Venticinque chili di felicità.

Sono passati esattamente venticinque anni e un giorno dal momento in cui sono venuta al mondo.
Sono nata il 7 novembre del 1990, alle 11.10 del mattino, in una giornata di sole che, la maggior parte delle volte, a Novembre, in provincia di Cuneo, viene coperto dalle nuvole e dalla nebbia.
Da bambina sembravo una bambola: avevo gli occhi azzurri, i capelli biondi e un sacco di boccoli che, poi col passare del tempo, sono andati persi.

Sono passati esattamente venticinque anni e un giorno dal momento in cui sono venuta al mondo ed è stato quasi inevitabile pensare, in questi giorni, alla persona che sono diventata.
Insomma, i venticinque anni segnano l’arrivo al primo quarto di secolo, segnano il momento in cui, dal prossimo anno, sarai maledettamente vicina ai trenta. E si sa, i trenta spaventano.
Allora in questi giorni, durante i miei viaggi in treno da pendolare, tra corse per arrivare in tempo e sguardi fissi fuori dal finestrino, mi sono trovata spesso a pensare se sono diventata la persona che, anni fa, avrei voluto essere nel momento in cui sarei arrivata ai famosi venticinque. Continua a leggere Venticinque chili di felicità.

Expo 2015: un Mondo a Milano.

Ieri sera, il 31 ottobre, si è definitamente concluso l’Expo, un capitolo durato sei mesi che ha catturato inevitabilmente l’attenzione sull’Italia e sull’evento stesso.
In tutto questo periodo, abbiamo sentito parlare dell’Expo e dei padiglioni quasi di continuo, come se in Italia non esistesse altro, e penso che, alla fin fine, ora che questo capitolo è finito, un po’ ci mancherà.

Sei mesi, 184 giorni e 21 milioni e mezzo di visitatori.
Sono tanti, ventun milioni e mezzo di persone, sono più degli abitanti di New York che, insomma, è una città enorme. E sono anche di più degli abitanti di Pechino. E di Tokyo.
Sei mesi sono tanti, è vero, sono metà di un anno e in sei mesi di cose ne sono capitate. Però perché l’Expo ha catturato così tanto l’attenzione dell’Italia?
Avevamo gli occhi puntati su di noi, insomma, avevamo ogni Stato del Mondo che ci guardava con attenzione, forse a chiedersi se l’Italia ne era davvero all’altezza, se era davvero in grado di creare un evento del genere e di portarlo avanti senza problemi e senza guai.
Perché, in fondo, si sa, noi italiani abbiamo questa grande capacità di dare vita ad eventi speciali, a creare un patrimonio culturale invidiabile però, con la stessa capacità con cui creiamo cose belle, siamo anche capaci a creare guai, a farci sfuggire di mano opportunità e a sottovalutarne altre. Continua a leggere Expo 2015: un Mondo a Milano.