Arena di Verona, Tweet Seats e Nabucco.

Non ero mai stata a Verona, avevo sempre rimandato per diversi motivi, le avevo sempre messo davanti altre città, altri paesi, forse anche un po’ ingiustamente, era sempre stata nella to do list ma accanto aveva continuamente la frase “un giorno ci andrò”.
Nella vita si tende sempre a rimandare, le cose belle e le cose brutte, si tende sempre a posticipare le cose da fare, i momenti da vivere. Un po’ per pigrizia, un po’ per la velocità con cui viviamo la quotidianità ma forse è uno degli errori più grandi che si possa fare.
Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi, diceva Benjamin Franklin.

Alla fine, comunque, dopo tanto rimandare, a fine agosto sono andata a Verona.
C’è da ammettere che il motivo della mia visita nella città di Giulietta e Romeo è stato il progetto Tweet Seats, promosso dalla Fondazione Arena di Verona, che ha come scopo quello di diffondere la conoscenza dell’opera tramite i canali social.
Alla fine di luglio, infatti, quando ero in spiaggia, di fronte al Mar Ligure, sotto l’ombrellone, in costume da bagno, con il profumo della crema solare, con le parole crociate accanto, con un sole caldo che rendeva la sabbia bollente (ah, bei tempi quelli…), ecco, in quei giorni ero venuta a conoscenza di questo progetto e avevo deciso di inviare la candidatura.
E dopo qualche settimana, il 26 agosto, ero seduta in Arena a vedere il Nabucco.

Ora, è vero che suono la chitarra classica da diciott’anni (ho raggiunto la maggiore età!) e quindi, insomma, dovrei avere un minimo di conoscenza su lirica, opere e via dicendo ma, ehm, no.
Quindi, giusto per non arrivare laggiù disinformata al massimo, la sera prima della partenza, ho preso il disco 33 giri di mia nonna, l’ho messo nel giradischi, ho aperto il libretto (santo libretto!) e alle 10 di sera mi sono messa ad ascoltare, per la prima volta in vita mia, il Nabucco. Non che mi fosse totalmente sconosciuto ma, insomma, l’unica parte che conoscevo era il “Va Pensiero” di Giuseppe Verdi e, in un’opera che dura quasi tre ore, mi sembra pochino.
Insomma, il primo incontro ravvicinato con il Nabucco è stato di mercoledì sera, alle dieci, con me che sgranavo gli occhi perché non riuscivo nemmeno a stare dietro alle parole e mio papà che rideva fino alle lacrime per lo spettacolo che gratuitamente stavo regalando, a lui e a mia mamma (e ai vicini ignari di tutto ciò).

Ad ogni modo, libretto in una mano, cellulare con twitter aperto dall’altra, mercoledì 26 agosto ero seduta sulle gradinate dell’Arena, a vedere il sole tramontare e l’emozione invadere la scena. 
L’atmosfera che si respira prima dell’inizio è davvero speciale e indescrivibile: l’arrivo delle persone, gli ultimi ritocchi alla scena, i musicisti che accordano gli strumenti, un piacevole viavai di persone fino a quando non viene annunciato l’inizio dell’Opera. Ed è lì che migliaia di lumini, sulle gradinate, si illuminano regalando uno spettacolo che lascia senza parole.

Già dopo cinque minuti dall’inizio, il mio cuore era pieno di emozione e di sorpresa: l’aspetto più straordinario è come la voce riesca a raggiungere anche l’angolo più remoto dell’Arena, come possa raggiungere qualsiasi persona, qualsiasi anima.

Dalla posizione in cui ero, un angolo riservato a Tweet Seats per non infastidire con la luce dei dispositivi, avevo praticamente tutta la visuale sul palco. Tra un atto e l’altro, infatti, riuscivo a vedere perfettamente il montaggio e smontaggio dello scenario, l’enorme lavoro che c’è dietro ad uno spettacolo del genere, e l’entrata in scena dei protagonisti.

L’attimo che più mi ha emozionato è stato il canto del “Va Pensiero”: un momento davvero toccante, da pelle d’oca, sotto una luna piena che colorava quella notte.
E’ stata davvero una serata indimenticabile, che mi ha lasciata senza parole. Senza parole ma non senza applausi, così come il resto degli spettatori: un applauso lungo, interminabile ha avvolto l’Arena durante la chiusura finale.
Un applauso dedicato ai protagonisti, ai musicisti, all’Arena, all’emozione. 

E’ bello constatare quanto patrimonio abbiamo in Italia ma, ancora di più, quanta cultura, quanto cuore e amore mettiamo nelle cose.
Quel 26 agosto, quando la voce dei tenori riempiva il silenzio dell’Arena con una tensione, sentimento ed emozione da entrare anche nei cuori più freddi, ecco.
Quel 26 agosto mi sono sentita terribilmente fiera di essere italiana.

Annunci

8 pensieri su “Arena di Verona, Tweet Seats e Nabucco.”

  1. Sono davvero felice che quest’esperienza ti sia piaciuta (anche se ancora mi dispiace un sacco non averti incontrata). Vedo che l’atmosfera che si vive in Arena non ti ha lasciata indifferente (e come potrebbe?). Un grande abbraccio. ❤

  2. Come te, anche io sono abbastanza ignorante in materia di opera, nonostante mia cognata sia una cantante lirica (no, in caso te lo stessi chiedendo, non ho ancora visto un suo spettacolo dopo 10 anni. Dettagli). In ogni caso, mi piace come da un particolare come il Nabucco all’Arena sei arrivata a parlare dei massimi sistemi. Ho adorato, ecco.
    A me Verona è piaciuta da matti; anche io avevo sempre rimandato una capatina, visto che da casa mia è relativamente vicina. L’ho trovata super ordinata, pulita e, neanche a dirlo, molto molto bella!
    Concordo anche sul fatto che, nonostante siamo plateali, casinisti e confusionari, l’amore e l’anima che mettiamo noi italiani nelle cose non lo mette nessuno.
    Ah, mi hai anche messo voglia di andare a vedere uno spettacolo in Arena.
    Alla prossima e continua così 🙂

    1. Il tuo messaggio, letto alle 8 del mattino sul treno per andare a lavoro, mi ha migliorato la giornata. Dico davvero.
      Grazie, super grazie! 🙂
      E se tu hai adorato il mio riuscire a parlare di massimi sistemi partendo da una serata all’Arena, io ho adorato il modo in cui mi hai trasmesso allegria. Mi hai fatto sorridere alle 8 del mattino su un treno freddo e con un sonno assurdo: non è facile! 😀
      Quindi grazie davvero: sono anche queste parole che mi fanno capire di essere sulla strada giusta e che mi regalano tanta, tantissima soddisfazione.
      Grazie ancora.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...