Un mondo intero da visitare.

L’altro giorno, precisamente domenica sera, mentre gironzolavo su Facebook, è comparso un post nella mia home page: “50 città da visitare almeno una volta nella vita”. ( http://www.huffingtonpost.it/minube/50-citta-visitare-nella-vita_b_5570478.html)
Bello, sembra bello. Lo apro: sono curiosa di natura ma, quando si tratta di viaggi, la mia curiosità aumenta.
E poi, parliamoci chiaro: quanti di voi, leggendolo, non hanno pensato: “Cavolo, questa l’ho visitata anch’io!”?. Ecco, per me era una sfida. 50 non è un numero così grande e, per mia fortuna, ho avuto la possibilità di viaggiare molto già da quando ero bambina.
Mi metto comoda sul letto e comincio a scorrere l’elenco. E comincio a contare. <<1… 2… 3… 4… 5… 6… 7… 8… 9… 10… 11… 12…>>.
Venezia… Siviglia… New York… Londra… Roma… Firenze… Parigi… Granada… Città del Vaticano… Lisbona… Istanbul… Berlino…

12. Solo 12? Riconto. Eppure sono 12! No, non è possibile. Ne ho viste di città nella mia vita: sono quasi sempre rimasta in Europa, è vero, ma insomma.. 12 non è nemmeno lontanamente la metà!
Metto da parte la mia leggera delusione e mi metto a pensare ai viaggi, alle città e a questa lista. Perché solamente 50 città? E chi dice che Londra merita un posto nella lista e Madrid no? Sono entrambe capitali ed entrambe hanno una storia.
Ma non mi posso mettere a far polemica. No, ovviamente: quell’elenco è frutto di un pensiero di un gruppo di persone e, come tale, merita di essere rispettato.

Ma perché non provare ad inserire anche altre città? Perché non allungare la lista? Perché non sognare di viaggiare di più e non solamente in 50 città?

Non ho mai visitato Rio de Jainero, né Pechino e nemmeno Praga. Non ho mai visto un tramonto a Sydney, non ho mai visto il fenomeno della bassa e alta marea a Mont Saint Michel e nemmeno la storia antica di Atene. Non ho assaggiato le specialità culinarie di Buenos Aires, non ho visto il mercato (il souq) di Marrakech e non ho fotografato Cuzco. Non ho camminato per le strade di Vienna, di Città del Messico, di San Francisco e di Kathmandu, in Nepal. Non ho assaporato la vivacità di Las Vegas e di Amsterdam e, dall’altra parte, non ho mai guardato una cartina di Budapest o di Dubrovnik, in Croazia.

Però ho visto le distese immense dell’Irlanda, dei prati verdi che si espandono all’infinito. Ho visto il tramonto sul fiume Liffey a Dublino, ho camminato per il quartiere di Temple Bar e ho sentito l’accento irlandese. Con una macchina, poi, ho attraversato l’Isola per arrivare a Galway. Mi sono riempita gli occhi di paesaggi, di pecore che pascolavano, di una tranquillità surreale. Ho respirato l’aria fredda dell’oceano e mi sono sentita piccola di fronte a quell’immenso.

E poco più a est dell’Irlanda: l’Inghilterra. Ho visitato Londra, Southampton, Edimburgo, Manchester, Liverpool e NewCastle Upon Tyne. Ho alzato gli occhi al cielo e ho fatto una smorfia nel constatare che il cielo era nuvoloso. Ho vissuto a casa di famiglie inglesi, ho mangiato fish and chips e ho preso il classico tè inglese. Ho preso il treno e sono andata a Durham, paesino a sud di NewCastle: sono rimasta sbalordita di fronte alla tranquillità di questo posto e alla bellezza della sua cattedrale. Ho sentito parlare in Geordie, il dialetto della regione Tyneside e mi sono resa conto di non capire assolutamente nulla. Ho fotografato in mille modi diversi il Big Ben di Londra e ho ammirato ogni singolo particolare di questa città. Ho fotografato Edimburgo al tramonto, nel momento in cui il sole si faceva spazio tra nubi grigie cariche di pioggia.

Ho alzato la testa per vedere la fine dei palazzi di New York ma ho anche apprezzato la tranquillità e la storia di Boston. Mi sono coperta dall’aria fredda di questa città e ho dormito in un ostello vicino al centro storico. Ho camminato tra le strade e tra le persone ancora ferite nell’animo dopo l’attentato del 2013. Ho provato stupore e felicità nel vedere, a terra, delle scritte con i gessetti: “3 L’s of Life: Live, Love, Laugh” e anche “Be happy, it’s free!”. Le ho fotografate perché erano un messaggio per tutti. Un messaggio da ricordare.

Sono stata per tre settimane a Quetigny, un piccolo paesino vicino a Digione, in Francia. Ho mangiato la mostarda ma ho anche rimpianto la cucina italiana. Ho fotografato monumenti e ho visitato città. Sono rimasta affascinata dall’ Hôtel-Dieu di Beaune: mi ha colpito talmente tanto che i suoi tetti d’oro ancora li ricordo come se fosse ieri. Ho dormito in un hotel vicino al mare a Saintes-Maries-de-la-Mer e, per la prima volta, ho visto i fenicotteri rosa e sono rimasta a fotografarli per un’ora intera.

Ho visitato la Spagna in lungo e in largo. Mi sono innamorata di Barcellona, della sua Rambla e della sua storia. Ho camminato per le stradine del Parc Guell e ho sospirato nel vedere tutta la città dall’alto. Ho dormito a casa di un’amica vicino alla Sagrada Familia e sono rimasta un pomeriggio intero al Montjuic ad ascoltare un chitarrista. Ho ammirato la storia e la grandezza di Madrid, la capitale. Ho preso il sole al Parque del Buen Retiro con le amiche e ho visitato il Museo del Prado. Ho amato il sole, il calore e la semplicità dell’Andalucía: sono rimasta sbalordita dalla Mezquita di Córdoba, dalla visita notturna de la Alhambra di Granada e dall’immensità della Cattedrale e dalla Giralda di Siviglia. Mi sono sentita libera quando ho attraversato il ponte, circondato d’acqua, per andare a Cadice, la città più antica della Spagna. Ho attraversato tutta la città a piedi, mi sono riempita gli occhi del luccichio del sole, caldo e forte, sul mare, mi sono sentita a casa nonostante la lontananza. Ho mangiato il jamón serrano, le tapas e le specialità andaluse. Ho camminato per le strade di Valencia e sono rimasta affascinata dalla Ciudad de las Artes y de las Ciencias, di quell’acqua blu che era solo leggermente più chiara rispetto al colore del cielo.

Ho passeggiato sulla spiaggia del Portogallo, ho toccato l’acqua fredda dell’oceano e ho raccolto le conchiglie. Ho legato i capelli che svolazzano al vento e ho respirato a pieni polmoni. Ho sperato che quel momento non finisse mai.

Ma per quanto abbia visitato, per quanto mi sia meravigliata dei posti in cui sono stata, non c’è niente che mi faccia sentire a casa come l’Italia. Il nostro Paese. Un luogo che ha storia, arte e meraviglie ad ogni angolo. Per questo io, nella lista delle 50 città da visitare, avrei messo molti altri posti dell’Italia. Avrei messo Le Cinque Terre che, seppur non essendoci mai stata, mi meravigliano e mi rendono curiosa di vederle. Avrei messo Pisa, Bologna, Perugia. Avrei messo la Puglia, con i suoi trulli. Avrei messo città in cui non sono mai stata ma so, per certo, che meriterebbero di essere menzionate: Napoli, Caserta, Reggio Calabria, Catania, Palermo, Cagliari, le spiagge della Sardegna, l’Umbria e chissà quante altre. Ma anche i sassi di Matera e le saline di Margherita di Savoia, in Puglia. E metterei anche Milano, città della moda, e Torino, città di storia e di bellezze storico- artistiche. In questa lunga lista, inserirei anche le Alpi innevate, in inverno, quando il sole brilla sulla neve, quando l’aria è fredda e ti costringe a nasconderti nella sciarpa. Inserirei le colline dei vini più importanti d’Italia, le colline toscane e quelle piemontesi. Inserirei le spiagge, le stradine dei paesi più piccoli, le cittadine caratteristiche.

 

A quanto pare, una lista di solo 50 città da visitare non è sufficiente. Non lo è perché nel mondo ci sono tanti posti in cui vale la pena andare, che sia per una toccata e fuga, per una settimana, due o anche per restarci. Ci sono paesi di cui non sappiamo nulla, magari prima di andarci nemmeno sapevamo che cosa potesse offrire. Eppure, nel momento in cui ci si guarda intorno, quando si alzano gli occhi per vedere un palazzo, un monumento o una semplice casa, ci si rende conto che ogni paese, città, stato del mondo ha qualcosa da offrire.
E lascia lì quello che di più bello ha, lo mette a nostra disposizione: per ammirarlo, per fotografarlo, per imprimerlo bene nella mente.
Sta a noi decidere se cogliere questa opportunità e portarci nel cuore un pezzo di mondo.

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