Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.

Si dice che la vita sia fatta di capitoli e che ogni capitolo abbia un inizio e una fine, come giusto che sia. Si dice anche che, chiusa una porta, si apre un portone, ma questa è un’altra storia.

Se è davvero così, ovvero che la vita sia fatta di capitoli, avremmo a disposizione un quadernone ad anelli da riempire con i nostri piccoli o grandi capitoli. Ma durante una vita intera, sono maggiori i capitoli belli o quelli brutti?

Forse allora, vista la grande possibilità d’incontrare un capitolo brutto, è meglio pensare che la nostra vita sia fatta di attimi. Attimi lunghi o corti, attimi che sono in grado di cambiare il percorso della nostra vita, attimi che, anche se negativi, non avranno mai la stessa importanza di un capitolo.
Insomma, già di per sé, la parola capitolo è importante, racchiude dentro un grande significato. Quando si legge un libro, poi, si cerca sempre di arrivare alla fine del capitolo prima di mettere da parte la lettura e dedicarsi ad altro. Perché tutta questa voglia di arrivare, forse in fretta, alla fine di un capitolo, di una parte? Perché leggere le ultime pagine quasi con frenesia e rapidità?
Insomma, io non voglio vivere i capitoli della mia vita con la stessa velocità con cui leggo i libri, quasi divorandoli, quasi desiderando di arrivare alla fine per vedere cosa succede e cosa cambia.
Meglio gli attimi, insomma, che possono durare un’eternità.

L’attimo vissuto qui, a Valencia, è stato meraviglioso, ricco di altri attimi altrettanto stupendi che porterò nel cuore praticamente per sempre. 
La fregatura dei viaggi, delle esperienze all’estero, è che tornare alla normalità, prendere l’aereo per tornare a casa sembra poi la cosa più difficile del mondo.
È quello che pensavo l’altro giorno, mentre preparavo la valigia: non stavo solo piegando canottiere e vestitini estivi, non stavo solo togliendo immagini e foto dalla scrivania.. Stavo mettendo in valigia quattro mesi di attimi indimenticabili.
È come se, insieme ad ogni cosa che toglievo, venissi sommersa dai ricordi, da quelli semplici a quelli più divertenti.

Sembra facile tornare, sembra facile ma non lo è.
È come partire ma, forse, è ancora più complicato. Perchè partire presuppone un ritorno, perchè tanto, mentre sali su quell’aereo, sai che prima o poi, presto o tardi, ritornerai a casa; hai l’incognita del futuro, certo, ma sai che tornerai da dove sei venuto.
Il ritorno, invece, ti frega: perchè torni a casa, dopo migliaia di attimi vissuti, torni a casa e poi? Poi ti dovrai riabituare alle tue vecchie abitudini e avrai il terrore, l’ansia di non riuscire più ad essere felice come lo eri prima. Molto probabilmente sentirai un vuoto all’interno del cuore nel momento in cui ti renderai conto che sì, è tutto finito.
Non so se è davvero così, se sarà così anche per me tra meno di due giorni, ma temo di sì. In ventiquattro anni ho imparato a conoscermi e so che, domani, piangerò.
Come faccio a non piangere? Insomma, odio le partenze, odio lasciare un posto in cui sono stata felice, odio andarmene dalla Spagna, odio abbracciare le persone e sapere che non le vedrò più per diverso tempo.

Forse il trucco è pensare che sì, gli attimi iniziano e finiscono, ma i loro attimi interiori resteranno impressi nella mente e nel cuore.
Forse il trucco è pensare che, nonostante gli addi, nonostante gli inizi e le inevitabili fini, nonostante le risate e qualche lacrima data dalla partenza, non smetterò di prendere aerei, di viaggiare, di conoscere nuovi luoghi e nuove persone, di lanciarmi in esperienze vicine o lontane.
Forse il trucco è pensare che, nonostante tutto, continuerò a vivere altri migliaia di attimi.

“Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.”
(Cesare Pavese)

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3 pensieri su “Quattro mesi e migliaia di attimi vissuti.”

  1. Attimi, momenti, ricordi. Ho letto con attenzione il tuo scritto. Sono certo che tu piangerai, sarai si felice di rivedere la tua casa, noi, ecc, ma rimpiangerai questo luogo dove hai scoperto di essere capace a volare da sola. Se la tua esperienza non fosse stata così bella, completa e profonda non ti porteresti niente dietro e saresti felice fosse finita.
    Ma, certo c’è un ma ! Ma qui sei diventata grande e questo ti permette di guardare Avanti forte dell’esperienza che ora è il tuo patrimonio. Per citare un vecchio detto : ” Vivi ogni attimo della tua vita come se fosse l’ultimo “. La vita è fatta di tanti attimi. L’importante è saperli vivere BENE cogliendo da questi attimi , TUTTO quello che ritengo utile per me e farne bagaglio per vivere meglio altri attimi.
    Questo è a mio parere la lezione da imparare e così non rimpiangerai ciò che lasci perchè sarà dentro di te e forte di ciò affronterai nuovi attimi. Un bacio
    Papà

  2. Sicuramente ne vivrai tanti altrettanto belli… diversi, sicuramente… ma che ti renderanno ugualmente felice e che ti faranno crescere…
    Se questi 4 mesi fossero durati per sempre, ad un certo punto, magari tra qualche anno, avresti avuto il bisogno di altro….
    È fisiologico… siamo fatti così!

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