Venticinque chili di felicità.

Sono passati esattamente venticinque anni e un giorno dal momento in cui sono venuta al mondo.
Sono nata il 7 novembre del 1990, alle 11.10 del mattino, in una giornata di sole che, la maggior parte delle volte, a Novembre, in provincia di Cuneo, viene coperto dalle nuvole e dalla nebbia.
Da bambina sembravo una bambola: avevo gli occhi azzurri, i capelli biondi e un sacco di boccoli che, poi col passare del tempo, sono andati persi.

Sono passati esattamente venticinque anni e un giorno dal momento in cui sono venuta al mondo ed è stato quasi inevitabile pensare, in questi giorni, alla persona che sono diventata.
Insomma, i venticinque anni segnano l’arrivo al primo quarto di secolo, segnano il momento in cui, dal prossimo anno, sarai maledettamente vicina ai trenta. E si sa, i trenta spaventano.
Allora in questi giorni, durante i miei viaggi in treno da pendolare, tra corse per arrivare in tempo e sguardi fissi fuori dal finestrino, mi sono trovata spesso a pensare se sono diventata la persona che, anni fa, avrei voluto essere nel momento in cui sarei arrivata ai famosi venticinque.
Non so per quale strano motivo ma, quando ero più piccola, mi immaginavo a venticinque anni con un lavoro super importante (l’autostima prima di tutto!), di quelli in cui giri e viaggi con la borsa del computer, i tacchi alti e il tailleur; mi immaginavo con i capelli lunghi e con i boccoli (ed ecco che ritornano), magra e bella, bellissima. Poi immaginavo anche un fidanzato, l’amore della vita e una felicità da riempire il cuore (si sa, sogno sempre l’happy ending).
Avendo avuto per anni un’immaginazione così forte, è stato quasi inevitabile arrivare ai venticinque e chiedermi: come sono realmente oggi? Sono davvero la persona che immaginavo e che sognavo di essere?
Non ho un lavoro super importante, non giro con la borsa del computer e con il tailleur.. Però metto i tacchi che, insomma, è già qualcosa, punto per me. Non ho i capelli lunghi, per far venire i boccoli devo passare ore in bagno e, in inverno soprattutto, i miei capelli vanno sempre ovunque tranne dove voglio e come pretendo che stiano. Ma questo è un problema di quasi tutte le donne, lo so.
Per quanto riguarda poi la faccenda del fidanzato, dell’amore della mia vita e della felicità da riempire il cuore.. Bah, meglio lasciar perdere. Temo che Cupido mi abbia preso di mira e si diverta a lanciare frecce un po’ così, come capita-capita. Avrà perso qualche decimo nella vista o è tremendamente crudele.

Insomma, in questi giorni mi sono messa a pensare alla persona che ero e alla persona che sono diventata, e mi sono resa conto di essere cambiata, di essere cresciuta e di averlo fatto in meglio.
Ho questa abitudine di guardare indietro, di guardare la vita trascorsa, le scelte fatte, i capitoli vissuti e i momenti principali della vita. E mi piace voltarmi e vedere tutta la strada fatta: una strada percorsa, in salita e in discesa, una strada con qualche bivio dove scegliere e mi piace tanto, tantissimo guardare indietro, voltare la testa e vedere quanto sono cambiata, soprattutto mentalmente.

L’avete mai fatto? Mettere a confronto il vostro io del passato e il vostro io del presente? In questo periodo sto leggendo un libro in spagnolo che si intitola “El mundo amarillo“: un piccolo libro che regala consigli su come vivere meglio la vita, su come cercare di essere felici sempre con le piccole cose quotidiane. Sembra incredibile ma, a volte, questi libri possono servire.
E sono rimasta colpita da un paragrafo in cui spiegava come, la maggior parte di noi, incolpa il nostro io del passato per aver fatto scelte sbagliate, per essere arrivati ad un certo punto; semplicemente spiegava che le scelte sbagliate di oggi possono essere le scelte giuste di domani e bisogna accettare chi siamo ora, senza aver paura della persona che siamo diventati oggi con le scelte di ieri.
Ed è tremendamente vero.
Quante volte ci incolpiamo per scelte fatte in passato? Quante volte pensiamo “se avessi fatto diversamente, ora non sarei qui“? Eppure se in quel determinato momento abbiamo preso quella scelta era perché la consideravamo giusta per noi, perché era quella che semplicemente ci rendeva felici.
Alla fin fine cerchiamo sempre, anche solo inconsciamente, la felicità.

Dopo aver letto quelle poche frasi in spagnolo, ho cominciato a guardarmi riflessa nel finestrino del treno in un modo diverso. Tendo ad essere critica con me stessa, a pretendere sempre il meglio da quello che faccio e da quella che sono. E quella sera, in quel finestrino, ho sorriso da sola a pensare che si stavano avvicinando i venticinque anni ed ero lontana anni luce dalla persona che immaginavo di essere.

I venticinque anni, ora, sono arrivati e, con loro, una ventata di felicità.
E’ incredibile come, per me, il compleanno sia un toccasana. Alla fine, è vero, ho messo un numero in più accanto al due ma, nonostante passino gli anni, sono sempre la solita bambina dai capelli biondi e gli occhi azzurri che aspetta con ansia la propria festa.
Allo scoccare della mezzanotte, quando l’orologio ha segnato le 00.00 del 7 novembre, ho desiderato a me stessa di essere felice e di vivere il mio giorno, il mio compleanno con la stessa felicità con cui l’ho sempre vissuto.
E sono contenta di esserci riuscita.

Ieri, il 7 novembre del 2015, ho festeggiato me stessa ma, soprattutto, ho festeggiato la vita.
Ieri, come non mai, ho ringraziato tutto quello che di più bello la vita mi ha regalato per un giorno così speciale e vissuto così tanto intensamente. Mi sono trovata a ringraziare la vita per aver, ogni giorno, un tetto sotto il quale dormire e un piatto sempre pronto quando ho fame. Sembra normalità, è una cosa che diamo per scontato ma quanti compleanni vengono celebrati nella povertà?
Ho ringraziato la vita per aver festeggiato con i miei due genitori, per averli sempre al mio fianco, per poter ridere con loro e per abbracciarli ogni volta che voglio. Ho ringraziato la vita per aver avuto, anche quest’anno, la possibilità di sentirmi dire “tanti auguri” dalla mia nonna quasi novantenne: farla ridere, parlare con lei e aiutarla ad alleggerire il peso della vecchiaia è un regalo che riempie il cuore.
Ho ringraziato la vita per avere una chitarra da suonare, la capacità di far vibrare quelle sei corde e la semplicità nel farlo.
E ieri sera, quando attorno a me, avevo amici che mi festeggiavano, che mi riempivano il cuore di allegria e di felicità, mi sono resa conto di aver davvero tutto dalla vita, che realmente non mi manca nulla.

E forse non sono diventata la venticinquenne che pensavo di diventare, forse non ho la certezza di un lavoro sicuro o un fidanzato che mi porta a cena fuori ma ho altre mille cose più belle e più emozionanti ancora.
Sono orgogliosa di essere diventata la persona che sono, tra le insicurezze e le difficoltà, tra i momenti belli ed emozionanti. Sono orgogliosa di essere la venticinquenne che si commuove a leggere una lettera di un’amica, a sentire gli auguri via WhatsApp della migliore amica lontana o che continua ad esprimere un desiderio mentre soffia sulla candelina.
E voglio restare esattamente così, nonostante il passare degli anni, nonostante gli ostacoli della vita. Voglio continuare a veder brillare la felicità nei miei occhi, voglio continuare a ridere fino alle lacrime, voglio continuare ad emozionarmi.

Sono arrivata ai venticinque e posso solo augurarmi di essere sempre così, con tutto il mio ieri, con tutto il mio presente, per aver sempre la grinta di affrontare, a testa alta, tutto il mio futuro.  

Tanti auguri a me!

"Ho avuto la conferma che, al mio fianco, ho persone meravigliose.. E questo è il regalo più bello, più spettacolare, più stupendo e più emozionante che la vita potesse farmi."
“Ho avuto la conferma che, al mio fianco, ho persone meravigliose.. E questo è il regalo più bello, più spettacolare, più stupendo e più emozionante che la vita potesse farmi.”
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14 pensieri su “Venticinque chili di felicità.”

  1. E sia, una autoanalisi vera e sincera. Cosa posso dire da genitore ; semplicemente che sono ordoglioso di te. ( anche mamma ovviamente lo è ! ) . Persevera, continua e non temere il futuro, il mondo è bello e brutto e sta di fronte a te . Sappi cogliere sempre di più I suoi lati migliori e se qualcosa sbaglierai, non temere si rimedierà. VIVERE il tempo imparando a prenderne il meglio. Un bacio

  2. Bellissimo complimenti! Anch’io ho messo da poco quel fatidico 5 vicino al 2 e mi riconosco in molte cose hai scritto… Sono proprio contenta di aver beccato il tuo articolo! Grazie per aver condiviso questi pensieri! 🙂

    1. Che dire? Grazie per essere capitata sul mio blog, per aver letto il mio articolo e per aver commentato.
      I venticinque sono una tappa, nel suo piccolo, importante.. Fa effetto, è vero, ma abbiamo ancora tutta la vita davanti. Da vivere al massimo.
      Grazie per essere passata di qua! Un abbraccio 🙂

  3. Credo sia la prima volta che mi commuovo leggendo qualcosa online. Però un po’ me lo sentivo che sarebbe successo qui.

    “Bisogna accettare chi siamo ora, senza aver paura della persona che siamo diventati oggi con le scelte di ieri”, ho adorato questa frase e credo la trascriverò da qualche parte.

    Mi rivedo in molte delle tue parole e anche se ti ho già fatto gli auguri, te li rifaccio anche qui, perché te li meriti tutti. Due volte.

    Un abbraccio forte e ancora tantissimi auguri per il tuo compleanno e per il tuo futuro. ❤

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