Dicembre: il mio schermo dei ricordi

Ci siamo. Anche dicembre è arrivato, l’ultimo mese dell’anno.

Dicembre l’ho sempre paragonato come l’ultimo capitolo di un libro, quando sai che è l’ultimo e cerchi di leggerlo il più piano possibile per non arrivare in fondo.
Dicembre è il mese della neve, degli addobbi natalizi, della gente che passeggia con i regali incartati e delle musiche sotto i portici. A dicembre si respira sempre un’aria speciale, di felicità e di allegria. A dicembre sembra che il mondo sia più buono e sorridi, che poi sia la realtà questo non si sa.

Dicembre è il mese dei buoni propositi da scrivere, di tirare le somme di questo anno che sta per terminare.
Per quanto mi riguarda, io questo lo faccio praticamente sempre. All’inizio di ogni dicembre, mi metto davanti ad un foglio e scrivo i “buoni propositi” per l’anno che arriva: che siano cose che vorrei imparare, che siano momenti che vorrei vivere, che siano cose che vorrei cambiare. Non è detto che, durante il corso dell’anno, io riesca a farli tutti ma vederli scritti, è come se mi ricordassi di vivere di più, di affrontare le paure e di non rimandare a domani quello che potrei fare oggi.
Sono sempre stata la persona che ama organizzarsi, scrivere i punti da fare e mettere un “v” vicino nel momento in cui li realizzo.
Poi c’è la parte del tirare le somme, del guardarsi indietro ed analizzare l’anno quasi finito. Questa, poi, è la parte che amo di più.
Mi piace pensare di girarmi indietro, metaforicamente parlando, e vedere dietro di me tutti gli attimi vissuti. E mi piace vederli ripassare davanti e riviverli con la mente. Avete presente la puntata finale di Scrubs? Quando JD finisce il lavoro al Sacro Cuore, si volta indietro e quando esce vede proiettati tutti i suoi momenti futuri. Ecco, io immagino più o meno la stessa cosa ma io rivedo, in quello schermo, i momenti passati vissuti.

Allora, come adesso, ascolto nelle orecchie la musica di Ludovico Einaudi e mi guardo indietro.
E’ stato un anno complicato, è vero, ma è stato molto bello.
In questo 2014, ho riso tantissimo, tante volte fino alle lacrime, ma ho anche pianto ed aspettato l’abbraccio famigliare, proprio come una bambina.
Ho visitato posti incantevoli, mi sono meravigliata della bellezza del mondo e ho riabbracciato, dopo due anni, la mia seconda mamma spagnola. Mi sono sentita prendere dalla nostalgia quando ero lontana, ho pianto al momento di salutare i miei genitori all’aeroporto e mi sono sentita a casa quando li salutavo su skype.
Ho conosciuto persone stupende, mi sono resa conto di chi veramente è un amico e di chi, a malincuore, invece non lo è. Ho ritrovato un’amicizia importante e ho creato legami speciali con persone lontane, anche se conosciute da poco. Ho riabbracciato un’amica che vive lontana e ho sperato che quel momento non finisse mai.
Mi sono commossa quando ho sentito dire “Sì, lo voglio” da una delle mie amiche più importanti, mi si è riempito il cuore di felicità nel vedere una piccola creatura appena nata e mi sono sentita la persona più completa quando, mio figlioccio di quattro anni, mi è corso incontro con le braccia aperte.
Mi sono sentita fiera di me quando ho affrontato l’intervista su Sky, mi sono sentita orgogliosa dei miei successi, dei miei momenti vissuti, delle mie scelte.
Sono andata in moto con mio papà, ho fatto shopping con mia mamma, ho scattato mille foto con loro. Ho sorriso nel vederli felici, nel vederli arrivare a casa dopo una giornata di lavoro, ho riso con mia mamma nel letto e sono corsa incontro a mio papà dopo giorni che non lo vedevo.
Ho soccorso mia nonna caduta, l’ho fatta ridere nei momenti difficili, l’ho consolata e l’ho fatta sorridere. Ho pensato all’altra mia nonna volata in cielo e l’ho cercata tra le stelle.

La disoccupazione, però, non ha risparmiato nemmeno me. Mi sono sentita felice quando ho firmato un contratto di lavoro di due mesi e ho visto il primo stipendio ma, in quest’anno, ci sono stati momenti in cui mi sono sentita triste, inutile e persa. Ho sognato di cambiare il mondo, di cambiare le cose. Ho passato giorni a casa a stampare curriculum, a mandarli via e-mail e a controllare la posta in attesa di una risposta. Ho aspettato.
Ho deciso di partire, ho pianto quando mi sono resa conto che qui le cose non sarebbero cambiate. Mi sono arrabbiata quando sentivo le notizie alla televisione, mi sono incavolata col mondo intero.

Seduta su uno scalino ho coccolato il mio cane, le ho parlato e, dal suo sguardo dolce, mi sono sentita capita.
Ho suonato la chitarra fino ad avere male alle dita, ho preso gli applausi di un concerto e ho sorriso piena di gioia. Ho scattato migliaia di foto: ho fotografato persone, paesaggi, mare, montagna, città, albe e tramonti. Ho imparato, pian piano, i trucchi del mestiere e mi sono sentita fiera di me nel vedere le foto scattate.

Ho compiuto gli anni e ho soffiato sulle candeline esprimendo il desiderio. Ho guardato attorno a me le persone sorridenti, le persone importanti nella mia vita, e mi sono sentita su una nuvola.
Ho chiacchierato in lingua straniera e ho sognato in spagnolo. Mi sono svegliata dopo un sogno di questi e ho sorriso incredula.
Ho mangiato un sacco di dolci, il salmorejo che non mi piace e la minestra di barbabietole che è proprio immangiabile. Ho iniziato a fare sport, ho camminato al pomeriggio per la campagna e, mentre ascoltavo la musica, mi sono riempita gli occhi di natura.

… Cavolo, ho fatto un sacco di cose. Solo che ora la musica è terminata e io, a malincuore, mi devo staccare da questo schermo che riproduce i miei ricordi.
Io, ora, torno al mio presente ma già so che questa musica, e questi ricordi, si ripresenteranno davanti ai miei occhi altre mille volte.

Ecco, per me, Dicembre è il mese dei ricordi.

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2 pensieri su “Dicembre: il mio schermo dei ricordi”

  1. Splendido. Mi hai commossa. Dicembre sarà il mese dei ricordi, ma la notte del 31 sarà la fine di un nuovo inizio. E mi auguro che tu possa mettere la v su tutti i futuri to do. In bocca al lupo piccola grande Enrica.

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