Partenze, emozioni e pensieri.

[Articolo scritto alle ore 11.30]

Sono seduta di fronte al mare, con in mano il mio quadernino rosso e la penna nera con la quale, solitamente, butto giù quegli articoli che nascono prima sulla carta e poi sul computer. Non sono tanti, a dir la verità, la maggior parte dei miei articoli nascono direttamente digitando velocemente sulla tastiera del pc, come se fossi travolta da un fiume in piena. Un fiume di emozioni e pensieri.
Anche questa volta è così solo che la mano è decisamente più lenta dei pensieri, soprattutto quando sei seduta con le gambe incrociate, i capelli che volano davanti agli occhi e una borsa come tavolo.

Il mare ha sempre avuto un effetto tranquillizzante su di me, ha sempre avuto la capacità di mettere a tacere i pensieri nella mia mente e trasformare tutto in una semplice tranquillità e serenità.
E’ come se, di fronte al mare, tutto sparisse e rimanesse solo il mio essere, semplicemente me stessa.

Questi giorni sono stati un po’ così, un po’ turbolenti, come quando non sai mettere a freno le emozioni e ne vieni travolta totalmente. E quando è così, è, per la maggior parte delle volte, qualcosa di negativo.
Forse le emozioni sono positive ma quello che ne scatena è qualcosa di inarrestabile, forte e distruttivo.
Guardo il mare, l’andare e il venire delle onde e mi chiedo se avevo davvero bisogno solamente di questo per stare bene.
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