Un viaggio per un ritorno al passato

Si dice che, quando si è stati felici in un certo luogo, alla fin fine si ritorna sempre lì.
Forse è per questo che, anche quando si è lontani, si ritorna a casa, nel luogo in cui siamo cresciuti nonostante sia ormai lontano dalla nostra vita e dal nostro futuro.

Io, personalmente, sono proprio così.
Ed è per questo che, dopo essere stata per un mese a Barcellona nel 2011, ci sono ritornata nel 2012 e poi nel 2015, e dopo aver scoperto Cadice nel 2012 ci sono tornata anche nel 2014. Va così anche questa volta quando, domani sera, prenderò l’aereo per tornare a Valencia.

Stamattina, quando piegavo i vestiti da mettere nel bagaglio a mano, cercavo di focalizzarmi sulle aspettative che nella mia testa mi stavo creando in vista del ritorno al passato, chiamiamolo così.
Ormai sono passati più di cinque mesi dalla fine del capitolo Valencia, dalla fine di quell’esperienza meravigliosa che mi ha arricchito il cuore, l’animo e il mio essere. Sono passati cinque mesi ma, a dir la verità, a me sembra passato un secolo.
Diverse volte, in questi cinque mesi, ho riletto gli articoli, i pensieri e le parole che scrivevo laggiù, sul divano di quell’appartamento dalle pareti bianche e il corridoio lungo. E quando rileggo quelle frasi, mi rivedo a digitare velocemente sulla tastiera, a volte anche con forza come a non far scappare via i pensieri, come a catturarli per sempre.

La sensazione che provo oggi pomeriggio è strana.
Dopo aver preparato la valigia, dopo aver preso in mano di nuovo la cartina di Valencia, mi sono seduta sul letto a fissare il vuoto. Lo faccio spesso, soprattutto quando ho troppi pensieri ed emozioni che affollano la mente.
Sono sempre un po’ pensierosa prima di partire per un viaggio, corto o lungo che sia. Sono sempre un po’ emotiva e pensierosa, come se prendere quell’aereo mi portasse verso una felicità nuova e verso una nuova Enrica che crescerà dopo quel viaggio, che imparerà qualcosa e che, passo dopo passo, metterà un mattoncino in più per costruire il suo essere.

Cinque e più mesi fa tornavo da Valencia ma, ancora più importante, nove e più mesi fa partivo per quelle sedici settimane lontane dall’Italia.
In quei quattro mesi a Valencia, in quelle giornate che passavano così velocemente, in quelle settimane che erano sempre caratterizzate dalla felicità e dalla serenità, mi ero sentita così a casa da non voler tornare alla mia vera casa qui in Italia.
La felicità era l’emozione predominante, la sensazione di sentirsi nel posto predestinato a me stessa, il mio posto nel mondo. Mi sentivo la persona giusta nel posto giusto.

Domani tornerò a Valencia, dopodomani camminerò di nuovo tra le sue strade, cercherò le emozioni vissute: emozioni che ora sono state coperte da altre emozioni e da altri pensieri. Eppure sono sempre lì sotto e, già lo so, verrò travolta dai ricordi.
Mi sono promessa, quindi, di voler passeggiare nel parco come facevo quando vivevo là, di fermarmi sotto la finestra della mia vecchia camera e ricordarmi quando, proprio da quella finestra, guardavo le macchine passare veloci sotto.
Mi sono promessa di percorrere le strade che percorrevo con le mie (ex) coinquiline, di guardare le vetrine e di fermarmi nella piazza a guardare il cielo.
Mi sono promessa di incontrare gli amici, di riabbracciare i colleghi del lavoro e di andare a comprare qualcosa in quel negozio che tanto mi piaceva.
Mi sono, insomma, promessa di rivivere gli attimi felici che hanno caratterizzato quelle sedici settimane.

E prima, mentre prendevo la macchina fotografica e la mettevo in borsa, mi sono fatta una promessa, la più grande di tutte: mi sono promessa di non farmi travolgere dalla nostalgia, di non sentirmi persa di fronte a tutte le emozioni e i ricordi che mi travolgeranno.
Mi sono promessa di non voltarmi a cercare le amiche, di non aspettarmi di trovare la stessa Enrica e di provare le stesse sensazioni.

Nonostante questi pensieri, una certezza nel mio cuore ce l’ho.
La certezza di sapere che, domani sera, quando scenderò dall’aereo, potrò respirare l’aria di Valencia e sentirmi a casa.
Nonostante il tempo sia passato, nonostante non sia più l’Enrica di un anno fa, nonostante non abbia accanto a me le mie adorate (ex) coinquiline.
Respirerò a pieni polmoni e mi farò travolgere da quella sensazione che si prova quando si ritorna in un posto in cui si è stati felici e che abbiamo chiamato casa.

Valencia, estoy llegando.

2015-07-17 00.55.40
“Come se prendere quell’aereo mi portasse verso una nuova felicità e verso una nuova Enrica che crescerà dopo quel viaggio, che imparerà qualcosa e che, passo dopo passo, metterà un mattoncino in più per costruire il suo essere.”

 

 

Annunci

3 pensieri su “Un viaggio per un ritorno al passato”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...