31 giorni per innamorarmi di me stessa.

Un mese fa esatto, il 29 marzo, partivo.
Io e la mia valigia da 19.9 kg.
Io e la mia valigia a mano chiusa a fatica.
Io, dopo qualche lacrima e con il nodo alla gola, partivo. E le settimane spagnole mi sembravano ancora lontane, ancora un qualcosa di astratto, ancora un qualcosa che non riuscivo ad immaginare.

Ora, dopo un mese esatto, riesco ad immaginarle e a viverle a pieno. Le ho rese totalmente mie e questo mi rende felice, terribilmente felice.
Una volta, in un libro di cui ora non ricordo il nome, avevo letto una frase che diceva più o meno così: “Eppure, non avrei mai detto di potermi innamorare di quel presente tanto da non volerlo cambiare con nient’altro al mondo.” Questa frase, ora, mi rispecchia tantissimo.
In questo mese mi sono innamorata del mio presente, delle mie giornate e delle mie settimane in terra spagnola.
Mi sono innamorata della tranquillità che si respira di mattina, nel fine settimana. Mi sono innamorata dei palazzi bianchi che contrastano con il colore blu del cielo. Mi sono innamorata della disponibilità, del sorriso e delle risate dei mie colleghi al lavoro, della loro continua voglia di insegnarmi, della loro immensa pazienza nei miei confronti. Mi sono innamorata delle lingue straniere, degli sguardi curiosi dei turisti, delle loro domande strane e della loro voglia di scoprire Valencia. Mi sono innamorata delle cene fatte con le mie coinquiline, della pizza fatta in casa, del dolcino dopo cena e del telefilm visto alla televisione. Mi sono innamorata dell’aria di casa che si respira in questo appartamento, delle voci che si sentono quando apro la porta d’ingresso e delle risate continue.

Ma se devo essere sincera, dopo un mese esatto, c’è una persona di cui mi sono innamorata: me stessa.  Continua a leggere 31 giorni per innamorarmi di me stessa.

Il Bioparc: un angolo di Africa a Valencia

“Descubre el corazón de Africa en Valencia”, è questa la frase che si trova sul depliant del Bioparc di, appunto, Valencia.
Un piccolo angolo di Africa in una città spagnola, tra sangría e paella: è proprio vero che il mondo non smette mai di stupirti. 

Non sono mai stata una zoo addicted. Anzi, mi sono sempre chiesta perché l’uomo doveva rinchiudere dei poveri animali per il puro e solo scopo di vederli, di guardarli, di fotografarli e di analizzarli.
Però, ammetto, il Bioparc mi ha colpita.
Colpita e affondata.

Il bello di questo piccolo angolo di Africa è il fatto di vedere gli animali al loro stato naturale e, alcune volte, camminarci in mezzo.  Continua a leggere Il Bioparc: un angolo di Africa a Valencia

Vi presento la mia Valencia

Alla fine è arrivato, il wifi, nell’appartamento in cui vivo da ormai tre settimane.
Questa assenza obbligata dal mio blog mi ha fatto capire quanto sia importante per me, quanto ho voglia di scrivere e quanto questo piccolo mondo sia diventato parte della mia vita.
Vi scrivo adesso, quindi, nella speranza che non sia troppo tardi.

I miei primi giorni qui, anche se ormai sono già tre settimane, sono stati intensi, pieni di emozioni, momenti da vivere e scoperte, proprie di chi va a vivere in un posto completamente nuovo.
Ricordavo Valencia (c’ero stata due giorni l’anno scorso: prometto di scrivere un articolo anche su quel viaggio… Quando torno, però!), ma chissà perché la ricordavo un po’ grigia e un po’ moscia, ricordi sbagliati e di certo non indicati ad una città spagnola.

Valencia mi ha accolto di sera, con un vento caldo che mi ha accarezzato il viso appena scesa dall’aereo e una notte stellata. Mi ha accolto con le risate delle mie compagne di avventura, con la curiosità che ti prende gli occhi, come se si volesse captare ogni attimo, ogni secondo di ciò che si vive.

Ciò che sembra incredibile, per una persona come me che non è mai stata all’estero per così tanto tempo, è il fatto di poter visitare una città quando voglio, senza dover pensare  che tra una settimana si ritorna a casa. Faccio un po’ fatica ad abituarmi, quindi, al fatto di poter uscire una volta senza la macchina fotografica, di poter restare a casa un mattino e di non visitare un monumento in quel determinato momento perché, effettivamente, avrò un sacco di tempo per farlo. Perché davanti a quel monumento magari ci passerò altre mille volte, scatterò altre fotografie e visiterò altri luoghi.

Ad ogni modo, i miei giorni valenciani sono andati e vanno davvero alla grande. All’inizio sono passati un po’ lentamente, come normale che fosse, mentre adesso vanno così velocemente che nemmeno me ne rendo conto.
Tutto sta diventando un’abitudine: fare la spesa al Mercadona, la strada con le palme per andare in centro, la Plaza del Ayuntamiento e il traffico sotto casa. Alla fine il trucco sta in questo: abituarsi a quello che si vive, renderlo proprio senza dimenticarsi chi siamo, da dove veniamo e la nostra vita.

Dato che questo è un post introduttivo (mi sono resa conto di non potervi raccontare tutto in un solo articolo), vi racconto come vanno le mie giornate, chi sono le mie compagne di avventura e come si prospettano questi quattro mesi.

Pronti? Continua a leggere Vi presento la mia Valencia