attenzione quella lettera e vedere in grassetto la parola tempo indeterminato. E’ davvero qualcosa di sconvolgente, una sensazione di incredulità e sorpresa che prende il cuore, nasce da dentro per poi esplodere.
E alla fin fine, davvero, ancora non mi sembra vero. Mi sembra davvero incredibile che sia capitato a me, questo contratto a tempo indeterminato, qualcosa che non speravo nemmeno più arrivasse. E’ un po’ come quando aspetti, aspetti, aspetti e poi, d’improvviso sembra che tutto torni nell’ordine prestabilito, che tutto vada come realmente deve andare. E così è stato anche per me, in quest’occasione, quando ho aspettato così tanto, ho mandato talmente tanti curriculum che ormai avevo perso il conto. E poi, la sorpresa: il lavoro che ho sempre sognato di fare, il contratto e poi la sicurezza di un futuro. Perché alla fin fine è davvero così: nel momento in cui ho firmato quella benedetta lettera di assunzione, è stato come se tutte le paure del “poi” fossero svanite improvvisamente e il futuro fosse diventato più chiaro, più roseo, più semplice.
Ed è una sensazione bellissima, incredibile e davvero emozionante.

Quindi questo ottobre mi ha portato un contratto e un lavoro che mi piace davvero un sacco: lavorare in hotel, nel mondo del turismo, è sempre stato qualcosa che mi ha tremendamente affascinato. Mi piace incontrare persone da tutto il mondo e che arrivano, chissà per quale motivo, in quell’albergo, trascinando valige, borse e zaini. Si incontrano talmente tante persone diverse che ti viene da pensare che è davvero bella la diversità nel mondo, nelle persone, nei modi di essere. Si incontrano viaggiatori, lavoratori, genitori che vengono ad abbracciare i figli lontani: è bello vedere le emozioni sui loro volti, vedere come trasmettono la loro felicità, vederli così emozionati e felici.
Il bello del lavoro alla reception è proprio questo: incontrare persone differenti, trovarsi di fronte emozioni contrastanti, vite e storie diverse.

Le mie giornate di ottobre, quindi, sono state davvero piene: uscire di casa per andare al lavoro, tornarci e avere sempre un mucchio di cose da fare.
Però mi piace, eh, eccome se mi piace.
Non sono riuscita a viaggiare molto ma ho fatto un sacco di cose davvero belle e divertenti. Agli inizi di ottobre sono stata all’evento Street Food al Palavela di Torino: è stata una giornata davvero bellissima, nonostante il freddo che entrava nelle ossa, che mi ha trasportata in diversi posti del mondo. Profumi, suoni, parole e prodotti da ogni angolo del pianeta mi hanno riempito il cuore, i polmoni e lo stomaco, soprattutto lo stomaco, con una sensazione di far parte davvero di questo mondo speciale e così diverso. In quattro ore, quindi, sono riuscita a mangiare la mia tanto adorata focaccia ligure, un maxi hamburger americano con patatine, un churro con nutella del Sud America e, per finire in bellezza, le caldarroste della zona.
Non male, vero?
Due settimane fa, invece, sono stata all’Acquario di Genova visto che l’ultima volta che c’ero stata, avrò avuto più o meno otto anni. O forse anche meno. Insomma, una piccola gita in Liguria per tornare bambini, per perdersi tra le acque degli oceani e ammirare i piccoli pesciolini tutti colorati. Mi è davvero piaciuto un sacco e spero di tornare presto a Genova per visitarla tutta perché, davvero, mi ispira tantissimo.

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Il giorno dopo l’Acquario, invece, sono andata a visitare una fabbrica del cioccolato presente qui in Torino: la meraviglia.
Avete mai visitato una fabbrica del cioccolato? E’ qualcosa di davvero magico, oltre che buono, da far venire l’acquolina in bocca appena entrati e da meravigliarsi di tutto il processo produttivo. Ammetto che ero molto ignorante in materia ma, per fortuna, ho colmato questa lacuna (anche con un sacco di cioccolatini). Se siete interessati a questo tipo di esperienza e capitate a Torino, non potete non andare alla fabbrica del Cioccolato Peyrano, situata in corso Moncalieri 47: è necessaria la prenotazione, dal lunedì al venerdì.

Inutile dire che, questo ottobre, mi è piaciuto davvero un sacco: è il mese delle foglie gialle e rosse, delle camminate nei parchi respirando l’aria fredda e umida. Ottobre è stato il mese delle sorprese, come quando guardi fuori alla finestra e vedi la città avvolta dalla nebbia, come quando al semaforo alzi gli occhi e il cielo sembra colorato da dei pastelli o come quando camminando al parco, i colori accesi degli alberi ti trasportano in una realtà quasi lontana da quella vera.

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Se ottobre è stato così sorprendente nella mia vita, poco lo è stato per il blog che, purtroppo, ne ha risentito di queste novità, momenti impegnativi e corse di qua e di là. E mi dispiace, davvero, perché Attimi e Pillole di Viaggio è la mia grande soddisfazione e mai e poi mai vorrei metterla da parte. Quindi continuerò a scrivere, spero più spesso, anche nel mese di novembre che ormai è iniziato da cinque giorni.

Cosa mi aspetta a novembre, quindi?
Non lo so, sinceramente, ma spero sia sorprendente come questo ottobre. Novembre è da sempre uno dei miei mesi preferiti: è il penultimo capitolo dell’anno, l’aria comincia a farsi fredda, le giornate più corte e ci avviciniamo pian piano al mese del Natale. E’ come se le persone aspettassero questi ultimi due mesi per fare tutto quello che non si è fatto, per compiere gli ultimi buoni propositi, per terminare in bellezza un anno che è davvero volato, almeno nel mio caso.
Novembre inizia quindi con il mio compleanno, che sarà esattamente tra due giorni, e io, come sempre, sono al settimo cielo: quando si tratta di ricevere i regali, festeggiare con amici e parenti, per me è la felicità vera e propria – mi rendo conto di essere ancora un po’ bambina, da questo punto di vista.
Ma che ci posso fare?
Amo vedere accanto a me le persone della mia vita, felici, allegri e uniti, come se il tempo non passasse mai, come se l’amore crescesse ogni giorno di più.

Questo novembre sarà speciale, non so perché, ma me lo sento.
Sarà che questo 2016 mi è piaciuto un sacco, sarà che questi ultimi mesi sono stati sorprendentemente incredibili, sarà che, ora come ora, vivo davvero a pieno e felice questo presente.
E mi guardo intorno e non posso fare altro che sorridere.

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4 pensieri su “Ottobre: una pioggia colorata di emozioni.”

  1. Sai una cosa? Non mi stupiscono tutte queste cose positive, anzi. Te le meriti sicuramente ed era solo una questione di tempo ❤
    Ti faccio ancora tanti auguri per il tuo compleanno e ti auguro un novembre ancora più bello. Un abbraccio. ❤

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