Pensieri sul Regionale veloce 10217

Questo è uno di quegli articoli scritti di getto, né pensati né modificati, scritti quando le idee nella testa (e a volte anche nel cuore) diventano troppe.
Scrivo queste righe sul treno regionale che da Torino mi porta a casa, è finita un’altra giornata di lavoro e la stanchezza si fa sentire.
Mi guardo riflesso nel vetro del treno: è già buio fuori. Guardarmi riflessa è una cosa che faccio spesso, per ingannare il tempo quando mancano cinque/ dieci minuti all’arrivo in stazione. Mi guardo sempre attentamente, studio ogni dettaglio: gli occhi stanchi, la montatura viola che contrasta il mio vestire business casual, così lo chiamano, quello che va bene quando devi lavorare nelle aziende, quello che definiscono serio ma non troppo. Guardo il mio riflesso, abbozzo un sorriso e cerco di fare in modo che non sia troppo finto: è un periodo complicato, questo.
Mi guardo un’altra volta nel vetro e lascio che il mio riflesso si fonda con il paesaggio che scorre veloce fuori dal finestrino. Paesini, stazioni, macchine, campi e luci passano in fretta, troppo in fretta, e a volte nemmeno si riesce a scorgere l’esterno: tutto diventa una riga unica, un’unione di più cose e per quanto ci si voglia focalizzare su una cosa, non si riuscirà mai a metterlo veramente a fuoco.
E’ un po’ come nella vita, quando si hanno pensieri e idee nella testa, quando vorrei focalizzarmi su una cosa soltanto e alla fine non ce la faccio mai, perché vorrei fare un po’ tutte le cose che porto dentro di me, tutti i sogni e i desideri che coltivo nella mia anima. 

Si dice che quando una persona imbocca la propria strada, alla fin fine, se è proprio quella giusta, lo capisce e sente una specie di felicità, soddisfazione personale.. Insomma, si sente realizzato e sente di essere arrivato.
Ora, non ho così tanta esperienza da capire se quello che provavo in Spagna era realmente felicità o se era più simile ad una semplice illusione ma, in fin dei conti, non mi importa molto. Ciò che considero importante era la tranquillità con cui vivevo le mie giornate, era la felicità con cui mi svegliavo ogni mattina, che fosse lunedì o sabato, era la spensieratezza dei miei giorni.
Mi svegliavo felice sempre. E c’è qualcosa più importante della propria felicità?

Il pensiero che più mi accompagna in questi giorni è la mia quotidianità, quella che vivo ogni giorno, e se la strada che sto percorrendo attualmente è realmente la mia strada. La mia, solamente la mia.
Allora, da questo pensiero nascono mille domande, quelle che affollano la mia mente sul treno delle 7.52, quelle che compaiono quando scrivo una mail a lavoro, quelle che tornano a casa con me, proprio come stasera.
Insomma, la propria strada dovrebbe essere anche la strada dei desideri, dei sogni o sono due cose completamente diverse? Viaggiano su due binari separati o, per qualche strano caso, viaggiano sullo stesso binario?

La mia amica Martina, che ora mi guarda da una nuvola, diceva sempre che dovevo percorrere la strada che mi rendeva felice. Che se volevo fare un corso di giornalismo, dovevo farlo, che se volevo tornare in Spagna perché là ero felice, beh, avrei dovuto farlo senza pensarci troppo.
Lei era brava a infondermi coraggio, a darmi quei consigli che arrivavano dritto al cuore. Ora, queste parole che prima erano semplici consigli, mi rimbombano nella testa e hanno preso un peso diverso, fanno quasi male.

I sogni, che belli che sono i sogni.
Hanno la capacità di realizzarsi quando uno non se lo aspetta nemmeno, sono in grado di infondere una felicità inaspettata, di far nascere un sorriso e l’incredulità nello sguardo.
Credo che qualsiasi persona abbia un sogno, un desiderio che coltiva dentro di sé. A volte i sogni sono così grandi che, quando se ne parla, si pensa già che non si avvereranno mai. Poi, invece, a volte la vita sorprende e, grande o piccolo che sia il sogno, si realizza rendendo un po’ migliore la propria vita.
Il mio angioletto Martina si era fatta un tatuaggio: it’s not just a dream. E questa era stata una delle frasi che mi aveva detto nel suo ultimo messaggio vocale, quando mi diceva di continuare ad investire tempo e idee nel mio blog: “Se non abbiamo i sogni, che altro abbiamo? La gente proverà a dirti che è solo un sogno, che è solo un blog.. Ma tu, un passo alla volta, one step at the time, ce la farai, ne sono sicura. Continua a crederci.
Quanto mi manchi, Marti.

Però forse, questa volta, è arrivata l’ora di ascoltare quel consiglio così grande e così importante, prendere in mano la mia vita e andare alla ricerca della mia strada. Ci vuole coraggio, come in tutte le cose che prevedono una scelta, ma a volte sono proprio questi cambiamenti, queste nuove strade, questi cambi di rotta che portano la felicità maggiore.

Guardo ancora una volta quell’Enrica al finestrino, manca qualche minuto all’arrivo.
Abbozzo un altro sorriso, faccio un respiro profondo.
Sono stanca ma nel momento in cui scenderò da questo treno sarò l’Enrica che cammina a passo veloce, deciso e a testa alta. E’ incredibile come la realtà e la fantasia abbiano un confine sottile, come ognuno di noi si porti dentro un proprio bagaglio e solo alcuni aspetti siano visibili agli altri.

La voce annuncia la prossima stazione.
Quando intravedo le case, dopo innumerevoli campi, mi sembra già di essere a casa.
Riguardo me stessa e poi guardo il cielo.
Sei con me, lo so. 

Annunci

4 pensieri su “Pensieri sul Regionale veloce 10217”

  1. Bellissimo post. Certamente la tua amica occuperà sempre un posto nel tuo cuore e veglierà su di te.
    Capisco benissimo le tue riflessioni sulla vita, sul lavoro, sui desideri e sogni… Io non ho trovato quel coraggio di fare quel cambiamento una decina di anni fa, quando forse ero ancora in tempo e stava passando l’ultimo treno. Purtroppo ora realtà e sogni corrono su binari paralleli… sempre a fianco ma credo che ormai non si uniranno mai, anche se nella vita non si può mai dire…
    Visto che sei giovane, provaci finché puoi, a far star tutto su un unico binario… non avere qualche rimpianto come il sottoscritto 😉
    Ciao ciao
    Max

    1. Ciao Max!
      Come sempre il tuo commento mi fa un grande piacere e questo ancora di più degli altri. Ti ringrazio davvero tantissimo, hai usato delle bellissime parole e mi hai dato uno stimolo in più.
      Purtroppo si resta sempre con qualche rimpianto, a volte si pensa che ci sarà sempre una seconda opportunità ma, non sempre, è realmente così.
      Cercherò di far percorrere le entrambi cose sullo stesso binario.. Ce la metterò tutta!
      Per quanto riguarda te, beh.. Mai dire mai! 😀
      Un abbraccio e ancora grazie!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...