Una stazione, un pianoforte e un attimo di tranquillità.

Da qualche mese, alla stazione di Torino Porta Nuova, c’è un pianoforte lasciato lì, libero di essere suonato da chi lo desidera.
E’ un pianoforte normale, come quelli che si trovano nelle scuole di musica, come quelli che vengono suonati nei concerti, come quelli che risuonano nei teatri.
Eppure, nella sua semplice normalità, questo pianoforte è speciale. E’ il più speciale di tutti.
E non lo è perché viene suonato da personaggi famosi, dai nomi conosciuti in ogni angolo della terra, lo è perché viene suonato da persone normali, da gente che in quella stazione corre per prendere treni o sbadiglia di mattina quando la voglia di lavorare è rasente allo zero.

E’ speciale, quel pianoforte, perché viene suonato da persone di qualsiasi età, ragazzi e adulti, e di qualsiasi professione, senza distinzioni.
Il fatto di essere speciale sta in questo. Continua a leggere Una stazione, un pianoforte e un attimo di tranquillità.

Pensieri sul Regionale veloce 10217

Questo è uno di quegli articoli scritti di getto, né pensati né modificati, scritti quando le idee nella testa (e a volte anche nel cuore) diventano troppe.
Scrivo queste righe sul treno regionale che da Torino mi porta a casa, è finita un’altra giornata di lavoro e la stanchezza si fa sentire.
Mi guardo riflesso nel vetro del treno: è già buio fuori. Guardarmi riflessa è una cosa che faccio spesso, per ingannare il tempo quando mancano cinque/ dieci minuti all’arrivo in stazione. Mi guardo sempre attentamente, studio ogni dettaglio: gli occhi stanchi, la montatura viola che contrasta il mio vestire business casual, così lo chiamano, quello che va bene quando devi lavorare nelle aziende, quello che definiscono serio ma non troppo. Guardo il mio riflesso, abbozzo un sorriso e cerco di fare in modo che non sia troppo finto: è un periodo complicato, questo.
Mi guardo un’altra volta nel vetro e lascio che il mio riflesso si fonda con il paesaggio che scorre veloce fuori dal finestrino. Paesini, stazioni, macchine, campi e luci passano in fretta, troppo in fretta, e a volte nemmeno si riesce a scorgere l’esterno: tutto diventa una riga unica, un’unione di più cose e per quanto ci si voglia focalizzare su una cosa, non si riuscirà mai a metterlo veramente a fuoco.
E’ un po’ come nella vita, quando si hanno pensieri e idee nella testa, quando vorrei focalizzarmi su una cosa soltanto e alla fine non ce la faccio mai, perché vorrei fare un po’ tutte le cose che porto dentro di me, tutti i sogni e i desideri che coltivo nella mia anima.  Continua a leggere Pensieri sul Regionale veloce 10217

Sognare un viaggio tra le bellezze del Salento

Ci siamo.
L’autunno è (quasi) alle porte, l’azzurro del cielo sta pian piano lasciando spazio alle nuvole grigie, alla nebbia mattutina e alla pioggerellina leggera.
L’estate è ormai un ricordo, una parentesi piacevole da raccontare con gli occhi sognanti, la voce allegra e un briciolo di nostalgia. Quello che ci resta delle vacanze è un po’ di abbronzatura, qualche souvenir comprato di fretta e un sacco di ricordi. Sono proprio questi ultimi ad essere raccontati la maggior parte delle volte da viaggiatori e turisti tornati ormai alla routine quotidiana: li senti, i nostalgici, raccontare le vacanze appena trascorse, tra una pausa caffè e l’altra, con un sorriso sincero, gli occhi persi nel vuoto, a descrivere quell’attimo vissuto, quel momento di gioia ed eterno stupore.

E’ così bello viaggiare, è così bello avere dei ricordi.

Tra un ricordo e l’altro, però, la maggior parte dei viaggiatori comincia a sognare il prossimo viaggio, la prossima meta, la prossima destinazione da scoprire.
Perché, quando si incomincia a viaggiare, quando la voglia di andare alla scoperta di nuovi luoghi, vicini o lontani, si impossessa della propria anima, non si smetterebbe mai.
Ed io, da buona viaggiatrice quale sono, faccio parte di queste persone.

Alla fin fine, questa nuova rubrica Sogni e viaggi nel cassetto, nasce anche per questo motivo: per non smettere di viaggiare nemmeno con la mente, per buttare giù qualche spunto per un prossimo viaggio, per raccontare un itinerario che vorrei vivere, per fare una to do list dei futuri viaggi che ho in programma. E poco importa se una meta la visiterò chissà quando, se ci metterò ancora chissà quanti mesi o anni prima di andarci.. Il viaggio inizia nel momento in cui si comincia a sognare.
I sogni son desideri di felicità, cantava Cenerentola. Continua a leggere Sognare un viaggio tra le bellezze del Salento

Firenze: gli attimi che restano nel cuore.

Qualche settimana fa sono stata a Firenze, il cui centro storico è stato definito Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e me ne sono totalmente innamorata.
Ho camminato a più non posso, in quei giorni in Toscana, scoprendo paesini sulle colline del Chianti (che nelle prossime puntate vi racconterò…) e meravigliandomi delle bellezze che, la città di Firenze, racchiude al suo interno. Ho scattato migliaia di fotografie, arrivando a quota 1875, e ho calpestato, visitato e scrutato ogni angolo, ogni stradina, ogni scorcio della città toscana.

Mi piace, mi piace da matti Firenze, è una di quelle città in cui riuscirei a viverci perfettamente: non troppo grande da essere caotica, nonostante i turisti in massa, e non troppo piccola da diventare noiosa.
Semplicemente perfetta.

E quindi, dato che di cose, in cinque giorni, ne ho fatte parecchie, ho deciso di riassumervi in punti tutto quello che, a mio parere, non dovete assolutamente perdervi, quello che vi consiglio e quello che mi ha lasciato con gli occhi colmi di curiosità.
Chissà, magari un giorno capiterete a Firenze e questo articolo vi verrà utile. Mai dire mai, in fondo.


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